Linciaggio retroattivo

December 3, 2007


Dall’editoriale di Mario Giordano sul Giornale:

E adesso qualcuno chieda scusa a Erba.
(…)
Erba nei mesi scorsi ha dovuto ufficialmente chiedere scusa ad Azouz. Il motivo? Per qualche ora si era sospettato di lui.
(…)
Ora, però, veniamo a leggere sui verbali che Azouz Marzouk descriveva le settimane dopo il massacro come il periodo più bello della sua vita. Diceva: «Che mi frega delle bare». Vendeva le foto dei suoi cari morti secondo un preciso tariffario, si vantava di essere ormai richiesto come un gigolò. Infine, per non farsi mancare nulla, faceva sesso con un’amica della moglie, senza avvertire né dolore né senso di colpa.
(…)
Macché xenofobia: le uniche vittime in questa vicenda sono stati il bimbo e le tre donne. E anche un po’ la città di Erba, offesa e costretta a chiedere scusa. Ora qualcuno chieda scusa a lei.

Azouz Marzouk, insomma, era uno spacciatore, un esoso, un campione di insensibilità, un mostro di cinismo: ed in ragione di quanto sopra, secondo il direttore del Giornale, accusarlo sommariamente di un omicidio che non aveva commesso avrebbe dovuto essere considerato non solo tollerabile, ma addirittura legittimo.
Chissà che Giordano non abbia davvero ragione, e che noi non si debba davvero chiedere scusa alla popolazione di Erba; in caso di risposta affermativa, tuttavia, sarebbe opportuno rendere più credibile la nostra mortificazione presentando un disegno di legge che ripristini l’istituto del linciaggio, senza alcuna necessità che la vittima sia colpevole del crimine che le viene ascritto.
Purché, naturalmente, ci stia abbastanza sul cazzo.