Una partita di calcio, da che mondo è mondo, funziona così: o si pareggia, oppure una squadra la vince, il che implica necessariamente che l’altra la perda.
Stavolta, com’è noto, l’abbiamo persa; il che, per quanto detto in premessa, rientra a pieno titolo nella normalità del gioco.
Mi sfugge, quindi, il motivo per cui il buon Buffon senta l’esigenza di chiedermi scusa: forse, chissà, perché ritiene che io sia così coglione da non sapere che nello sport capita di prenderle, e così infantile da offendermi (non dispiacermi, si badi, offendermi, ché altrimenti le scuse sarebbero immotivate) per il solo fatto che la mia squadra non sia riuscita a portarsi a casa i tre punti.
Se volesse scusarsi della considerazione di me che dimostra scusandosi, anziché della sconfitta, mi farebbe cosa assai gradita.

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