Invidia matrimoniale

May 13, 2007

Secondo il “popolo del Family Day” il disegno di legge sui Di.Co. metterebbe a rischio l’istituzione del matrimonio: quando sarà più facile sancire un’unione di fatto, dicono, nessuno si prenderà più la briga di andare in comune a sposarsi.
Mi scuso per la domanda irriverente, che tuttavia non posso proprio fare a meno di porre: il fatto stesso che i paladini della “famiglia naturale” nutrano un timore del genere non implica che siano loro per primi a ritenere Di.Co. e matrimonio perfettamente sostituibili, tanto che incoraggiare i primi equivarrebbe automaticamente a penalizzare il secondo? E se questo è vero, se cioè matrimonio e unione di fatto debbono essere considerati succedanei, ciò non mette in discussione la premessa essenziale dei manifestanti del Family Day, i quali sostengono di aver scelto il matrimonio non per convenienza, ma per convinzione?
Per farla breve: è proprio vero che ieri eravate in piazza per difendere il cosiddetto “bene comune”? Oppure, senza accorgevene, stavate gridando all’Italia intera che se la legge sui Di.Co. fosse entrata in vigore vent’anni fa ne avreste usufruito anche voi?
Non è legittimo, in altre parole, nutrire il sospetto che Piazza San Giovanni, ieri, fosse semplicemente piena di invidiosi?