"Tesori"

February 25, 2008

Qualche tempo fa, è stato aperto all’ammirazione dei fedeli il “Tesoro di San Gennaro”. Vidi il servizio in Tv, ed era ovviamente condito da immagini che mostravano con dovizia di particolari una quantità di diamanti di… classe Kohinoor, enormi rubini cabochon e smeraldi lunghi un dito. Oltre alla produzione di tre anni delle miniere aurifere del Sud Africa, per non parlare dell’abbondanza straordinaria di argento. Quando ho visto il (cattivo) servizio, mi si è composto davanti agli occhi della mente una sorta di mosaico: vicino alle immagini appena viste, c’erano tessere che raffiguravano il Tesoro (e daje!) di San Pietro ed i tanti altri conservati in profondi ricettacoli delle Chiese di tutto il mondo, poi c’erano le Cattedrali, vecchie e nuove, ma sopratutto quelle nuove: prima fra tutte quella di Santiago di Compostela laddove ne è stata completata recentemente una, in aggiunta a quella precedente, costata qualcosa come settanta milioni di Euro. Se non sbaglio, tre volte la Manovra economica italiana del 2007. E l’Italia, notoriamente, non è (ancora) il Paese più povero del Globo. Un’altra tessera ancora riproduceva senza fatica un’immagine: quella della enorme Bsilica che si erge sopra la Grotta nella quale forse si verificò un’apparizione miracolosa. O forse no. Ma se questa straordinaria cosa si è veramente verificata, la Storia d Bernadette Soubirous riporta che la Madonna chiese alla ragazzina di comunicare ai “Preti” di edificare una “cappelletta” vicino al luogo della Sua manifestazione. La “cappelletta”, forse per un altro intervento miracoloso, si trasformò poi in una sorta di mastodonte anche un tantino kitch, se vogliamo. Poi c’era anche un’altra enorme costruzione realizzata dalle parti di San Giovanni Rotondo: il fulcro di un incredibile business, si dice, diventato tuttavia tale solo dopo la pacificazione misteriosamente intervenuta tra Vaticano ed Ordine, dopo anni ed anni di ostilità che aveva coinvolto perfino il Precursore. C’erano anche altre tesserine, in quel mosaico, devo dire. Una mostrava una manifestazione dei disoccupati di Napoli( la mia città) un’altra, le Favelas di San Paolo, un’altra ancora, una vecchia che, in una traversa di Barcellona, discinta, scarmigliata, curva per il peso della sofferenza di una vita, si alza la gonna ed urina in mezzo alla via, per poi riprendere il suo cammino verso una morte solitaria; e non mancavano, tra le tessere, neppure quelle che riproducevano i visi pieni di mosche di molti, molti bambini africani, e nemmeno le immagini delle prostitute-bambine cubane, lasciate alla mercè di tanti nostri “cari” turisti; ma queste ultime, in fondo, se lo meritano perchè non si ribellano al comunista Fidel ( in pensione adesso). Ce n’era anche un altro, di mosaico, ma piccolo, piccolissimo: c’era lo stereotipo – ma solo per la mia colpevole incapacità di liberare del tutto il pensiero – di un Uomo vestito di bianco, con il capo circonfuso di luce ma anche di una corona di spine. Era un mosaico animato. Quell’uomo parlava. Parlava di bambini, di chiesa (la sua, chiesa) che doveva restare rigorosamente povera. La sua voce diceva di dare agli altri tutto ciò che si possiede, di dividere anche solo un tozzo di pane con l’ospite, con il misero, con qualsiasi altro uomo che possa essere chiamato col dolce nome di “Fratello”. Cioè, tutti. Tutti gli uomini. Ed allora mi sono leggermente incazzata…. Ed ho sperato, davvero, che, se mai è esistito, quell’uomo ritorni presto. Perchè mi sa che nel Genere Umano, ma sopratutto in quella sua parte che veste di nero e porta addosso un saio od un abito talare, ci sia molto da rivedere e correggere.
Eugenia
http://chebarbachenoia-eugenia.blogspot.com/

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Italia, una famiglia qualsiasi, un pomeriggio di luglio:

«Mamma?»
«Dimmi, Angelo».
«Dovrei comperarmi le scarpe nuove».
«Di nuovo? E quanto costano?»

«Centocinquanta euro, ma’».
«Caspiterina! Evvabbe’, vorrà dire che adesso ti do i soldi e… ma scusa, Angelo, tu non avevi giusto centocinquanta euro da parte, quelli che ti avevo regalato a Natale?»

«In effetti, sì».
«E allora comprale con quei soldi le scarpe, no?»

«Va bene. Allora me li dai tu i centocinquanta euro che devo dare a Giacomo perché me li ha vinti a poker?»
«Eh no! Io coi miei soldi i debiti di gioco non te li pago, eh! Arrangiati da solo, te l’ho detto mille volte, di lasciar perdere le carte!»
«Ok. Allora, guarda, i centocinquanta euro miei li metto nella tasca sinistra, vedi? Invece quelli che mi dai tu li metto nella destra: stai pur certa che le scarpe le pago coi centocinquanta euro tuoi, prendendoli dalla tasca destra, e quando vado da Giacomo a saldare il debito del poker, invece, pesco dalla sinistra, così sono sicuro di dargli i miei. Sei contenta adesso?»

Dopo aver letto attentamente questo esempio, fate un salto sul Corriere: e ditemi voi se Don Domenico Pompili, affermando che l’8 per mille non verrà destinato al risarcimento delle vittime dei preti pedofili, non ci prende un po’ per il culo.