Mi scuserete, se quest’oggi mi toccherà essere un po’ esplicito: sta di fatto, però, che non saprei come dire quello che devo dire in modo meno diretto; oppure saprei farlo, ma semplicemente, come talora accade, non mi va(1).
Orbene, leggo con un certo raccapriccio che i nostri amici si accingono a compiere la seguente operazione: tirare fuori dalla bara un cadavere in avanzato stato di decomposizione, segargli lo sterno a metà con un frullino, tenergli aperta la gabbia toracica con un divaricatore, recidere con il bisturi un mazzetto di vasi sanguigni, strappargli il cuore, spedirlo all’estero e mostrarlo a migliaia di persone che non stanno più nella pelle dalla smania di godersi lo spettacolo.
Come dite? Chi sono i nostri amici?
A occhio e croce, gli stessi che danno dell’indecente a chi ha l’abitudine di introdurre l’uccello(2) tra le chiappe(3) di un individuo vivo, consenziente e tutt’altro che putrefatto, salvo tirarlo fuori dopo un po’; senza necessità, si badi, di frullino, divaricatore e bisturi.
Fate un po’ voi…


(1) Le note a pie’ di pagina, in effetti, mi inchiodano alle mie responsabilità.
(2) Il membro.
(3) Nell’ano.

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"Tesori"

February 25, 2008

Qualche tempo fa, è stato aperto all’ammirazione dei fedeli il “Tesoro di San Gennaro”. Vidi il servizio in Tv, ed era ovviamente condito da immagini che mostravano con dovizia di particolari una quantità di diamanti di… classe Kohinoor, enormi rubini cabochon e smeraldi lunghi un dito. Oltre alla produzione di tre anni delle miniere aurifere del Sud Africa, per non parlare dell’abbondanza straordinaria di argento. Quando ho visto il (cattivo) servizio, mi si è composto davanti agli occhi della mente una sorta di mosaico: vicino alle immagini appena viste, c’erano tessere che raffiguravano il Tesoro (e daje!) di San Pietro ed i tanti altri conservati in profondi ricettacoli delle Chiese di tutto il mondo, poi c’erano le Cattedrali, vecchie e nuove, ma sopratutto quelle nuove: prima fra tutte quella di Santiago di Compostela laddove ne è stata completata recentemente una, in aggiunta a quella precedente, costata qualcosa come settanta milioni di Euro. Se non sbaglio, tre volte la Manovra economica italiana del 2007. E l’Italia, notoriamente, non è (ancora) il Paese più povero del Globo. Un’altra tessera ancora riproduceva senza fatica un’immagine: quella della enorme Bsilica che si erge sopra la Grotta nella quale forse si verificò un’apparizione miracolosa. O forse no. Ma se questa straordinaria cosa si è veramente verificata, la Storia d Bernadette Soubirous riporta che la Madonna chiese alla ragazzina di comunicare ai “Preti” di edificare una “cappelletta” vicino al luogo della Sua manifestazione. La “cappelletta”, forse per un altro intervento miracoloso, si trasformò poi in una sorta di mastodonte anche un tantino kitch, se vogliamo. Poi c’era anche un’altra enorme costruzione realizzata dalle parti di San Giovanni Rotondo: il fulcro di un incredibile business, si dice, diventato tuttavia tale solo dopo la pacificazione misteriosamente intervenuta tra Vaticano ed Ordine, dopo anni ed anni di ostilità che aveva coinvolto perfino il Precursore. C’erano anche altre tesserine, in quel mosaico, devo dire. Una mostrava una manifestazione dei disoccupati di Napoli( la mia città) un’altra, le Favelas di San Paolo, un’altra ancora, una vecchia che, in una traversa di Barcellona, discinta, scarmigliata, curva per il peso della sofferenza di una vita, si alza la gonna ed urina in mezzo alla via, per poi riprendere il suo cammino verso una morte solitaria; e non mancavano, tra le tessere, neppure quelle che riproducevano i visi pieni di mosche di molti, molti bambini africani, e nemmeno le immagini delle prostitute-bambine cubane, lasciate alla mercè di tanti nostri “cari” turisti; ma queste ultime, in fondo, se lo meritano perchè non si ribellano al comunista Fidel ( in pensione adesso). Ce n’era anche un altro, di mosaico, ma piccolo, piccolissimo: c’era lo stereotipo – ma solo per la mia colpevole incapacità di liberare del tutto il pensiero – di un Uomo vestito di bianco, con il capo circonfuso di luce ma anche di una corona di spine. Era un mosaico animato. Quell’uomo parlava. Parlava di bambini, di chiesa (la sua, chiesa) che doveva restare rigorosamente povera. La sua voce diceva di dare agli altri tutto ciò che si possiede, di dividere anche solo un tozzo di pane con l’ospite, con il misero, con qualsiasi altro uomo che possa essere chiamato col dolce nome di “Fratello”. Cioè, tutti. Tutti gli uomini. Ed allora mi sono leggermente incazzata…. Ed ho sperato, davvero, che, se mai è esistito, quell’uomo ritorni presto. Perchè mi sa che nel Genere Umano, ma sopratutto in quella sua parte che veste di nero e porta addosso un saio od un abito talare, ci sia molto da rivedere e correggere.
Eugenia
http://chebarbachenoia-eugenia.blogspot.com/

Indecenza terminale

October 19, 2007

Davide Rondoni su Avvenire:

E dunque davanti alla vita difficile di Eluana, e a quella eroica dei suoi, dico: date a noi un po’ di quel peso. Datelo a me. Vediamo come fare ad aiutare , invece che far morire di fame (di fame!) la ragazza Eluana che era bella, era forte, e ora è belle d’ulteriore beltà e forte di una forza non nostra che in vita la tiene. E’ comprensibile che il padre non ce la faccia più. Nessuno lo giudichi. Ma nemmeno si lasci morire una ragazza.

Interpretazione davvero suggestiva, Dottor Rondoni: sta di fatto, però, che Beppino Englaro non abbia mai affermato di non farcela più; al contrario, egli conduce la sua battaglia in modo instancabile, fin dal primo giorno, affinché sia rispettata la volontà espressa da sua figlia quando era ancora in vita.
Non mi meraviglia, a dire il vero, che il passaggio continui a sfuggirle: la libertà di scelta è un concetto che certi cattolici riescono a comprendere con grande chiarezza nei casi in cui riguardi se stessi, salvo smarrirne la nozione nelle circostanze in cui essa debba essere riconosciuta agli altri.
Cionondimeno, la invito se non altro a riflettere su un fatto: senza la tenacia di Beppino, senza la forza che non gli è mai mancata, la sentenza sulla quale Ella oggi pontifica non sarebbe mai stata pronunciata. Le consiglio pertanto di lasciar perdere la tiritera della stanchezza, e di impiegare le Sue energie nell’elaborazione di argomenti più efficaci: questo non conduce da nessuna parte, se si eccettua la concreta possibilità di fare una brutta figura.
Quanto alla disponibilità che Ella manifesta, invitando Beppino a dare a Lei “un po’ di quel peso”, preferisco astenermi da ogni commento: ché perfino su un blog, mi creda, è opportuno mantenere un livello minimo di decenza.