Autodecalogo

June 20, 2007

Per questioni di lavoro, solo oggi riesco a leggere con un minimo di attenzione il “Decalogo del Conducente” redatto dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti: scusandomi per il ritardo, l’occasione mi è gradita per esemplificarne la concreta applicazione.

1) Non uccidere.

Neanche il tipo che ha lasciato la macchina in doppia fila davanti alla mia e sta facendo la doccia con la musica a palla mentre lo cerco nei negozi sudando come un maiale, eh?

2) La strada sia per te strumento di comunione tra le persone e non di danno mortale.

Ok. Alla prossima coda chilometrica sul raccordo tiro fuori la chitarra e cantiamo tutti insieme “Ave Mamma tutta bella sei”, che ne dite?

3) Cortesia, correttezza e prudenza ti aiutino a superare gli imprevisti.

Signora, mentre le rivolgo un saluto gioioso, sottolineando nel contempo che la sua pettinatura le dona moltissimo, la pregherei, con il rispetto dovuto alla sua età (che peraltro ella porta con piglio decisamente giovanile) di premere quel cazzo di piedino sull’acceleratore, che è verde da un quarto d’ora.

4) Sii caritatevole e aiuta il prossimo nel bisogno, specialmente se è vittima di un incidente.

Se invece è vittima di uno stupro, digli di stare zitto con tutti sennò lo scomunicano.

5) L’automobile non sia per te espressione di potere, di dominio e occasione di peccato.

Chiaro per tutti? Basta trombare in macchina, allora: o vi pagate un motel, oppure ciccia.

6) Convinci con carità i giovani, e i non più tali, a non mettersi alla guida quando non sono in condizione di farlo.

L’altro giorno, dal finestrino mezzo aperto, ho giustappunto suggerito a uno che mi tagliava la strada di starsene a casa invece di rompere i coglioni in giro. Che dite, ho rispettato il comandamento?

7) Sostieni le famiglie delle vittime di incidenti.

A patto che siano famiglie naturali, ovviamente: dei conviventi, specie se froci, fregatene.

8) Fa’ incontrare la vittima e l’automobilista aggressore in un momento opportuno, affinché possano vivere l’esperienza liberatrice del perdono.

Pronto, Marta? Sono Alessandro. Ti volevo dire, ricordi quello che ti ha messo sotto l’anno scorso? Ecco, l’ho rintracciato, stasera viene a cena da me, faccio il risotto coi funghi porcini. Volevo invitare anche te, così magari potete vivere insieme l’esperienza liberatrice del perdono.

9) Sulla strada tutela la parte più debole.

Cioè da oggi in poi quando passa il Papa e chiudono la strada, e io non riesco a tornare a casa e ho il cane che si piscia sotto e la cena ancora da preparare, i vigili alzano la transenna e mi fanno passare?

10) Senti te stesso responsabile verso gli altri.

Scusi lei, sì proprio lei che mi ha appena buttato per terra mentre passavo col motorino, venga qua che sento me stesso responsabile di darle un paio di sganassoni.

Dieci piccolo indiani

May 27, 2007

Dal catechismo della Chiesa Cattolica:

1) Non avrai altro Dio fuori di me.
2111) La superstizione è la deviazione del sentimento religioso e delle pratiche che esso impone. Può anche presentarsi mascherata sotto il culto che rendiamo al vero Dio, per esempio, quando si attribuisce un’importanza in qualche misura magica a certe pratiche, peraltro legittime o necessarie.

Da Wikipedia:
Per esorcismo si intende un insieme di pratiche e riti volti a scacciare una presunta presenza demoniaca o malefica da una persona, un animale o da un luogo. Queste pratiche sono molto antiche e fanno parte del credo di varie religioni. Che un essere soprannaturale possa prendere possesso di un essere vivente o di un luogo è una credenza diffusa in molte religioni, in particolare presso i credi sciamanici. La persona preposta agli esorcismi, chiamata esorcista, è spesso un sacerdote o comunque un individuo investito di particolari poteri. L’esorcista può servirsi di materiale religioso, quali preghiere, formule stabilite, gesti, simboli, icone, amuleti, e spesso invoca un potere soprannaturale benigno.

2) Non nominare il nome di Dio invano.
2162) Il secondo comandamento proibisce ogni uso sconveniente del nome di Dio.

Dal Corriere della Sera:
Vaticano: i Pacs sono «l’eclissi di Dio».

3) Ricordati di santificare le feste.
2186) E’ doveroso per i cristiani che dispongono di tempo libero ricordarsi dei loro fratelli che hanno i medesimi bisogni e i medesimi diritti e non possono riposarsi a causa della povertà e della miseria. Dalla pietà cristiana la domenica è tradizionalmente consacrata alle opere di bene e agli umili servizi di cui necessitano i malati, gli infermi, gli anziani.

Dal Corriere della Sera:
Lo striscione contro la pena di morte con cui si è aperta la marcia di Pasqua dei radicali è stato srotolato in piazza San Pietro sotto le finestre del Papa a pochi minuti dalla benedizione Urbi et Orbi. (…) Ma nel messaggio del Papa non c’è stato nessun riferimento specifico alla pena capitale come alcuni speravano.

4) Onora il padre e la madre.
2209) La famiglia deve essere aiutata e difesa con appropriate misure sociali. Là dove le famiglie non sono in grado di adempiere alle loro funzioni, gli altri corpi sociali hanno il dovere di aiutarle e di sostenere l’istituto familiare.

Da RaiNews24:
I manifestanti hanno spiegato di aver voluto occupare, secondo quanto riferiscono, la Basilica di San Giovanni in Laterano poichè proprio in questa piazza si è svolto il Family Day e “soprattutto perchè il Vaticano continua a sfrattare le famiglie romane dal centro storico per farci dei bed and breakfast”.

5) Non uccidere.
2279) Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d’ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte.

Da Zenit:
Inoltre, nel caso di Giovanni Paolo II le eventuali ulteriori misure di supporto prima del decesso potevano avere le caratteristiche del mero prolungamento dell’agonia, dal momento che il papa si trovava comunque nell’imminenza della morte nonostante i mezzi adoperati.

6) Non commettere atti impuri.
2339) La castità richiede l’ acquisizione del dominio di sé, che è pedagogia per la libertà umana. L’alternativa è evidente: o l’uomo comanda alle sue passioni e consegue la pace, oppure si lascia asservire da esse e diventa infelice.

Da Perinde ac Cadaver:
La più grande diocesi d’America in vendita per risarcire le centinaia di vittime degli abusi dei preti pedofili.

7) Non rubare.
2454) Ogni modo di prendere ed usare ingiustamente i beni altrui è contrario al settimo comandamento. L’ingiustizia commessa esige riparazione. La giustizia commutativa esige la restituzione di ciò che si è si è rubato.

Da Wikipedia:
All’inizio degli anni ottanta, il nome di Marcinkus fu collegato a scandali finanziari riportati in prima pagina sulla stampa di tutto il mondo. In particolare, fu accertato che lo IOR a quel tempo diretta da Marcinkus, aveva avuto un ruolo primario nel crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in un complicato “risiko bancario” che aveva come ulteriori protagonisti personaggi discussi come Michele Sindona o il “venerabile maestro” della loggia massonica P2, Licio Gelli. Nel 1987 venne indagato, e venne emesso un mandato di cattura, dalla magistratura italiana in rapporto al crack dell’Ambrosiano, ma dopo pochi mesi la Corte di Cassazione annullò il mandato in base alle regole stabilite con i Patti lateranensi (Marcinkus era in possesso di un passaporto diplomatico vaticano).

8) Non dire falsa testimonianza.
2483) La menzogna è l’offesa più diretta alla verità. Mentire è parlare o agire contro la verità per indurre in errore. Ferendo il rapporto dell’uomo con la verità e con il suo prossimo, la menzogna offende la relazione fondamentale dell’uomo e della sua parola con il Signore.

Dal sito della Pontificia Accademia per la Vita:
Pertanto, risulta chiaramente che l’acclarata azione “antinidatoria” della pillola del giorno dopo, in realtà, nient’altro è se non un aborto realizzato con mezzi chimici. Non è coerente intellettualmente, né giustificabile scientificamente, affermare che non si tratti della stessa cosa.

9) Non desiderare la donna d’altri.
2533) La purezza del cuore richiede il pudore, che è pazienza, modestia e discrezione. Il pudore custodisce l’intimità della persona.

Dalla Stampa:
«Nel rispetto della sacralità della vita di ogni specie vivente, invitiamo il Santo Padre a compiere una scelta di alto valore religioso ed etico rinunciando in questa occasione, e per il futuro, a indossare capi realizzati in pelliccia», dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della Lav.

10) Non desiderare la roba d’altri.
2556) Il distacco dalle ricchezze è indispensabile per entrare nel Regno dei cieli.

Dal Quotidiano.net:
«Il 20-22% del patrimonio immobiliare nazionale è della Chiesa», stima Franco Alemani del gruppo Re, che da sempre assiste suore e frati nel business del mattone. Senza contare le proprietà all’estero. «A metà degli anni ‘90 i beni delle missioni si aggiravano intorno ai 800-900 miliardi di vecchie lire, oggi dovrebbero valere dieci volte di più».