Correggetemi se sbaglio, ma mi pare che abbiano dimenticato la parola “Radicali”.
Niente di nuovo, insomma.

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(Fabrizio De André, Recitativo, Tutti morimmo a stento, 1968)
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Scioglie la neve al sole

April 23, 2007

«L’abrogazione mediante pillola del ciclo mestruale è parte di un pacchetto della contemporaneità offerto in saldo commerciale alle donne in nome del primato universale del corpo desacralizzato».

(Giuliano Ferrara, “Bisturi, aspiratori, pillole: il ciclo della salute femminile”, da “Il Foglio”, 23 aprile 2007).

«E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio
avevi dodici anni e nessuna colpa addosso:
ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio,
la tua verginità che si tingeva di rosso».

(Fabrizio De André, “L’infanzia di Maria”, da “La buona novella”, 1970).

Un sassolino

April 11, 2007

La scoperta di un bel blog finora sconosciuto mi ricorda che da qualche anno un fastidioso sassolino mi si è ficcato in una scarpa: chiunque ami, o abbia amato, Fabrizio De André, sarebbe in grado di citare almeno una riga in cui, prima della sua morte, qualcuno lo abbia chiamato “Faber”?

A me, che a pane e De André sono cresciuto, quella parola, “Faber”, non va né su né giù: è l’etichetta postuma appiccicata sulla schiena di un morto, allo scopo di guadagnare due soldi interpretando qualche suo vecchio successo in una raccolta celebrativa di cui si potrebbe allegramente fare a meno.

Una preghiera, quindi: chi (legittimamente) si voglia incaricare di erogare nomignoli a destra e a manca, cerchi di svolgere il suo compito scegliendo destinatari tuttora in vita: solo a questi ultimi, com’è noto, è concessa la materiale possibilità di rispedire i nomignoli stessi al mittente.