Cur sponse velentur

February 28, 2008

Quod femine, dum maritantur, velantur, scilicet ut noverint semper se viris suis esse subiectas et humiles. (dal Decretum di Ivo di Chartres)

Ovvero: nel matrimonio cattolico la donna indossa il velo “perché sappia di dover essere sempre umile e sottomessa al proprio uomo.”

Se obiettaste che dal 1100 ad oggi la morale familiare nella Chiesa Cattolica si deve essere evoluta, Papa Benedetto XVI dovrebbe rispondervi che il concetto di evoluzione nell’etica è sbagliato: il relativismo è il male del secolo, quindi la morale nella famiglia naturale non può e non deve cambiare…
E voi, donne, state al vostro posto.

klochov

Finché morte non vi separi

December 6, 2007

Massimo D’Alema, in un’intervista all’Unità, si lamenta del fatto che le sue affermazioni di qualche giorno fa sul matrimonio omosessuale siano state strumentalmente travisate:

«Mi dispiace che mi venga attribuita un’improvvisa svolta clericale».

Immediatamente dopo, per dimostrare la malafede dei suoi commentatori, aggiunge:

«Ho detto che il matrimonio è un sacramento. Mi pare una cosa ovvia».

Mi permette una sola domanda, Ministro D’Alema?
Se uno che si dice non clericale afferma che il matrimonio è un sacramento, come dovrebbe proclamarsi chi ritiene che si tratti più semplicemente di un contratto, disciplinato dal libro I, Titolo VI del Codice Civile?
Proporrei, se mi è consentito, la qualifica di anticristo.
Con conseguente, laica lapidazione sulla pubblica piazza.

Ascolto differenziato

June 2, 2007

Dall’agenzia di notizie cattolica Zenit:

In un rapporto dal titolo “Relazione sull’Evoluzione della Famiglia in Europa 2007”, la Rete Europea dell’Istituto di Politica Familiare ha evidenziato come tra divorzi, aborti, calo delle nascite, invecchiamento e insufficienza di politiche di sostegno, la famiglia monogamica rischi di scomparire dal panorama continentale.
(…)
Nonostante la crescita della popolazione di 33,8 milioni di unità, i matrimoni sono in enorme calo. Nei 27 Paesi dell’Ue tra il 1980 e il 2005 il numero dei matrimoni è sceso del 22,3%.
(…)
Dal 1990 al 2005 si contano13.753.000 fallimenti matrimoniali, con il coinvolgimento di 21 milioni di figli. Il record dei divorzi in Germania (quasi 380.000), seguita da Gran Bretagna e Francia.
(…)
Cresce il numero dei figli che nascono fuori dal matrimonio: i dati parlano di uno su tre. La percentuale dei bambini nati da genitori non sposati varia da un 55% in Svezia al 45% in Francia e al 14,9% in Italia fino al 4,9% della Grecia.

Una sola domanda, se è lecito porla: ma non eravate proprio voi, nei giorni del Family Day, ad affermare che la politica ha il dovere di ascoltare le istanze della società civile?
Non è che adesso ci ripensate, eh?

Invidia matrimoniale

May 13, 2007

Secondo il “popolo del Family Day” il disegno di legge sui Di.Co. metterebbe a rischio l’istituzione del matrimonio: quando sarà più facile sancire un’unione di fatto, dicono, nessuno si prenderà più la briga di andare in comune a sposarsi.
Mi scuso per la domanda irriverente, che tuttavia non posso proprio fare a meno di porre: il fatto stesso che i paladini della “famiglia naturale” nutrano un timore del genere non implica che siano loro per primi a ritenere Di.Co. e matrimonio perfettamente sostituibili, tanto che incoraggiare i primi equivarrebbe automaticamente a penalizzare il secondo? E se questo è vero, se cioè matrimonio e unione di fatto debbono essere considerati succedanei, ciò non mette in discussione la premessa essenziale dei manifestanti del Family Day, i quali sostengono di aver scelto il matrimonio non per convenienza, ma per convinzione?
Per farla breve: è proprio vero che ieri eravate in piazza per difendere il cosiddetto “bene comune”? Oppure, senza accorgevene, stavate gridando all’Italia intera che se la legge sui Di.Co. fosse entrata in vigore vent’anni fa ne avreste usufruito anche voi?
Non è legittimo, in altre parole, nutrire il sospetto che Piazza San Giovanni, ieri, fosse semplicemente piena di invidiosi?

Giuseppe Betori, segretario della CEI:

«Garantire il matrimonio significa garantire il futuro del Paese».

Se per Paese intendeva il Vaticano, come dargli torto?