Beppe Grillo sulla vicenda di Federico Aldrovandi:

Due manganelli spezzati sul corpo di un ragazzo di 18 anni. Teppisti? Extracomunitari? Criminali comuni? No, tutori dell’ordine pagati da noi.

D’altra parte, c’è di meglio di una bella assimilazione fascista, per scagliarsi efficacemente contro le squadracce?

Doppio ossimoro

September 17, 2007

Un comico esorta i cittadini a formare delle liste civiche, assicurando che apporrà il proprio bollino di qualità solo alle liste composte da individui incensurati.
A beneficio di chi ritiene che la vicenda sia ridicola già così com’è, è bene specificare che il suddetto comico ce l’ha a morte con i partiti ed è un pregiudicato.
Alzi la mano chi si ostina ancora a sostenere che non si tratti di un comico eccezionale.

Clonare.net

September 13, 2007

Dalla Stampa di oggi:

Sosia in affitto: portatevi a cena Sophia Loren.
Un sito internet offre centinaia di «cloni» disponibili per feste, spettacoli, convention aziendali.

Nella foto, il clone di Daniele Capezzone.

Dopo i fatti degli ultimi giorni non potevo proprio sottrarmi: grazie a questo generatore avrete sempre a disposizione una nuova invettiva del nostro profeta, una nuova parolaccia con gli asterischi, una nuova categoria su cui riversare tutto il vostro livore.
Il generatore, come al solito, è in alto a destra.
Sfogatevi.

Rifondazione Khomeinista

September 12, 2007

Fausto Bertinotti sull’onda del Vaffanculo Day:

«È sacrosanta la proposta di Grasso di mettere fuori dalle liste gli inquisiti di mafia».

Ora, a meno che io non sbagli, un inquisito è semplicemente qualcuno su cui un magistrato ha deciso di indagare; non si parla, quindi, di escludere dall’elettorato passivo chi è stato condannato in via definitiva, né chi è stato rinviato a giudizio (ipotesi, queste, già di per sé quantomeno discutibili, almeno a mio parere): secondo Bertinotti un semplice avviso di garanzia dovrebbe essere sufficiente per escludere un cittadino dalle liste elettorali.
Mentre rifletto sul fatto che secondo questo criterio Enzo Tortora non avrebbe potuto essere candidato, vi incollo qualche passaggio di un illuminante articolo tratto dal sito Peacereporter:

Le tappe del percorso evolutivo delle elezioni iraniane
Alle prime elezioni presidenziali, ben 134 persone si proposero come candidati. La loro idoneità doveva però essere confermata dalla guida suprema della rivoluzione e fondatore della Repubblica Islamica, l’Ayatollah Ruhollah Khomeini.
(…)
Le seconde elezioni si sono tenute il 24 luglio del 1981. In quell’occasione gli aspiranti candidati erano 71. Di questi, solo 4 vennero giudicati idonei.
(…)
La terza elezione, nell’ottobre del 1981 ha visto la vittoria dell’Ayatollah Ali Khamenei, l’attuale guida suprema della Repubblica Islamica iraniana. In quell’occasione a richiedere di entrare nelle liste elettorali furono 44, ma solo 5 vennero considerati idonei.
(…)
Alle elezioni successive, il 16 agosto del 1985, i candidati rimasti in lizza erano solo tre.
(…)
Alla quinta elezione presidenziale gli aspiranti candidati erano 79, ma il Consiglio dei Guardiani (Majlis-e Negahban) ne ritenne idonei solo due.
(…)
Alla sesta elezione, gli aspiranti presidenti erano 128, ma ancora una volta, solo 4 furono approvati dal Consiglio dei Guardiani.
(…)
L’ottava tornata elettorale vide riproposi lo stesso scenario delle due precedenti: Khatami vinse le elezioni e conquistò un altro mandato quadriennale. In quell’occasione, solo 10 delle 814 candidature vennero approvate dal Consiglio dei Guardiani.

Giudicate un po’ voi.

E poi ti dicono

September 11, 2007

E poi ti dicono “Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera”.
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso
dentro casa quando viene la sera.

Francesco De Gregori, La Storia, Scacchi e Tarocchi, 1985

Se tanto mi dà tanto

September 10, 2007


o anche

A beneficio di coloro che ritengono le mie critiche a Beppe Grillo poco circostanziate, riassumo qui di seguito il mio punto di vista sulla vicenda della sua proposta di legge.
La procedura prospettata, in estrema sintesi, è la seguente:

  1. il signor Rossi commette un reato;

  2. il signor Rossi viene condannato in via definitiva;

  3. il signor Rossi sconta regolarmente la pena che gli viene inflitta;

  4. il signor Rossi esce dal carcere e, giacché siamo in un paese teoricamente civile, è un uomo libero;

  5. a questo punto viene fuori un comico che, strafottendosene della Costituzione Repubblicana e della funzione rieducativa della pena da essa sancita all’articolo 27, presenta una proposta di legge per impedire al signor Rossi di essere eletto in Parlamento;

  6. non contento, il suddetto comico organizza per l’8 settembre 2007 una simpatica giornata, denominata graziosamente Vaffanculo Day, nella quale egli avrà modo di ribadire il suo punto di vista sull’ineleggibilità del signor Rossi, avvertendo nel contempo che farà un giro su internet allo scopo di constatare con i suoi occhi quali blogger non abbiano ancora aderito all’iniziativa.

Stante quanto sopra, l’occasione mi è gradita per ricordare che l’apposizione di marchi indelebili su esseri umani, quale deve considerarsi, sia pure in senso figurato, la proposta del comico in questione, è in genere consuetudine di regimi che personalmente disapprovo. Invito quindi il buon Grillo a risparmiarsi la fatica di controllare tra le pecette del mio blog: io al Vaffanculo Day non ci vado neanche se mi ci tirano per i capelli.
Non posso farci niente: gli scalmanati che lanciano invettive dai balconi mi rendono nervoso.

Chi di spada ferisce

July 18, 2007

E se adesso spunta fuori uno ancora più populista di lui, e presenta una proposta di legge per vietare che chi è stato condannato in via definitiva possa presentare proposte di legge, facciamo un altro Vaffanculo Day più ganzo del suo?