Se tanto mi dà tanto

September 10, 2007


o anche

E’ estate; fra un po’ ci ritroveremo tutti in montagna o sotto l’ombrellone, vicino a persone nuove: come intavolare una conversazione? Per venire incontro ai problemi dei nostri lettori, Galatea e io abbiamo pensato di fornire, a blog unificati, un rapido e facile prontuario di frasi banali da riciclare in qualsiasi momento della giornata, con gente di qualsiasi estrazione sociale e/o credo politico.
E già che c’eravamo, ci siamo detti: perché non farne anche un sondaggio? Così, tanto per vedere qual è il luogo comune che andrà per la maggiore in questo torrido agosto.
Alla frase più votata sarà assegnato il premio “Banalino d’Oro 2007”; una sorta di Ambrogino d’Oro, ma con il vantaggio che non te lo consegna la Moratti
Che dire? Conversate, conversate, conversate. E, naturalmente, votate, votate, votate!

Create polls and vote for free. dPolls.com

Il flipper di Amato

July 11, 2007

Giuliano Amato durante una conferenza stampa alla Prefettura di Napoli:

«Se nessuno consumasse droga, nessuno avrebbe interesse a venderla».

Ora, vorrei evitare di ricordare banalmente che se mio nonno avesse cinque palle sarebbe un flipper. Avete qualche variante da proporre?

Indotta concezione

June 30, 2007

Giuseppe Longo commenta su Avvenire il lancio sul mercato del nuovo iPhone:

«Nella nostra multicolore e affaccendata civiltà delle macchine l’offerta tecnologica supera largamente la domanda, creando bisogni, e soddisfacendoli, prim’ancora che vengano percepiti. Quando però il bisogno è stato suscitato non si torna indietro: chi potrebbe vivere oggi senza cellulare? Eppure i nostri padri non l’avevano, non ne sentivano il bisogno, anzi non lo concepivano neppure».

Non fa una piega: se i nostri padri non ne avevano bisogno, significa che non serve neanche a noi. Anzi, siccome stavo leggendo l’articolo su internet, adesso spengo, mi faccio una doccia (con l’acqua fredda, s’intende) e vado a farmi una bella passeggiata (a piedi, ci mancherebbe).
Quanto alle opinioni di Longo, magari continuerò a leggerle sull’Avvenire di carta: anche se, per dirla tutta, i padri dei padri dei nostri padri il giornale non l’avevano, non ne sentivano il bisogno.
Anzi, non lo concepivano neppure.
Click.


Dal sito Cultura Cattolica:

«Poi tra qualche generazione saremmo qui a chiederci come mai, la situazione è sfuggita al nostro controllo, la gioventù è “sbalestrata”, confusa, come mai i giovani non sanno più chi sono, non hanno punti di riferimento, non hanno padri con cui entrare in un sano conflitto, insegnanti da contestare ma anche da stimare, perché si cresce anche misurandosi, contestando…».

Ineccepibile.
Aggiungerei che il gatto si affeziona alla casa ma non al padrone, che Pippo Baudo rimane sempre un grande professionista e che l’amicizia tra un uomo e una donna non è possibile.
Ah: anche che i negri hanno il ritmo nel sangue.