Ricevo e pubblico questo testo, redatto da alcuni operatori di una struttura di accoglienza per minori e pervenuto a un mio amico attraverso un Consigliere Comunale di Torino.

Invio a tutti voi il racconto di un episodio a dir poco imbarazzante per le forze dell’ordine e rivelatore del clima che aleggia nei confronti dei nomadi presenti sul territorio.
Venerdì sera alle ore 19.30 circa due carabinieri hanno fermato un ragazzo minorenne di etnia rom durante “un normale controllo” in un parco rionale di Torino. Quello che non è normale è che il ragazzo, che risiede in una struttura di accoglienza, è stato ammanettato dietro la schiena con violenza, presi a pugni e sbattuto più volte con violenza contro il muro semplicemente perché NON IN POSSESSO DI DOCUMENTO IDENTIFICATIVO. I carabinieri si sono limitati a portare il ragazzo presso la struttura di accoglienza (dove peraltro sta effettuando un percorso di reinserimento all’interno della società con buoni risultati), richiedere conferma dell’identità del ragazzo ed i documenti dell’operatore presente, commentare l’episodio con frasi come “Verrà segnalato il fatto a chi di dovere”, “Ora il clima è cambiato, vi facciamo chiudere”, “La prossima volta che lo troviamo senza documenti lo arrestiamo per resistenza a pubblico ufficiale”, “I ragazzi italiani non hanno strutture come queste”, frasi che denotano atteggiamenti stereotipati, razzisti ed ignoranti. Se ne sono andati SENZA AVER LASCIATO UN VERBALE, cercando quindi di non lasciare tracce.
Evidentemente non sono bastate le rassicurazioni delle altre persone presenti al parco che hanno spiegato la provenienza del giovane e le sue difficoltà linguistiche, le continue richieste di spiegazioni dell’operatore e l’evidente non pericolosità del ragazzo per preservarlo da un trattamento che indica una chiara volontà politica di intimidazione nei confronti dei diversi.
Provate a pensare se vostro figlio, al parco, senza documenti perché li ha dimenticati a casa o perché ha meno di 15 anni, ricevesse un trattamento simile e vi fosse riportato a casa ammanettato e picchiato, con due energumeni che sbraitano frasi come “Non c’è più rispetto per la divisa che porto” e ancora “Dovreste insegnare l’educazione a vostro figlio”. La domanda che pongo a tutti è: Quale sarebbe la vostra reazione? Non credo solo indignazione, credo anche denuncia e mobilitazione. Ed è proprio quello che dovremmo fare tutti insieme: denunciare il clima, i mandanti (visti gli episodi di questi giorni non mi sembra sia un caso isolato) e gli esecutori,
nonché mobilitarci e far sentire la nostra voce per porre fine a questi vergognosi abusi.

Ricevo, e volentieri (si fa per dire, visto il tenore della notizia) pubblico.

Torino, 04 giugno 2008
Vogliamo denunciare un grave episodio, accaduto questa mattina, di cui è stata testimone una Mediatrice interculturale di Moncalieri. Alle 08:30 circa, sul bus 67 (capolinea di Moncalieri), pieno di gente che a quell’ora è diretta a scuola o a lavoro, è salita una pattuglia della polizia, ha intimato a tutti gli stranieri di scendere, ha diviso maschi e femmine con bambini, ha chiesto il permesso di soggiorno.
Molte persone avevano con sé solo la carta di identità italiana, altri il permesso di soggiorno, altri ancora né l’uno né l’altro.
Tutto l’episodio si è svolto accompagnato da frasi quali : “non ce ne frega niente della vostra carta di identità italiana” , “è finita la pacchia”, “l’Italia non è più il Paese delle meraviglie”.
Gli agenti hanno fatto salire tutti gli uomini su un cellulare, solo un uomo marocchino, mostrando la carta di identità italiana, si è rifiutato di salire, chiedendo di che cosa veniva accusato e che avrebbe fatto riferimento al suo avvocato. Gli agenti l’hanno lasciato andare.
Nessuno dei passeggeri rimasti sull’autobus è intervenuto, anzi, molte delle persone presenti, anche sui balconi delle case intorno e sui marciapiedi, hanno applaudito.
Ci aspettiamo che venga fatta chiarezza e che non si ripeta mai più un simile episodio in un Paese che si dichiara civile e democratico.
ASSOCIAZIONE ALMATERRA

Interferenze

May 19, 2008

Il Ministro Franco Frattini risponde alle critiche dei ministri spagnoli sulle politiche dell’immigrazione adottate in Italia:

«Basta invasioni di campo: non sono accettabili dichiarazioni di ministri che interferiscono con l’attività di un governo eletto dai cittadini italiani».

Ah, no?

Lamette autoctone

September 4, 2007

Dal Corriere.it:

La baguette che diventa un’arma micidiale. Vittima del «boccone avvelenato» una donna milanese di 39 anni, che mordendo la pagnotta tra i banconi del market, in un attacco fulmineo di fame, si è sentita traffigere una guancia. In mezzo alla mollica era infatti ben nascosta una lametta da barba. (…) Nella panetteria incriminata, riferisce il direttore del negozio Christophe Guiniot, lavorano sette persone: «Tutti italiani e con grande esperienza. Anche se quel che è successo è deplorevole».

Giusto.
Per farlo diventare grave, sarebbero stati necessari almeno un paio di stranieri.