Off the road

June 9, 2007

Dal Corriere.it di ieri:

Giuliano Amato: «Toglierò le prostitute dalle strade. E non sono un illuso».

Dal Corriere.it di oggi:

Ma riuscire a uscire dal giro è sempre più difficile: il racket della prostituzione al chiuso si sta allargando, diminuiscono quindi per le donne straniere le possibilità di entrare in contatto con altre persone a parte clienti e sfruttatori.

Mi punge vaghezza, Ministro, che qualcuno abbia già avuto la sua stessa idea…

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Moralismo Sottile

June 7, 2007

Il Ministro dell’Interno Giuliano amato risponde ai lettori del Corriere della Sera:

Ministro, abito poco fuori Roma. La sera per tornare a casa devo fare un lungo tratto di Tiburtina con il triste spettacolo di donne che si vendono più o meno svestite. E’ possibile che la Polizia non riesca a fare nulla contro questo sconcio? (Pietro da Roma).
Ha ragione, ho esattamente lo stesso sentimento.

Anche lei, quindi, ritiene che il problema della prostituzione consista nel fastidio di dover assistere a uno spettacolo “sconcio”? Le spiace, Ministro, se sottolineo che non mi pare un gran bel sentimento?

Sto proponendo da settimane (ma non vedo grandi echi positivi) di seguire l’esempio svedese e proibire la prostituzione in strada, in modo da consentire alla nostra polizia di intervenire.

E dopo aver eliminato la prostituzione dalla strada, di grazia, dove si pensa che essa verrà esercitata? Magari in appositi locali privati messi gentilmente a disposizione dalla criminalità organizzata? Certo, non c’è che dire, la vicenda sarebbe più discreta, e forse si potrebbe smettere del tutto di pensarci. Del resto, come si dice, occhio non vede…

Mi si dice: “Ma tu ti illudi di eliminare la prostituzione?” Io non ho scritto “giocondo sulla fronte”.

Il punto, Ministro, è un altro: quello che andrebbe eliminato è lo sfruttamento della prostituzione, che configura una vera e propria situazione di schiavitù; quanto alla prostituzione in sé e per sé, una volta eliminato il problema dello sfruttamento, avere il desiderio di eliminarla sarebbe un’intollerabile ingerenza nella libertà di chi intende esercitarla e di chi ritiene di usufruirne.

Significa che ci sarebbe un reato del quale sarebbe partecipe anche quel porcaccione che è il cliente della prostituta.

Chiariamo un punto: attualmente i clienti delle prostitute sono complici di un reato ben più grave del turbamento al comune senso del pudore, poiché si rendono conniventi ai criminali che le sfruttano; il fatto che siano “porcaccioni”, invece, è una circostanza che al Ministro non dovrebbe interessare, giacché, fin quando ci si mantiene nei limiti della legalità, ciascuno è libero di essere “porcaccione” quanto gli pare a piace, senza che altri si permettano di esprimere giudizi non richiesti.
Forse sarebbe il caso, Ministro, che anziché prodursi in discutibili prove di moralismo Ella si decidesse ad affrontare e sconfiggere la piaga dello sfruttamento: cosa che, a mio modo di vedere, è impossibile senza prendere in considerazione l’ipotesi di una seria legalizzazione della materia.
Il resto, mi perdoni, è aria fritta.