Per tutto il resto

December 18, 2007

Stola in velluto rosso con decorazioni gialle, 1.000 euro, con xxxxxxCard.
Crocifisso in oro zecchino con pendaglio, 3.700 euro, con xxxxxxCard.
Scarpe in camoscio rosso, 450 euro, con xxxxxxCard.
Migliaia di africani che schiattano di AIDS non hanno prezzo…
Ci sono cose che non hanno prezzo.
Per tutto il resto, c’è xxxxxxCard.
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Una mela al giorno…

October 16, 2007

Qui sopra, una mappa che indica il rapporto tra medici e numero di abitanti per ciascuna regione del pianeta (per ingrandire l’immagine basta cliccarci sopra).
Mi corre l’obbligo di rilevare che in Africa non è nemmeno invocabile il consolatorio adagio di cui all’oggetto.

Via Maestro Alberto.

Sterminio esclusivo

September 28, 2007

Dal sito di Peace Reporter:

Una delle massime autorità della Chiesa Cattolica in Mozambico ha rilasciato una dichiarazione alla Bbc, sostenendo che molti dei preservativi provenienti dall’Europa e distribuiti nel paese, sarebbero infettati del virus dell’Hiv. L’arcivescovo Francisco Chimoio ha inoltre aggiunto che perfino i farmaci antiretrovirali necessari per rallentare la progressione della malattia sarebbero stati contaminati “allo scopo di sterminare la popolazione africana”.

Che si sia risentito per la violazione dell’esclusiva?

Preoccupato monito di Joseph Ratzinger dalle colonne del Corriere:

«In questi giorni alcune regioni geografiche sono devastate da gravi calamità: mi riferisco alle inondazioni in alcuni Paesi orientali, come pure ai disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee. Davanti a così drammatiche emergenze, che hanno causato numerose vittime e ingenti danni materiali, non si può non essere preoccupati per l’irresponsabile comportamento di taluni che mettono a rischio l’incolumità delle persone».

Parole sacrosante.
Peccato che se uno le usa, identiche, parlando dell’AIDS in Africa e rivolgendole a chi si ostina a proibire l’uso del preservativo, diventa un laicista miscredente che mina le fondamenta della collettività.
Mah.

La Dottoressa Patrizia Pelosi, Dirigente Fisico Medico dell’Unità Operativa di Radioterapia dell’Azienda ospedaliera G. Rummo di Benevento, dispensa su Zenit alcune pillole di saggezza sulla diffusione dell’AIDS nei paesi in via di sviluppo:

Inoltre in ampie regioni dell’Africa e dell’Asia la piaga della propagazione dell’AIDS ha reso quasi obbligatoria l’introduzione del condom, accusando tutti coloro che si oppongono a questa strategia di ledere la salute dell’intera società.

Che strano, eh? Solo perché il virus si trasmette attraverso i rapporti sessuali non protetti, si pretende di colpevolizzare chi si affanna per impedire che quella protezione venga adottata. Davvero inaudito.

Il fallimento di questa scelta è prevedibile. La mentalità contraccettiva porta in sé un disvalore che è contro la vita e non potrebbe essere risolutiva per una problematica così complessa.

Allora, Dottoressa, cerchi di seguirmi perché la cosa è complicatissima, e se non capisce mi fermi pure che ricomincio da capo: dunque, l’HIV si diffonde quando si tromba senza preservativo (ci siamo fin qua? Vuole che ripeta?); usandolo, l’HIV non si può diffondere. Eh, lo so, è una cosa estremamente complessa, ma Lei non demorda e studi, vedrà che prima o poi Le sarà tutto chiaro.

Anzi l’uso diffuso e consigliato di contraccettivi accentua un disordine sociale che ben si presta ad una maggiore diffusione dell’AIDS.

Si capisce, con tutte queste scatoline di condom che circolano in modo incontrollato si crea un disordine che non ti dico, e come niente qualcuno può approfittare di quel casino per avvicinarsi quatto quatto e zac!, attaccarti qualche bacillo mentre nessuno se ne accorge.

La scelta dell’ astinenza prematrimoniale e della fedeltà fanno da battistrada per restituire alla società una ricchezza di valori e riferimenti ormai smarriti nella ricerca della insaziabile soddisfazione sessuale personale.

Caspita, era dai tempi del liceo che non sentivo la parola “insaziabile”: dica la verità, Dottoressa, anche Lei ha una copia personale del mitico “Le voglie insaziabili dell’educanda”, eh?

Tutto questo avviene in una ridondate campagna pubblicitaria di prevenzione dalle malattie infettive e di promozione del ruolo femminile che arriva a risultati inconcludenti.

Infatti, ditemi voi a cosa possa servire fare una campagna di prevenzione delle malattie infettive o promuovere il ruolo della donna: questi sono selvaggi, non ci saremo mica messi in testa che possano davvero capire come stanno le cose, no?

È affidato alla donna il compito di interrompere questa schiavitù, è affidata a lei la difesa della propria dignità che richiede l’intaccabilità del mistero della maternità che mai può essere mercificato.

Ecco, anche ‘ste donne africane, suvvia: se sono schiave sarà ben colpa loro, no? Allora la interrompano, questa schiavitù, e si decidano a difendere la loro dignità; oppure lo ammettano, che in fondo essere schiave piace pure a loro, e la finiscano, una buona volta, di scassare la minchia.
Ma poi non si dica che noi, cristianamente, non ce l’abbiamo messa tutta.