Indulto clericale

May 31, 2007

7 marzo 2005, La Repubblica:
Fecondazione, Ruini insiste: “Compatti per l’astensione”.

Testo Unico delle Leggi Elettorali (D.P.R. 30 marzo 1957, n 361), articolo 98:
Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.

Legge 25 marzo 1970, n. 352, articolo 51:
Le sanzioni previste dagli articoli 96, 97 e 98 del suddetto testo unico si applicano anche quando i fatti negli articoli stessi contemplati riguardino le firme per richiesta di referendum o per proposte di leggi, o voti o astensioni di voto relativamente ai referendum.

31 maggio 2007, La Repubblica:
Genova, non si può abortire nell’ospedale di Bagnasco.

Codice Penale, articolo 340:
Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un anno. I capi, o promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni.

A norma di legge, i due ultimi presidenti della CEI dovrebbero essere entrambi in carcere, e invece sono tutti e due fuori.
E poi c’è chi ha la faccia tosta di lamentarsi per l’indulto…

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Vista l’aria che tira, ripropongo un post di qualche mese fa: giusto per fare mente locale su quella vecchia storia delle prediche e dei pulpiti.
Saluti.

Curiosando su Wikipedia mi sono imbattuto nella voce “Peccati Capitali“: sarà che sono un laicista, ma la tentazione di fare qualche piccola verifica è stata invincibile.

SUPERBIA
Per superbia si intende la ipervalutazione della propria persona e delle proprie capacità, correlata ad un atteggiamento “di superiorità” verso gli individui considerati inferiori.

Ratzinger: “Salvezza solo nella Chiesa cattolica”.
Ratzinger fa squillare le trombe. Ribadisce l’unicità e la supremazia del cattolicesimo, respinge l’idea che le Chiese cristiane possano essere considerate su un piede di parità, proclama fermamente che le religioni non costituiscono vie uguali per raggiungere Dio, perchè l’unica via vera resta la Chiesa cattolica.

AVARIZIA
L’avarizia è la scarsa disponibilità a spendere e a donare ciò che si possiede.

Mancato pagamento dei servizi idrici allo Stato Italiano.
Il Vaticano si rifiuta di pagare le bollette per le forniture idriche accessorie legate non solo all’acqua consumata, ma più in generale all’allacciamento idrico, come ad esempio la manutenzione della rete fongaria o la gestione delle acque di scarico. Nel 1999 l’azienda municipalizzata ACEA richiese pubblicamente il risarcimento per 20 anni di servizi non pagati, circa 50 miliardi di vecchie lire. Il Vaticano si rifiutò di pagare il servizio sfruttando il suo satus di nazione a tutti gli effetti.

LUSSURIA
Nella dottrina cattolica classica, la lussuria è frutto della concupiscenza della carne (al pari del peccato di gola e dell’accidia) ed infrange sia il Sesto Comandamento che vieta di commettere atti impuri sia il Nono che riguarda il desiderare la donna d’altri.

Promosso il cardinale dello scandalo: polemiche Usa sulle scelte vaticane.
Dall’onta delle dimissioni sulla scia dello scandalo per i casi di pedofilia nella diocesi di Boston all’onore di essere uno dei nove cardinali che avranno l’onore di celebrare le messe funebri per Giovanni Paolo II. E’ la sorte di Bernard Law, ex arcivescovo di Boston e attuale arciprete di Santa Maria Maggiore a Roma, una delle quattro basiliche patriarcali.

IRA
Secono la dottrina cattolica, l’ira, specialmente intesa come sentimento di vendetta, è uno dei sette vizi capitali, da cui bisogna astenersi sempre e in ogni caso, pena la maledizione eterna.

Welby, negati i funerali religiosi.
Il vicariato di Roma ha negato i funerali religiosi a Piergiorgio Welby. “Si tratta di un caso troppo clamoroso”, ha spiegato il viceparroco della chiesa di Don Bosco, dove la vigilia di Natale dovevano svolgersi le esequie.

GOLA
La gola è il desiderio di ingurgitare più di quanto l’individuo necessita. E’ l’ingordigia di cibi e bevande.

Sigarette, un bicchierino di cognac e spumante per brindare all’eletto.
Ma nel “recinto” del conclave, oltre a “parlare tra loro” e votare, i cardinali mangiano, bevono, dormono e, qualche volta, fumano e scherzano. Ed anche spumante, cognac e sigarette hanno un piccolo posto nella storia dei conclavi.

INVIDIA
L’invidia è un sentimento malevolo nei confronti di un’altra persona o gruppo di persone che possiedono qualcosa (concretamente o metaforicamente) che l’invidioso non possiede.

Il Papa: “E’ un diritto della Chiesa intervenire nel dibattito politico”.
La religione, precisa il Papa, “non può essere relegata alla sfera privata”.

ACCIDIA
Il significato del termine è oggi vago, ma resta fortemente connotato, nelle culture cristiane, di implicazioni moralistiche e negative, nel cattolicesimo, infatti, è un vizio capitale costituito dall’indolenza nell’operare il bene.

Il Papa: “Matrimonio e astinenza la strada per prevenire l’Aids”.
“E’ di vitale importanza comunicare il messaggio che la fedeltà nel matrimonio e l’astinenza al di fuori di esso sono la via migliore per evitare l’infezione e per fermare la diffusione dell’Aids. Dopo aborto e eutanasia, Benedetto XVi torna a far sentire la sua voce.

Prova contraria

May 31, 2007

Don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione Meter, su Avvenire di oggi:

«I dati ufficiali del Viminale parlano chiaro: il 30% degli abusanti sono conoscenti o partner occasionali della madre, il 19% familiari, poi vengono gli extrafamiliari: operatori della scuola, educatori dei circoli ricreativi, allenatori, eccetera, e solo in coda, per l’1%, sacerdoti o catechisti. In 20 anni le denunce in Italia a sacerdoti presunti pedofili sono una quarantina».

Davvero singolare, la difesa d’ufficio di Don Di Noto, il quale cerca di dimostrare che non vi sia omertà da parte della Chiesa basandosi sulla circostanza che le denunce per pedofilia contro i sacerdoti sono assai poche.
Un po’ come se uno volesse provare la propria innocenza portando al giudice l’arma del delitto. Con le proprie impronte sopra.

Piatti nazisti

May 30, 2007

Oggi che ho un po’ di tempo (si fa per dire, avrei le relazioni di fine anno da fare, ma mi manca la voglia) mi sono fatta un giretto per la blogosfera, e, capitata dal mio adorato Markino, ho visto la segnalazione di questo ameno sito. Ma, signori miei, è una meraviglia. Diciamocelo, chi, nella vita, non ha mai sognato di comprarsi un bel servizio di piatti del Terzo Reicht, o una meravigliosa medaglia con l’aquila, o una edizione del Mein Kampf da mettere in libreria, lì, vicino alla foto del matrimonio di zia Peppina? La svastica, si sa, va su tutto, è trés chic: persino Coco Chanel, inizialmente, voleva usarla come logo, ma il furbo Adolf la battè sul tempo, perché è risaputo che i Nazisti ne han sempre saputo una più del diavolo, tanto è vero che di fronte ad Auschwitz anche Satana in persona ha ammesso: “E io mona che mi dedicavo al massimo alle mele!”

Il gestore del sito, anima bella, quando ha letto che Markino gli dava dello stronzo, si è offeso. Lo chiarisce infatti fin dalla home page del suo blog, così sobriamente elegante (solo due bandiere naziste e due foto di Hitler, più un piccolo gift sempre di zio Adolf, che arringa la folla e, a dire il vero, sarà perché va a ciclo continuo, sarà perché manca il sonoro, sembra persino più tarantolato di Chaplin quando lo piglia per i fondelli), che questo non è un sito politico:

Questo Bolg parla di Nazismo in chiave storica, in relazione sopratutto a cimeli, pubblicazioni e oggettistica, NON FA PROPAGANDA POLITICA, anche se accenna a dei riferimenti di carattere storico culturale e sociale*

*ndr: gli errori di digitazione sono nell’originale, e anche i maiuscoli, ecchediamine, per la correttezza dell’informazione non mi permetterei mai di emendare!

Mi verrebbe da chiedere cosa vorrà mai dire che il sito parla del Nazismo in chiave storica. Da storica, visto che è stato per un certo periodo il mio mestiere, parlare di una cosa in chiave storica significa avere appunto un approccio critico ad un fenomeno del passato. Insomma, proporne una lettura sulla base di testimonianze raccolte, selezionate e verificate. Qui, oltre alle foto dei piatti di Hitler, ci sono una serie di link, uno dei quali porta al testo in pdf del Mein Kampf; l’altro ad un sito chiamato Triangolo Viola, che, da quello che capisco, tratta del massacro dei Testimoni di Geova sotto il regime nazista. Un altro link ad un terzo sito, chiamato MyMilitaria, che in home page mette questo bell’avviso:

I visitatori e clienti del sito mymilitaria.it dichiarano di essere interessati alla visione, all’acquisto o alla vendita di oggetti storici o militari, specialmente quelli del periodo fascista o nazista, solo per collezione, scopi educativi, di protezione contro frodi o atti illegali e per ricerche scientifiche o storiche garantendo che non verranno usati in alcun modo per scopi di propaganda. Tutti gli acquirenti, i potenziali venditori o i venditori di tali oggetti confermano di non aver alcuna intenzione di commettere un’azione in qualche modo punibile dalla legge italiana. Tutti gli oggetti presenti sul sito sono presentati e offerti solo a queste condizioni. I visitatori del sito dichiarano espressamente di accettare queste condizioni al momento di entrare nelle pagine seguenti del sito.

Che sembra tanto, scusatemi se sono prevenuta, una excusatio non petita, ma io sono notoriamente cattiva. Insomma, che dire, per carità: io voglio credere alla assoluta buona fede del fondatore del blog. Come dice lui, non è certamente un nazista: è solo un appassionato collezionista che ama avere attorno a sé preziosi piattini con lo stemma di Hitler, e gode nel sapere che provengono dal bunker in cui il buon Adolf si fece saltare le cervella.

Non uno stronzo, via. Ha solo un pessimo gusto in fatto di stoviglie.

Si dà il caso che

May 30, 2007

Si dà il caso che una donna incinta all’ottavo mese venga trovata uccisa nella propria abitazione, e che l’omicidio venga unanimemente ritenuto il drammatico esito di una rapina.
Si dà il caso che una illustre editorialista dell’Avvenire scriva un articolo in cui imputa la responsabilità dell’efferato delitto, oltre che al suo materiale esecutore, al laicismo dilagante, per colpa del quale, a suo dire, il valore della vita umana è andato via via diminuendo nella considerazione generale.
Si dà il caso che l’ineffabile commentatrice, nelle conclusioni dell’articolo in questione, contrapponga quella disumana indifferenza, che si concretizza quotidianamente nel sostegno ad analoghi attentati contro la vita quali l’aborto, la pillola del giorno dopo, l’eutanasia, la ricerca scientifica sugli embrioni, alla letizia e alla fecondità della famiglia naturale, simbolo di serenità e amore, affermando che a quest’ultima, la famiglia, andrebbero destinate cura e attenzione, anziché ai diabolici argomenti dei relativisti, che minano le fondamenta della collettività.
Si dà il caso che il giorno dopo, per l’omicidio della donna, venga arrestato il marito.
Si dà il caso che io attenda con viva curiosità un cenno qualsiasi da parte della illustre editorialista.
Tanto per vedere, adesso, come la mette.

Ormai è diventato un appuntamento fisso: con l’inizio della primavera nei palinsesti televisivi cominciano ad apparire gli spot con cui la Chiesa Cattolica chiede agli italiani l’8 per mille dell’IRPEF, comunicando che utilizzerà i fondi ricevuti per l’assistenza ai disabili e agli anziani, per il recupero dei tossicodipendenti, per il sostegno ai paesi del terzo mondo, per l’accoglienza dei senza tetto e per analoghe opere di carità.

Tuttavia, se ci si prende la briga di verificare come la Chiesa, nella realtà dei fatti, impieghi effettivamente i denari, ci si imbatte in alcune sorprendenti circostanze.
All’indirizzo internet 8xmille.it la C.E.I. pubblica, tra le altre cose, i rendiconti di spesa dei fondi ricevuti con l’otto per mille: l’esposizione, per la verità, è piuttosto contorta e farraginosa, ma se ci si arma di carta e penna, di una calcolatrice e di un pizzico di pazienza se ne può venire a capo nel giro di un paio d’ore; tante ne ho impiegate io, per sintetizzare gli impieghi relativi all’anno 2005, che possono essere riassunti come segue:

Impiego dei fondi assegnati
Sacerdoti, euro 315 milioni
Culto e Pastorale, euro 271 milioni
Edilizia di culto, euro 130 milioni
Carità, euro 115 milioni
Terzo Mondo, euro 80 milioni
Beni culturali, euro 70 milioni
Fondo di riserva, euro 3 milioni.
Totale dei fondi assegnati, euro 984 milioni

Esaminando le voci appena elencate, si rileva che la più significativa (circa il 32% del totale) è quella relativa al sostentamento dei sacerdoti, che attraverso l’otto per mille viene sostanziosamente integrato dallo Stato italiano; nel sito Internet della C.E.I. è spiegato, infatti, che circa il 57% dei fondi necessari al sostentamento del clero deriva dall’otto per mille: si tratta quindi di un contributo piuttosto corposo, specie se si considera che un ulteriore 22% del fabbisogno viene finanziato attraverso gli stipendi dei sacerdoti che lavorano (ad esempio gli insegnanti di religione, pagati dallo Stato ma scelti dal Vaticano): in un modo o nell’altro, quindi, il denaro pubblico copre una quota che sfiora il 70% di quanto necessario a mantenere i sacerdoti.

La seconda voce di spesa (circa il 28% del totale), è denominata “Culto e Pastorale”: scartabellando sul sito internet della C.E.I. ci viene spiegato che in questa dicitura(dal significato piuttosto oscuro per un profano) è ricompreso il finanziamento delle opere pastorali (famiglie religiose e volontariato laicale), del fondo catechesi per l’educazione cristiana, dei tribunali ecclesiastici regionali, dei fondi attribuiti alle diocesi per la cura delle anime, la formazione del clero, la catechesi, le facoltà teologiche e gli istituti religiosi. E’ del tutto evidente che, se si eccettuano le opere pastorali, le altre attività finanziate hanno ben poco a che vedere con le generose opere di carità mostrate negli spot: si può affermare quindi, con un’approssimazione assai modesta, che circa l’80% di questa voce di spesa, corrispondente al 22% dei finanziamenti totali, viene destinata a finanziare il funzionamento interno della Chiesa Cattolica e dei suoi apparati.

Circa il 13% del finanziamento totale viene poi destinato alla cosiddetta “Edilizia di culto”, cioè agli interventi edilizi in favore delle parrocchie, delle case canoniche, delle aule per il catechismo (ma non dei parcheggi, delle palestre, degli impianti sportivi, delle aule scolastiche).

Dando per scontato che le voci “Carità” e “Terzo mondo”, pari complessivamente al 20% del totale, riguardino attività più o meno corrispondenti a quelle reclamizzate negli spot, che gli impieghi in favore dei “Beni culturali”, pari al 7% del totale, finiscano in qualche modo per arrecare dei benefici alla collettività, e trascurato il trascurabile accantonamento al “Fondo di Riserva”, si possono tirare le somme e tornare a riflettere, alla luce di questi numeri, sui messaggi pubblicitari di cui parlavamo all’inizio.

Ebbene, i risultati dell’elaborazione sono a dir poco sorprendenti: il 67% dei fondi ricevuti con l’otto per mille vengono destinati a utilizzi che non corrispondono affatto agli impieghi reclamizzati negli spot, ma che riguardano piuttosto il mantenimento dell’apparato della Chiesa Cattolica, dei suoi dipendenti, dei suoi fabbricati e delle sue infrastrutture; solo il residuo 33% dei fondi viene speso per attività in qualche modo corrispondenti a quelle mostrate nelle pubblicità televisive, su cui la Chiesa ha investito, negli ultimi anni, risorse ingentissime (probabilmente finanziate a loro volta con l’otto per mille degli anni precedenti).

Così, per ogni dieci euro di IRPEF che il contribuente versa nelle casse della Chiesa Cattolica con l’otto per mille, solo tre vengono effettivamente destinati alle finalità che, probabilmente, l’hanno indotto ad operare quella scelta.

A questi ragionamenti si potrebbe eccepire, come in effetti spesso viene fatto, che chi destina l’otto per mille alla Chiesa non lo fa tanto perché è stato convinto dal contenuto degli spot, quanto, piuttosto, perché intende finanziare la Chiesa Cattolica nel suo complesso; se così fosse, però, si dovrebbe concludere che quei messaggi pubblicitari non servono a niente, e che gli investimenti effettuati per realizzarli sono denaro buttato dalla finestra. A voi pare possibile, che la Chiesa ponga in essere con tanta disinvoltura un simile spreco?

Ma c’è di più. E’ ormai noto che gran parte dei fondi, in virtù del perverso meccanismo di redistribuzione dell’otto per mille per cui non è stata espressa alcuna scelta, pervengono alla Chiesa da contribuenti che non hanno manifestato alcuna volontà di darglieli: ebbene, anche quei denari, evidentemente, vengono impiegati nel modo che si è appena descritto, con conseguenze a dir poco paradossali.

Un esempio?

Monsignor Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, non perde occasione di ribadire che l’omosessualità è un comportamento perverso e deviato, ma che esso può essere corretto, a patto che non sia stato praticato troppo a lungo e non sia divenuto quindi irreversibile. Non me ne vorrete se mentre finisco di scrivere questo post immagino il monsignore che se ne torna a casa dopo l’ennesima intervista, mangia, finisce di leggere il giornale acquistato al mattino, si lava i denti e se ne va a dormire.

Non è bizzarro che buona parte di quella cena, di quel giornale, di quel dentifricio, siano stati stati inconsapevolmente pagati anche da coloro che ha appena finito di insultare?

Dall’agenzia di notizie cattolica Zenit:

Venti parlamentari italiani hanno sottoscritto un appello indirizzato ai dirigenti della RAI e alla Commissione Parlamentare di Vigilanza affinché il documentario della BBC “Sex Crimes and the Vatican” non sia trasmesso “da una rete pubblica sostenuta dal canone di tutti gli italiani”. (…) I firmatari affermano di non essere affatto contrari a trasmissioni televisive dove si parli con serietà del “problema reale e doloroso” dei preti pedofili. Ma chiedono che non sia trasmesso un documentario “sensazionalistico e falso” di cui elencano puntigliosamente gli errori materiali.

Vediamoli, allora, gli errori materiali “puntigliosamente” elencati da questi paladini della verità, prendendo visione dell’appello sul sito del CESNUR:

Per esempio, si presenta l’istruzione Crimen sollicitationis del 1962 come un documento che aveva lo scopo di coprire gli abusi avvolgendoli in una coltre di segretezza tale per cui “la pena per chi rompe il segreto è la scomunica immediata”. A prescindere dal fatto che la Crimen sollicitationis si occupa nei primi settanta paragrafi delle relazioni sessuali di sacerdoti con donne (non con bambine), e dedica ai rapporti di sacerdoti con minori prepuberi soltanto mezza riga nel paragrafo 73, è precisamente il contrario. Il paragrafo 16 impone alla vittima degli abusi di “denunciarli entro un mese”. Il paragrafo 17 estende l’obbligo di denuncia a qualunque fedele cattolico che abbia “notizia certa” degli abusi. Il paragrafo 18 precisa che chi non ottempera all’obbligo di denuncia “incorre nella scomunica”. Dunque non è scomunicato chi denuncia gli abusi ma, al contrario, chi non li denuncia.

Il rilievo, ad una prima occhiata, potrebbe anche apparire fondato; senonché, gli estensori dell’appello omettono di precisare che gli articoli 16, 17 e 18 dell’istruzione, com’è agevole rilevare, contengono un obbligo di denuncia non alla magistratura penale, ma al San’Uffizio; il quale, a sua volta, procederà nella segretezza assoluta, così come prescritto dal precedente articolo 11. Se non è zuppa, come suol dirsi, è pan bagnato…

Un’altra gravissima menzogna del documentario consiste nel sostenere, a proposito della lettera De delictis gravioribus del 2001, sottoscritta dal cardinale Ratzinger come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e che dà esecuzione a norme fissate da Giovanni Paolo II poche settimane prima relative alla competenza dei diversi tribunali ecclesiastici, che si tratti del “seguito” della Crimen sollicitationis e che “ribadiva con enfasi la segretezza, pena la scomunica”. In realtà nella lettera del 2001 non si trova neppure una volta la parola “scomunica”.

Questo, onestamente, è vero; è altrettanto vero, tuttavia, che la lettera in questione si chiude con la seguente frase:

Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio.

Non appare inutile, a questo punto, verificare in cosa consista il cosiddetto “segreto pontificio”, e in che modo venga sanzionato dal diritto canonico.

Segreteria di Stato
Norme sul segreto pontificio
Art. III: Sanzioni
1) Chi è tenuto al segreto pontificio ha sempre l’obbligo grave di rispettarlo.
2) Se la violazione si riferisce al foro esterno, colui che è accusato di violazione del segreto sarà giudicato da una commissione speciale, che verrà costituita dal cardinale preposto al dicastero competente, o, in sua mancanza, dal presidente dell’ufficio competente; questa commissione infliggerà delle pene proporzionate alla gravità del delitto e al danno causato.
3) Se colui che ha violato il segreto presta servizio presso la Curia Romana, incorre nelle sanzioni stabilite nel regolamento generale.

Mi pare chiaro, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la violazione del segreto pontificio rappresenti una colpa di gravissima entità, tale da giustificare l’istituzione di un’apposita commissione speciale che deliberi le pene da infliggere. Se non ci si ferma al semplice dato letterale dell’esplicita menzione della scomunica, quindi, l’intenzione di far calare il silenzio sui casi di pedofilia risulta in modo più che evidente.

In chiusura, nell’invitare gli allarmati firmatari dell’appello a concepire eccezioni più puntuali a supporto della loro preoccupazione, mi corre l’obbligo di porre loro una domanda: al di là di quanto espresso dai documenti (che pure, come si è visto, non fornisce grandi appigli al loro tentativo di censura), quanti sono stati, dal 1962 ad oggi, i casi di pedofilia effettivamente denunciati dal Vaticano all’autorità giudiziaria? E quanti, invece, sono stati insabbiati ricorrendo alla strategia dei trasferimenti e alla sistematica sottrazione dei colpevoli alla giustizia penale?
Perché, sapete com’è, anche i fatti, dalle nostre parti, hanno la loro importanza…

Update
Si riporta qui di seguito la lista dei parlamentari firmatari dell’appello:
Antonio Battaglia (AN)
Isabella Bertolini (FI)
Laura Bianconi (FI)
Paola Binetti (Ulivo)
Gabriella Carlucci (FI)
Simonetta Licastro Scardino (FI)
Luigi Manfredi (FI)
Alfredo Mantovano (AN)
Luca Marconi (UDC)
Riccardo Migliori (AN)
Angela Napoli (AN)
Patrizia Paoletti Tangheroni (FI)
Gaetano Quagliarello (FI)
Giacomo Santini (DCA)
Gustavo Selva (AN)
Francesco Storace (AN)
Roberto Ulivi (AN)
Michele Giuseppe Vietti (UDC)
Luca Volontè (UDC)
Marco Zacchera (AN)

Dieci piccolo indiani

May 27, 2007

Dal catechismo della Chiesa Cattolica:

1) Non avrai altro Dio fuori di me.
2111) La superstizione è la deviazione del sentimento religioso e delle pratiche che esso impone. Può anche presentarsi mascherata sotto il culto che rendiamo al vero Dio, per esempio, quando si attribuisce un’importanza in qualche misura magica a certe pratiche, peraltro legittime o necessarie.

Da Wikipedia:
Per esorcismo si intende un insieme di pratiche e riti volti a scacciare una presunta presenza demoniaca o malefica da una persona, un animale o da un luogo. Queste pratiche sono molto antiche e fanno parte del credo di varie religioni. Che un essere soprannaturale possa prendere possesso di un essere vivente o di un luogo è una credenza diffusa in molte religioni, in particolare presso i credi sciamanici. La persona preposta agli esorcismi, chiamata esorcista, è spesso un sacerdote o comunque un individuo investito di particolari poteri. L’esorcista può servirsi di materiale religioso, quali preghiere, formule stabilite, gesti, simboli, icone, amuleti, e spesso invoca un potere soprannaturale benigno.

2) Non nominare il nome di Dio invano.
2162) Il secondo comandamento proibisce ogni uso sconveniente del nome di Dio.

Dal Corriere della Sera:
Vaticano: i Pacs sono «l’eclissi di Dio».

3) Ricordati di santificare le feste.
2186) E’ doveroso per i cristiani che dispongono di tempo libero ricordarsi dei loro fratelli che hanno i medesimi bisogni e i medesimi diritti e non possono riposarsi a causa della povertà e della miseria. Dalla pietà cristiana la domenica è tradizionalmente consacrata alle opere di bene e agli umili servizi di cui necessitano i malati, gli infermi, gli anziani.

Dal Corriere della Sera:
Lo striscione contro la pena di morte con cui si è aperta la marcia di Pasqua dei radicali è stato srotolato in piazza San Pietro sotto le finestre del Papa a pochi minuti dalla benedizione Urbi et Orbi. (…) Ma nel messaggio del Papa non c’è stato nessun riferimento specifico alla pena capitale come alcuni speravano.

4) Onora il padre e la madre.
2209) La famiglia deve essere aiutata e difesa con appropriate misure sociali. Là dove le famiglie non sono in grado di adempiere alle loro funzioni, gli altri corpi sociali hanno il dovere di aiutarle e di sostenere l’istituto familiare.

Da RaiNews24:
I manifestanti hanno spiegato di aver voluto occupare, secondo quanto riferiscono, la Basilica di San Giovanni in Laterano poichè proprio in questa piazza si è svolto il Family Day e “soprattutto perchè il Vaticano continua a sfrattare le famiglie romane dal centro storico per farci dei bed and breakfast”.

5) Non uccidere.
2279) Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d’ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte.

Da Zenit:
Inoltre, nel caso di Giovanni Paolo II le eventuali ulteriori misure di supporto prima del decesso potevano avere le caratteristiche del mero prolungamento dell’agonia, dal momento che il papa si trovava comunque nell’imminenza della morte nonostante i mezzi adoperati.

6) Non commettere atti impuri.
2339) La castità richiede l’ acquisizione del dominio di sé, che è pedagogia per la libertà umana. L’alternativa è evidente: o l’uomo comanda alle sue passioni e consegue la pace, oppure si lascia asservire da esse e diventa infelice.

Da Perinde ac Cadaver:
La più grande diocesi d’America in vendita per risarcire le centinaia di vittime degli abusi dei preti pedofili.

7) Non rubare.
2454) Ogni modo di prendere ed usare ingiustamente i beni altrui è contrario al settimo comandamento. L’ingiustizia commessa esige riparazione. La giustizia commutativa esige la restituzione di ciò che si è si è rubato.

Da Wikipedia:
All’inizio degli anni ottanta, il nome di Marcinkus fu collegato a scandali finanziari riportati in prima pagina sulla stampa di tutto il mondo. In particolare, fu accertato che lo IOR a quel tempo diretta da Marcinkus, aveva avuto un ruolo primario nel crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in un complicato “risiko bancario” che aveva come ulteriori protagonisti personaggi discussi come Michele Sindona o il “venerabile maestro” della loggia massonica P2, Licio Gelli. Nel 1987 venne indagato, e venne emesso un mandato di cattura, dalla magistratura italiana in rapporto al crack dell’Ambrosiano, ma dopo pochi mesi la Corte di Cassazione annullò il mandato in base alle regole stabilite con i Patti lateranensi (Marcinkus era in possesso di un passaporto diplomatico vaticano).

8) Non dire falsa testimonianza.
2483) La menzogna è l’offesa più diretta alla verità. Mentire è parlare o agire contro la verità per indurre in errore. Ferendo il rapporto dell’uomo con la verità e con il suo prossimo, la menzogna offende la relazione fondamentale dell’uomo e della sua parola con il Signore.

Dal sito della Pontificia Accademia per la Vita:
Pertanto, risulta chiaramente che l’acclarata azione “antinidatoria” della pillola del giorno dopo, in realtà, nient’altro è se non un aborto realizzato con mezzi chimici. Non è coerente intellettualmente, né giustificabile scientificamente, affermare che non si tratti della stessa cosa.

9) Non desiderare la donna d’altri.
2533) La purezza del cuore richiede il pudore, che è pazienza, modestia e discrezione. Il pudore custodisce l’intimità della persona.

Dalla Stampa:
«Nel rispetto della sacralità della vita di ogni specie vivente, invitiamo il Santo Padre a compiere una scelta di alto valore religioso ed etico rinunciando in questa occasione, e per il futuro, a indossare capi realizzati in pelliccia», dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della Lav.

10) Non desiderare la roba d’altri.
2556) Il distacco dalle ricchezze è indispensabile per entrare nel Regno dei cieli.

Dal Quotidiano.net:
«Il 20-22% del patrimonio immobiliare nazionale è della Chiesa», stima Franco Alemani del gruppo Re, che da sempre assiste suore e frati nel business del mattone. Senza contare le proprietà all’estero. «A metà degli anni ‘90 i beni delle missioni si aggiravano intorno ai 800-900 miliardi di vecchie lire, oggi dovrebbero valere dieci volte di più».

Marina Corradi su Avvenire di ieri:

«Dopo l’omicidio Raciti allo stadio di Catania, compiuto – senza una ragione – da adolescenti, un intellettuale laico di quella città, Pietro Barcellona, ha detto: si gioca con la morte, quando la vita vale niente. Il dubbio è proprio questo. Che si uccida per pochi soldi o per dei rancori banali, che non si riconosca più, nella furia, un bambino, o il ventre colmo di vita di una madre, che continui a succedere, davvero è un caso, o il segno eclatante di una smemoratezza, di una crescente indifferenza sul valore assoluto di ogni vita? Forse è tempo di chiederselo, davanti a quella casetta col prato ben rasato violata, a quella giovane madre uccisa a botte. Erano in due. Sarebbe stata una bambina».

Dal volume «365 delitti: uno al giorno», Riva & Viganò, edito da Baldini & Castoldi:

  • 4 settembre 1910, Pellaro (RC): esponenti non identificati dell’organizzazione “Mano Nera”, per vendicare una delazione, uccidono a coltellate Giuseppe Ruvolino, la moglie Giuseppa Manara, nonché i loro sei figli di anni 14, 11, 10, 8, di mesi 10 e di mesi 4.

  • 20 novembre 1945, Villarbasse (TO): Giovanni D’Ignoti, Giovanni Puleo e Francesco La Barbera, a scopo di rapina, uccidono a bastonate Massimo Gianoli, avvocato, Antonio Ferrero, fittavolo, e sua moglie Anna Varetto, Teresa Delfino, domestica, Fiorina Maffiotto e Rosa Martinoli, donne delle pulizie, e i rispettivi mariti Gregorio Doleatto e Domenico Rosso, Renato Morra, agricoltore, e Marcello Gastaldi, Garzone.

  • 29 novembre 1946, Milano: Caterina Fort , commessa di pasticceria, massacra a colpi di spranga la moglie del suo amante, Franca Pappalardo, di anni 40, nonché suoi figli Giovanni, di anni 7, Giuseppina, di anni 5, e Antonio, di mesi 10.

L’elenco potrebbe continuare, ma non ho il tempo, né la voglia, di allungarlo: mi limito a segnalare a Marina Corradi che nel 1910, nel 1945 e nel 1946 l’aborto era considerato un reato, il testamento biologico non era che una locuzione senza significato, e la sperimentazione sugli embrioni era fantascienza allo stato puro.
Così, tanto per riflettere sulle cause dell’indifferenza al valore della vita.