Quello che vedete nella foto è inequivocabilmente un prete.
Si chiama Don Gallo, ed è il fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova.
A proposito del vespaio che si è scatenato dopo il suicidio del ginecologo del Gaslini, ha avuto modo di dichiarare:

Un medico che si dichiara obiettore non è un medico completo, non dà al paziente una risposta completa.
(…)
Al centro di tutto rimane il principio dell’autodeterminazione della donna.
(…)
La legge 194 è passata attraverso un referendum.
(…)
Sembra che al di fuori dell’etica cattolica non possa esistere alcuna etica, questo non può reggere.

Wikipedia ricorda che Don Gallo, nel corso della sua carriera, ha dovuto subire vari trasferimenti a causa delle sue idee e dei suoi metodi, giudicati sovversivi dalle gerarchie vaticane.
Chissà come lo giudicheranno adesso, quelle gerarchie, un prete che sottolinea l’importanza dell’autodeterminazione individuale, che afferma la legittimità di una legge dello Stato, che nega l’esistenza di un monopolio dell’etica in capo alla Chiesa di cui essi rappresentano il vertice politico.
E chissà cosa ne penserebbero, di quel prete, se sapessero che raccoglie perfino la stima di un miscredente come me.
Magari, chi lo sa, continuerebbero ottusamente a trasferirirlo un’altra volta, e un’altra volta ancora; magari lo faranno davvero, senza il condizionale, e forse, chissà, faranno lo stesso con chi, dopo di lui, si troverà a pronunciare analoghe eresie portando addosso lo stesso abito.
Finché non si renderanno conto, fuori tempo massimo, che aveva ragione lui.
Non può reggere.
Sicuro come la morte, che non reggerà.