Dal sito “Otto per Mille” della CEI:

Il sistema prevede un periodo di tempo pari a tre anni per contare le scelte espresse dai contribuenti. In attesa di conoscerle in dettaglio, e di operare in base a queste la relativa suddivisione dell’otto per mille, lo Stato anticipa ogni anno alla Chiesa Cattolica una somma, successivamente precisata tramite conguaglio nel momento in cui le scelte saranno note.

Sarebbe interessante sapere per quale motivo la Chiesa percepisce i soldi dell’otto per mille in anticipo, mentre le Associazioni di Volontariato, le Onlus, le Associazioni di Promozione Sociale e gli Enti di Ricerca debbono ancora ricevere i quattrini del 5 per mille relativi al 2005.
E poi insistono a dire che i privilegi del Vaticano sono una farneticazione dei laicisti come me…

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Esclusività clericale

August 29, 2007

Torno dalle vacanze e apprendo che la decisione da parte dell’Unione Europea di chiedere informazioni su alcuni vantaggi fiscali concessi dallo Stato italiano alla Chiesa Cattolica ha suscitato una lunga serie di indignate proteste; la schiera degli offesi, ovviamente, è capitanata dal quotidiano Avvenire, secondo il quale i privilegi prospettati non esisterebbero, e l’inchiesta dell’UE sarebbe semplicemente il frutto di una diabolica macchinazione ordita (guarda caso) dai Radicali.
Siccome verificare l’effettiva sussistenza dei benefici fiscali in questione è un’operazione piuttosto semplice, vi propongo di giudicare da soli, sulla base della normativa che vado qui di seguito ad illustrare.

L’articolo 7, comma 1, lettera i) del Decreto Legislativo 504/1992, istitutivo dell’ICI, stabilisce che sono esenti dall’imposta:

Gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222.

Andando a consultare il DPR 917/1986 e la L. 222/1985, la norma si può tradurre come segue:

Sono esenti dall’ICI gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché allo svolgimento delle attività dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all’educazione cristiana.

Ci siamo, fin qui? Gli immobili degli enti religiosi sono esentati dall’ICI nel caso in cui siano destinati esclusivamente all’esercizio di attività di culto, cura delle anime, formazione del clero, catechesi, educazione cristiana.

Nel 2007, tuttavia, arriva il Decreto Legge Bersani, che all’articolo 39 stabilisce quanto segue:

L’esenzione disposta dall’articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, si intende applicabile alle attivita’ indicate nella medesima lettera che non abbiano esclusivamente natura commerciale.

Il che equivale a dire che se un ente religioso è proprietario di un immobile in cui gestisce una scuola, una palestra, un cinema, una piscina o un albergo (per citare soltanto le fattispecie più comuni), esercitando quindi una vera e propria attività attività commerciale (in concorrenza con le normali imprese), pagherà l’ICI soltanto se in quell’immobile viene svolta esclusivamente l’attività commerciale in questione: gli sarà quindi sufficiente inserire nel fabbricato una piccola cappella (tanto per proporre l’esempio più immediato) per far venir meno il requisito dell’esclusività e godere dell’esenzione integrale dall’imposta.

Monsignor Betori, segretario della CEI, ha commentato la vicenda dichiarando:

L’esenzione dall’Ici si applica alle sole attività religiose e di rilevanza sociale.

Norme alla mano, ci vuole un fiscalista per capire che ci sta prendendo per il naso?

Aritmetica clericale

June 28, 2007

Facciamo due conti insieme? Tenendo conto dei seguenti dati:

  1. le stime più attendibili valutano in circa 400 milioni di euro il mancato gettito ICI riconducibile ai fabbricati di proprietà del Vaticano esenti dall’imposta, ancorché utilizzati per lo svolgimento di attività commerciali;
  2. la prime analisi relative all’anno finanziario 2007 stimano in circa 2,8 miliardi di euro il gettito complessivo dell’ICI relativa alla prima casa dei contribuenti;

tanto premesso, è di tutta evidenza che, qualora il Vaticano pagasse l’imposta per gli immobili nei quali esercita attività commerciali, si potrebbe concedere ai contribuenti uno sconto di 400 milioni di euro sull’ICI relativa alla prima casa senza diminuire di un centesimo il gettito complessivo.
Stante il fatto che:

400 : 2.800= 0,1428

si deduce che sarebbe possibile abbattere l’ICI sulla prima casa del 14%, senza alcun aggravio per le casse dei Comuni, se solo il Vaticano versasse l’imposta (come qualsiasi altro contribuente) per i fabbricati nei quali viene svolta attività d’impresa.
Che ne dite, vogliamo prenderci la briga di rifletterci un attimo?

Sperpero clericale

June 26, 2007

Dall’agenzia di notizie cattolica Zenit:

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 24 giugno 2007 (ZENIT.org).- Benedetto XVI trascorrerà quest’estate le vacanze nella località di Lorenzago di Cadore, in Veneto, nelle Dolomiti, dal 9 al 27 luglio, secondo quanto ha confermato questo sabato la Sala Stampa della Santa Sede.

Il Papa, insomma, se ne va in montagna: niente di male, direte voi, tutti facciamo le vacanze, e a molti capita di passarle all’estero. Perché Benedetto XVI non dovrebbe?
Senonché, un amico mi segnala che in rete è reperibile e scaricabile l’allegato A della Dgr 1205 della Giunta Regionale del Veneto, datata 24 aprile 2007, dal quale risulta che il soggiorno di Ratzinger costerà alla Regione la sciocchezza di 345mila euro: se volete potete anche voi scaricare il documento qua.
A questo punto, coscienziosamente, mi corre l’obbligo di segnalare la circostanza al gruppetto di (omofobi? non sia mai) giovani di Alleanza Nazionale che appena ieri hanno manifestato davanti a un teatro di Trieste (regione diversa, ma limitrofa, se non erro), nel quale Vladimir Luxuria stava effettuando le prove di uno spettacolo: i militanti si dichiaravano indignati perché il deputato, oltre al compenso di parlamentare, avrebbe percepito un cachet dalla Provincia per la sua performance teatrale.
Poiché non più tardi di stamattina autorevoli commentatori hanno sostenuto che fosse l’attenzione verso lo sperpero di denaro pubblico, e non l’intolleranza (e quando mai?), a ispirare il vivace dissenso di quei giovani manifestanti, mi aspetto che costoro si incatenino quanto prima davanti alla sede della Regione Veneto.
Salvare 350mila euro dei contribuenti dallo sperpero varrà bene un minimo sconfinamento regionale, o sbaglio?

Terrorismo comunitario

June 25, 2007

Su Wikipedia non c’è mica scritto, che l’Unione Europea è un’organizzazione eversiva. Vatti a fidare delle enciclopedie libere…

Indignazione particolare

June 24, 2007

Ora, intitolare uno spettacolo “La Madonna piange sperma” potrà anche essere ritenuto di cattivo gusto; ciascuno è libero di esprimere il proprio punto di vista sulla questione, anche se è evidente che per farsi un’idea ragionevole sarebbe stato necessario vederla, la performance; cosa che evidentemente non è stata possibile, stante l’inevitabile retromarcia che è seguita alla valanga di lamentazioni piovute da ogni dove.
Sarebbe quantomeno dignitoso, tuttavia, che la schiera degli indignati si risparmiasse considerazioni simili a quelle che oggi è dato leggere sul sito Cultura Cattolica:

Quello che mi chiedo è se queste manifestazioni debbano essere patrocinate e finanziate con i nostri soldi. Se qualcuno vuole fare ”Arte” la faccia almeno a spese proprie, se piace, la gente pagherà il biglietto.

E’ decisamente paradossale, per usare un eufemismo, che un argomento del genere venga utilizzato da chi ogni anno incamera milioni di euro con l’otto per mille, più della metà dei quali all’insaputa dei donatori; da chi gode dell’esenzione sull’ICI, sulle imposte sulle successioni e sulle donazioni, sull’IRPEF, sull’IRES; da chi beneficia di contributi statali per finanziare l’attività delle proprie scuole confessionali; da chi ha il potere di scegliere gli insegnanti di religione da inviare nelle scuole della Repubblica e di farli assumere direttamente dallo Stato; da chi si avvantaggia delle risorse pubbliche in modi tanto disparati e fantasiosi che elencarli tutti sarebbe un’impresa di proporzioni enciclopediche.
Quindi indignatevi pure, se ritenete che il titolo di quello spettacolo offendesse il vostro buon gusto: troverete più di una sponda, anche nel mazzo dei laicisti più irrecuperabili; ma abbiate la decenza di non scandalizzarvi del fatto che quello spettacolo dovesse essere finanziato con i denari della collettività.
Voi, che nell’accaparrarvi i soldi pubblici per i vostri scopi particolari siete dei maestri provetti, non ve lo potete proprio permettere.

Terrorismo fiscale

May 5, 2007

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi:

«Sull’ICI, certamente, è una prospettiva seria quella di intervenire ma lo si potrà fare quando tutto il Catasto sarà riformato e quando avremo ben chiaro il quadro su chi incide questa imposta».

Inutile ricordare che è già chiarissimo, senza bisogno di alcuna riforma, chi siano i soggetti su cui l’ICI non incide: tuttavia, l’idea di pescare dai quei soggetti il gettito necessario a esentare dal versamento dell’imposta la prima casa dei cittadini è fuori discussione.

Si correrebbe il rischio di essere tacciati di terrorismo fiscale.