Tarcisio Bertone, Segretario di Stato del Vaticano, giovedì scorso:

«Le difficoltà delle famiglie di arrivare alla fine del mese sono reali. Mi auguro che le promesse del Governo vengano mantenute. Il problema è quello delle risorse limitate, noi chiediamo che siano impiegate a favore della famiglia, dei figli, della solidarietà».

Il comitato degli inquilini sfrattati dalle case di proprietà del Vaticano, stamattina:

«Le chiediamo una speranza nell’incubo di finire in mezzo alla strada, espulsi dai contesti sociali in cui abbiamo vissuto per decenni. Al di là delle questioni legali, ci chiediamo il perché di questo calvario. Siamo stati dei bravi inquilini: abbiamo sempre pagato l’affitto e avuto cura dell’appartamento, nessuno sfratto è per morosità bensì per finita locazione. Se, come spesso accadeva, non avevamo bagno né riscaldamento, i lavori erano a nostre spese. Eppure veniamo sbattuti fuori».

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Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, su Zenit:

«Il business che ha accompagnato gli scandali sessuali non ha nulla a che fare con il rispetto della persona umana, con l’aiuto alle vittime, e neanche con il recupero del colpevole, che non possiamo abbandonare all’inferno. Il business creato negli Stati Uniti attorno a questo scandalo è veramente intollerabile».

Il discorso, in estrema sintesi, è il seguente:

  1. tanto per cominciare, io ti violento;
  2. tu chiedi il risarcimento dei danni che hai subito, e per far meglio intendere le tue ragioni ti avvali della consulenza di un avvocato;
  3. a questo punto io comincio a lamentarmi del fatto che tu, a partire dall’abuso di cui sei stato vittima, abbia creato un business, consistente nel risarcimento che ti verrà corrisposto, e in subordine nell’onorario spettante all’avvocato che ti ha assistito;
  4. siccome io sostengo che le mie scuse dovrebbero bastarti (in fondo non è successo granché, sei stato solo stuprato), e aggiungo che il tuo violentatore non deve essere abbandonato alle fiamme dell’inferno (in definitiva si è macchiato di un peccatuccio da niente, non stiamo mica parlando di Welby), concludo che il business che hai creato (tu l’hai creato, quel business, mica il prete che si è approfittato di te) è veramente intollerabile.

A quanto pare, invece, è tollerabile la circostanza che a versarti il risarcimento non sarò io, ma una compagnia assicurativa con la quale avevo previdentemente stipulato una serie di cospicue polizze.
Questo, evidentemente, non configura un business.
E’ semplicemente coda di paglia.