A beneficio di coloro che ritengono le mie critiche a Beppe Grillo poco circostanziate, riassumo qui di seguito il mio punto di vista sulla vicenda della sua proposta di legge.
La procedura prospettata, in estrema sintesi, è la seguente:

  1. il signor Rossi commette un reato;

  2. il signor Rossi viene condannato in via definitiva;

  3. il signor Rossi sconta regolarmente la pena che gli viene inflitta;

  4. il signor Rossi esce dal carcere e, giacché siamo in un paese teoricamente civile, è un uomo libero;

  5. a questo punto viene fuori un comico che, strafottendosene della Costituzione Repubblicana e della funzione rieducativa della pena da essa sancita all’articolo 27, presenta una proposta di legge per impedire al signor Rossi di essere eletto in Parlamento;

  6. non contento, il suddetto comico organizza per l’8 settembre 2007 una simpatica giornata, denominata graziosamente Vaffanculo Day, nella quale egli avrà modo di ribadire il suo punto di vista sull’ineleggibilità del signor Rossi, avvertendo nel contempo che farà un giro su internet allo scopo di constatare con i suoi occhi quali blogger non abbiano ancora aderito all’iniziativa.

Stante quanto sopra, l’occasione mi è gradita per ricordare che l’apposizione di marchi indelebili su esseri umani, quale deve considerarsi, sia pure in senso figurato, la proposta del comico in questione, è in genere consuetudine di regimi che personalmente disapprovo. Invito quindi il buon Grillo a risparmiarsi la fatica di controllare tra le pecette del mio blog: io al Vaffanculo Day non ci vado neanche se mi ci tirano per i capelli.
Non posso farci niente: gli scalmanati che lanciano invettive dai balconi mi rendono nervoso.

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