Click indolor: già fatto?

January 10, 2008

Se questo è un uomo

December 30, 2007

Marina Corradi su Avvenire:

Quell’immagine al terzo mese di gravidanza – quando l’aborto è perfettamente legale – è un fatto: non è cattolica nè integralista, non è ideologica. È oggettiva: così è un uomo, a dodici settimane (e se qualcuno non vuole farlo vedere, dovrebbe per onestà domandarsi perchè). Se questo è un uomo, dunque, prima di ogni altra discussione filosofica o etica, potremmo cominciare a guardarlo, a farlo guardare ai nostri figli, e a onestamente riconoscere ciò che è.

Sarò pure un miscredente, io, però conosco l’italiano; e dove non arrivo (per ignoranza, per dimenticanza, per l’età che avanza, così facciamo una bella rima tripla) mi aiuto con gli strumenti che mi vengono messi a disposizione dalle case editrici o, male che vada, dalla rete.
Consultando uno dei tanti dizionari online, per esempio, ho la conferma del fatto che le parole “uomo” e “feto” non sono sinonimi; il che vuol dire, a occhio e croce, che esse sono state coniate allo scopo di significare due cose diverse.
Ciò non implica, ovviamente, che della circostanza non si possa discutere; sta di fatto, tuttavia, che qualsiasi dibattito sull’argomento, ove si fondi su basi vagamente scientifiche, condurrebbe a risultati a dir poco mortificanti per chi, come la Corradi, attribuisce la qualifica di uomo a un feto di tre mesi; da ciò si desume, a meno che non mi sfugga qualcosa, che la disinvoltura con cui (non soltanto nel caso di specie) la discutibile operazione di identificazione viene posta in essere sia ispirata non tanto dalla sicurezza in ciò che si afferma, ma piuttosto dalla necessità di saltare a pie’ pari un passaggio logico del quale si conosce benissimo la debolezza. Il che, adoperando la proprietà di sintesi tanto invocata dalle nostre maestre elementari, è a un tiro di schioppo da ciò che correntemente viene definito come malafede.
Ma c’è di più.
Se l’attribuzione della qualifica di uomo a un feto di tre mesi può essere considerata (compiendo uno sforzo immane per amor di discussione) controversa (ce lo concederà, almeno questo, la Dottoressa Corradi?), essa deve invece ritenersi perfettamente appropriata in relazione a un africano che muore di AIDS: perché, dunque, le immagini di quegli uomini agonizzanti non vengono mostrate ai nostri figli, in due o tre dimensioni, con le stesse modalità che la Corradi invoca per i feti?
Sarebbe uno spettacolo altrettanto istruttivo, credetemi: un esempio di oggettività di fronte al quale domandarsi, tutti insieme, perché mai le discussioni etiche e quelle filosofiche non vengano messe da parte, consentendo ai quei disgraziati di infilarsi un preservativo, invece di scagliare anatemi e prospettare ai contravventori le fiamme dell’inferno.
Oppure, Dottoressa Corradi, dobbiamo concludere che un africano (magari uno ancora piccolo come quello della foto, per usare il metodo delle immagini strazianti che sembra esserle tanto caro) sia meno uomo di un feto?

Per tutto il resto

December 18, 2007

Stola in velluto rosso con decorazioni gialle, 1.000 euro, con xxxxxxCard.
Crocifisso in oro zecchino con pendaglio, 3.700 euro, con xxxxxxCard.
Scarpe in camoscio rosso, 450 euro, con xxxxxxCard.
Migliaia di africani che schiattano di AIDS non hanno prezzo…
Ci sono cose che non hanno prezzo.
Per tutto il resto, c’è xxxxxxCard.

Preoccupazioni infettive

December 14, 2007

Dal sito dell’agenzia di notizie cattolica Zenit:

In effetti, il nostro amico deve essere piuttosto angosciato:



Amore infettivo

December 3, 2007

Su Zenit, oggi:

Benedetto XVI ha chiesto di pregare “perché la società umana sia sollecita nel prendersi cura di tutti coloro che sono colpiti dall’Aids, specialmente dei bambini e delle donne, e la Chiesa faccia loro sentire l’amore del Signore”.

Su Zenit, ieri:

“Nella prova e nella malattia Dio ci visita misteriosamente – ha detto il Pontefice – e, se ci abbandoniamo alla sua volontà, possiamo sperimentare la potenza del suo amore”.

Vi è chiaro il meccanismo?
Il nostro amico si ostina a proibire il preservativo affinché le persone, una volta ammalate di AIDS, possano sperimentare in modo più intenso l’amore del Signore: il tipo ritratto nella foto, ad esempio, se lo sta godendo alla grande.
Ingegnoso, nevvero?

Quest’oggi sull’agenzia di notizie cattolica Zenit è possibile leggere il seguente titolo:

Meravigliati? Eppure, credetemi, non ce n’è ragione. Come dite? Avrà cambiato idea sul divieto di usare il preservativo? Nemmeno per sogno. D’altra parte, scusatemi, l’articolo dice che li sforzi li chiede, mica che li fa.
Suvvia, anche voi, un po’ di attenzione, quando leggete…

Ab absurdo

November 20, 2007

La Repubblica, 26 giugno 2007:hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

La Repubblica, 20 novembre 2007:hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

Qualcosa mi dice che, come al solito, il nostro amico ci ha rifilato una cazzata:

Sterminio esclusivo

September 28, 2007

Dal sito di Peace Reporter:

Una delle massime autorità della Chiesa Cattolica in Mozambico ha rilasciato una dichiarazione alla Bbc, sostenendo che molti dei preservativi provenienti dall’Europa e distribuiti nel paese, sarebbero infettati del virus dell’Hiv. L’arcivescovo Francisco Chimoio ha inoltre aggiunto che perfino i farmaci antiretrovirali necessari per rallentare la progressione della malattia sarebbero stati contaminati “allo scopo di sterminare la popolazione africana”.

Che si sia risentito per la violazione dell’esclusiva?

Problemino contraccettivo

September 24, 2007

Sapendo che:

  1. la Chiesa Cattolica proibisce l’uso del preservativo per evitare la diffusione dell’AIDS
  2. la Chiesa Cattolica proibisce l’uso del preservativo quale mezzo di contraccezione;
  3. in entrambi i casi, il rimedio alternativo indicato dalla Chiesa Cattolica è la castità;
  4. alcune rilevazioni statistiche effettuate sulle giovani donne rivelano che il divieto di utilizzare il preservativo viene effettivamente rispettato in una buona metà dei casi, mentre l’invito alla castità è sistematicamente disatteso,

dica il candidato come sia possibile, per la Chiesa Cattolica, continuare a sostenere le proprie posizioni senza sentirsi gravemente responsabile della diffusione del virus HIV e dell’insorgenza di gravidanze indesiderate.
La risposta è in coda al quesito, ovviamente capovolta.

Preoccupato monito di Joseph Ratzinger dalle colonne del Corriere:

«In questi giorni alcune regioni geografiche sono devastate da gravi calamità: mi riferisco alle inondazioni in alcuni Paesi orientali, come pure ai disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee. Davanti a così drammatiche emergenze, che hanno causato numerose vittime e ingenti danni materiali, non si può non essere preoccupati per l’irresponsabile comportamento di taluni che mettono a rischio l’incolumità delle persone».

Parole sacrosante.
Peccato che se uno le usa, identiche, parlando dell’AIDS in Africa e rivolgendole a chi si ostina a proibire l’uso del preservativo, diventa un laicista miscredente che mina le fondamenta della collettività.
Mah.