Piatti nazisti

May 30, 2007

Oggi che ho un po’ di tempo (si fa per dire, avrei le relazioni di fine anno da fare, ma mi manca la voglia) mi sono fatta un giretto per la blogosfera, e, capitata dal mio adorato Markino, ho visto la segnalazione di questo ameno sito. Ma, signori miei, è una meraviglia. Diciamocelo, chi, nella vita, non ha mai sognato di comprarsi un bel servizio di piatti del Terzo Reicht, o una meravigliosa medaglia con l’aquila, o una edizione del Mein Kampf da mettere in libreria, lì, vicino alla foto del matrimonio di zia Peppina? La svastica, si sa, va su tutto, è trés chic: persino Coco Chanel, inizialmente, voleva usarla come logo, ma il furbo Adolf la battè sul tempo, perché è risaputo che i Nazisti ne han sempre saputo una più del diavolo, tanto è vero che di fronte ad Auschwitz anche Satana in persona ha ammesso: “E io mona che mi dedicavo al massimo alle mele!”

Il gestore del sito, anima bella, quando ha letto che Markino gli dava dello stronzo, si è offeso. Lo chiarisce infatti fin dalla home page del suo blog, così sobriamente elegante (solo due bandiere naziste e due foto di Hitler, più un piccolo gift sempre di zio Adolf, che arringa la folla e, a dire il vero, sarà perché va a ciclo continuo, sarà perché manca il sonoro, sembra persino più tarantolato di Chaplin quando lo piglia per i fondelli), che questo non è un sito politico:

Questo Bolg parla di Nazismo in chiave storica, in relazione sopratutto a cimeli, pubblicazioni e oggettistica, NON FA PROPAGANDA POLITICA, anche se accenna a dei riferimenti di carattere storico culturale e sociale*

*ndr: gli errori di digitazione sono nell’originale, e anche i maiuscoli, ecchediamine, per la correttezza dell’informazione non mi permetterei mai di emendare!

Mi verrebbe da chiedere cosa vorrà mai dire che il sito parla del Nazismo in chiave storica. Da storica, visto che è stato per un certo periodo il mio mestiere, parlare di una cosa in chiave storica significa avere appunto un approccio critico ad un fenomeno del passato. Insomma, proporne una lettura sulla base di testimonianze raccolte, selezionate e verificate. Qui, oltre alle foto dei piatti di Hitler, ci sono una serie di link, uno dei quali porta al testo in pdf del Mein Kampf; l’altro ad un sito chiamato Triangolo Viola, che, da quello che capisco, tratta del massacro dei Testimoni di Geova sotto il regime nazista. Un altro link ad un terzo sito, chiamato MyMilitaria, che in home page mette questo bell’avviso:

I visitatori e clienti del sito mymilitaria.it dichiarano di essere interessati alla visione, all’acquisto o alla vendita di oggetti storici o militari, specialmente quelli del periodo fascista o nazista, solo per collezione, scopi educativi, di protezione contro frodi o atti illegali e per ricerche scientifiche o storiche garantendo che non verranno usati in alcun modo per scopi di propaganda. Tutti gli acquirenti, i potenziali venditori o i venditori di tali oggetti confermano di non aver alcuna intenzione di commettere un’azione in qualche modo punibile dalla legge italiana. Tutti gli oggetti presenti sul sito sono presentati e offerti solo a queste condizioni. I visitatori del sito dichiarano espressamente di accettare queste condizioni al momento di entrare nelle pagine seguenti del sito.

Che sembra tanto, scusatemi se sono prevenuta, una excusatio non petita, ma io sono notoriamente cattiva. Insomma, che dire, per carità: io voglio credere alla assoluta buona fede del fondatore del blog. Come dice lui, non è certamente un nazista: è solo un appassionato collezionista che ama avere attorno a sé preziosi piattini con lo stemma di Hitler, e gode nel sapere che provengono dal bunker in cui il buon Adolf si fece saltare le cervella.

Non uno stronzo, via. Ha solo un pessimo gusto in fatto di stoviglie.

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