Il fondo del barile /1

September 23, 2008

Istruzioni per l’uso:

  1. cliccare sull’immagine qua sopra per ingrandirla;
  2. soffermarsi sul nome sottolineato in rosso;
  3. meravigliarsi del fatto che ormai i giornali (compresi quelli astrattamente prestigiosi come La Repubblica) si sono ridotti ad intervistare porci e cani.

Saluti.

Allora, gente, so già che non mi riuscirà di essere breve. Per cui prendetevi cinque minuti buoni, mettetevi comodi e abbiate la pazienza di arrivare fino in fondo.
Sulla home page della Repubblica di oggi, tra le notizie più importanti, campeggia il seguente titolo:

Forse sarò io, come recita il titolo di questo post, che non capisco più l’italiano: prima di rassegnarmi definitivamente a tale conclusione, tuttavia, gradirei che qualcuno mi spiegasse quale sia la relazione tra le prime due parole e le successive quattro. In altri termini: vi pare corretto presentare la notizia della laurea di un indagato per omicidio come se fosse ragionevolmente riferibile all’omicidio stesso?
Vabbe’, direte voi, che c’entra: queste sono le inevitabili semplificazioni che caratterizzano la comunicazione su internet, da un lato immediata e sintetica, dall’altro sempre tesa a fornire la maggior quantità di informazioni possibile utilizzando spazi estremamente ridotti; d’altronde, se il titolo avesse recitato “Alberto Stasi (indagato, sia detto per inciso, per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nello scorso mese di agosto) si è laureato”, esso sarebbe stato certamente più preciso e veritiero, ma anche irrimediabilmente prolisso, e quindi inappropriato per il mezzo al quale era destinato.
Di fronte a un’obiezione simile, debbo ammetterlo, non posso che chinare il capo: se tanto mi dà tanto, tuttavia, il criterio non dovrebbe essere applicato al solo caso di specie, ma anche a circostanze di diversa natura. Per cui, se siete d’accordo, facciamo una cosa: vediamo in che modo potrebbero essere presentate altre notizie, in omaggio alle considerazioni sin qui svolte sulla sintesi e sulla velocità che debbono caratterizzare la comunicazione online.
A titolo meramente esemplificativo, si potrebbe dar conto delle posizioni dei teodem in merito alle scelte di fine vita, mettendole in relazione con le pratiche cui si dedicano abitualmente taluni dei loro rappresentanti:

O magari, che so io, sarebbe possibile dare la notizia della decisione dell’UDC di non aderire al Partito della Libertà, ricordando nel contempo quali fossero gli svaghi preferiti da certi suoi esponenti:


Sono esercizi, intendiamoci, e nulla di più.
L’altro giorno, per esempio, Benedetto XVI ha affermato che è necessario compiere ogni sforzo per cercare la pace in Darfur, Terra Santa e Tibet; poiché, com’è noto, il protagonista della lodevole esternazione è lo stesso Joseph Ratzinger indagato dalla Corte distrettuale di Harris County (Texas) per la copertura data ai membri del clero responsabili di abusi sessuali su minori, la notizia potrebbe essere presentata come segue:

Voi che ne dite, va bene come sintesi?

Razzismo editoriale

February 2, 2008

Allora, l’esperimento è più o meno il seguente.
Si vada sul sito dell’ANSA e ci si soffermi su questa notizia di oggi:

Si passino quindi in rassegna i siti web dei tre più importanti quotidiani nazionali, e si riscontri che in tutti e tre i casi la notizia ha meritato un bel titolo in homepage, oltre a un ampio articolo di approfondimento:******Completata l’operazione, si torni indietro di due o tre giorni, e sempre sul sito dell’ANSA si cerchi quest’altra notizia:

Ci si chieda, a questo punto, se i tre principali quotidiani nazionali di cui sopra, sia pure con minore enfasi (data l’assenza del morto), abbiano dato conto all’opinione pubblica anche dell’accadimento testè segnalato: dal quale, sia detto per inciso, si evince che non tutti gli albanesi si dedicano ad attività delinquenziali, ma che alcuni di essi si adoperano perfino per impedire che esse vengano poste in essere.

Dopo aver cercato la parola “albanesi” nei box di ricerca dei tre quotidiani, e riscontrato la totale assenza della vicenda tra le notizie pubblicate nei giorni scorsi, si svolgano alcune riflessioni sugli organi di stampa, sul razzismo e sulle sue cause.
Saluti.

Esperti

January 18, 2008

Per la cronaca, leggendo l’articolo si apprende che gli scettici “esperti di staminali” citati nel titolo consistono esclusivamente in (sic) Bruno Dalla Piccola.
Da parte loro gli “esperti di clericali” (cioè, se tanto mi dà tanto, io) scuotono la testa e sorridono.
Sconsolati.

Mah

January 18, 2008

Quinto emendamento

January 14, 2008

Val sempre la pena di fare una domanda, ma non sempre di darle una risposta. (Oscar Wilde)

«Miti, sogni e modelli femminili». Pretesto futile a cura di Repubblica.

Vecchio per vecchio…

October 8, 2007

Repubblica.it si è accorta che sono in vendita adesivi da applicare alla carrozzeria dell’auto per simularne graffi ed ammaccature. In questo modo l’auto, anche se nuova fiammante, sembra vecchia e risulta quindi meno appetibile per il ladri.

Non so che gusto ci sia nell’avere un’auto nuova e farla sembrare vecchia. Forse ha ragione quel mio vecchio amico, che gira direttamente con la sua fedele seminuova (oltretutto parcheggiata benissimo):

Finazio

http://finazio.blogspot.com/

Canone inverso

May 25, 2007

Dalla Repubblica.it di oggi:

Fra i “valori unificanti” sui quali c’è convergenza fra la presidenza della Conferenza episcopale italiana e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oltre al “bene fondamentale della famiglia fondata sul matrimonio, secondo quanto stabilito dalla Costituzione”, c’è anche “il rispetto dei veri diritti individuali” che meritano una risposta, “e questo è un desiderio comune a tutti”. Queste le parole – nelle quali è possibile ravvisare un implicito riferimento alle coppie di fatto – pronunciate da monsignor Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nel corso della conferenza stampa conclusiva della 57esima Assemblea generale dei vescovi italiani. Per precisare, poi, che i veri diritti individuali derivano “da una concezione corretta della persona umana”.

A meno che la mia capacità di comprendere l’italiano sia andata definitivamente perduta, mi pare che le parole di Bagnasco suonino come una chiusura assoluta nei confronti delle unioni di fatto: il Presidente della CEI, infatti, afferma che i diritti individuali debbono essere tutelati solo se sono quelli “veri”, chiarendo subito dopo che debbono ritenersi tali (cioè “veri”) i soli diritti che derivano “da una concezione corretta della persona umana”; stante il fatto che, a quanto risulta, la Chiesa considera le unioni fuori dal matrimonio (in special modo quelle omosessuali) il frutto di una concezione non corretta della natura umana, ne consegue che i diritti ad esse relativi debbono essere considerati “non veri”, e dunque non meritevoli di alcuna tutela.
Se il ragionamento, come a me pare, non fa una grinza, qualcuno avrebbe la bontà spiegarmi per quale motivo la Repubblica abbia deciso di presentare l’articolo con questo titolo?

Orrori editoriali

April 24, 2007

– Hai presente Anita, quella bionda che abbiamo conosciuto l’altra sera in discoteca?
– Chi, quella carina, che fa la giornalista?
– Proprio lei. Be’, non ci crederai ma stamattina l’ho incontrata al bar: solo che era mora, faceva la sarta, era una specie di mostro e si chiamava Penelope.
– Maddai! Quando si dicono le coincidenze…

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Avevi ragione, Aioros: è proprio tornata.

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– Mi fa specie di te: di fronte a una notizia tanto drammatica ti pare il caso di star lì a sottolineare che sia stata scritta in un italiano indecente?
– Sì. A maggior ragione.