Clerical turnover

September 29, 2008

Da Zenit:
Ci mancherebbe altro…

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Ah ah ah

September 22, 2008

Si sa che quando si attacca con le barzellette si innesca subito una specie di gara: uno comincia, un altro continua, un altro ancora finge di ascoltare e ride in automatico, mentre fruga nella memoria cercando disperatamente di ricordare quella (cazzo, se era buona, roba da fare un figurone) che gli hanno raccontato proprio il giorno prima in ufficio.
Si va avanti così per un’oretta buona.
Poi qualcuno della combriccola, in genere quello che se n’è stato zitto e buono per tutto il tempo, tira fuori dal cilindro una perla di rara comicità, oggettivamente insuperabile anche a voler rimanere là tutta la notte: a quel punto tutti si scompisciano per un quarto d’ora di seguito, poi si salutano (ancora ridacchiando) e se ne vanno a casa.
Ecco, dalle parti di Zenit dev’essere stato un pomeriggio del genere.

Anche oggi ho poca voglia di scrivere, e come se non bastasse a studio non ho una cam degna di questo nome.
Dovrete accontentarvi della voce, ammesso (e per niente concesso) che abbiate la pazienza di arrivare fino in fondo.
Saluti.

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Zenit, mon amour

December 15, 2007

Anyone can make flash movies with Toufee.com

Esempi carichi di senso

December 4, 2007

Dall’agenzia di notizie cattolica Zenit:

Cardinal Saraiva: “La prova che il cristianesimo funziona sono i santi”.
Le loro testimonianze, “esempi carichi di senso“, sostiene.

Il porporato non me ne vorrà, se mi permetto di scegliere qualche illuminante esemplificazione:

Che cos’è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so più. (Sant’Agostino d’Ippona)

Le donne nelle assemblee tacciano. (San Paolo di Tarso)

Bisogna aver invidia alla terra del Calvario bagnata, e inzuppata dal Sangue di Gesù Cristo. (Santa Maria Maddalena de’ Pazzi)

Dio ci castiga perché ci ama. (San Pio da Pietrelcina)


Desideravo soffrire e sono esaudita. Ho sofferto molto, da parecchi giorni. Una mattina, durante il ringraziamento, ho provato come le angosce della morte, e con ciò nessuna consolazione! Accetto tutto per amore del buon Dio, perfino i pensieri stravaganti che mi vengano alla mente e mi danno noia. (Santa Teresa di Lisieux)

Una volta che avevo dimostrato una certa ritrosia nel servire una malata di dissenteria, Gesù mi rimproverò così severamente che, per riparare, mi riempii la bocca dei suoi escrementi; li avrei ingurgitati se la Regola non avesse proibito di mangiare fuori dei pasti. (Santa Margherita Maria Alacoque)

Per mortificare il mio corpo leccavo gli sputi più schifosi, mettevo delle piccole pietre nelle scarpe, mi facevo cavare i denti anche se erano sani. (Santa Maria Guyon)

In un’estasi mi apparve un angelo tangibile nella sua costituzione carnale e era bellissimo; io vedevo nella mano di questo angelo un dardo lungo; esso era d’oro e portava all’estremità una punta di fuoco. L’angelo mi penetrò con il dardo fino alle viscere e quando lo ritirò mi lasciò tutta bruciata d’amore per Dio. Il dolore della ferita prodotta dal dardo era così vivo che mi strappava dei deboli sospiri, ma questo indicibile martirio che mi faceva nello stesso tempo gustare le delizie più soavi, non era costituito da sofferenze corporali anche se il corpo vi partecipava nella forma più completa. (Santa Teresa d’Avila)

Esempi carichi di senso, dice il Cardinale.
Si veda la definizione di cui all’immagine per farsi un’idea.

Inversione di colpa

November 7, 2007

Dal sito dell’agenzia di notizie cattolica Zenit:

Sulla salute delle donne, il prof. Noia (Docente di Medicina dell’Età Prenatale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, n.d.r.) ha citato diversi studi compiuti da non cattolici, in cui si rivela che chi sceglie l’interruzione di gravidanza, ha un rischio di depressione quattro volte superiore alla media. Gli stessi studi parlano del peggioramento della salute psichica con un aumento dei suicidi nelle donne tra i 25 e i 29 con dinamiche correlate con il giorno in cui è stata effettata l’interruzione di gravidanza.

Esemplificando:

  1. condanna aspramente l’aborto;
  2. genera un senso di colpa nelle donne che lo praticano;
  3. raccogli coscienziosamente i dati sulla depressione conseguente a quel senso di colpa;
  4. utilizza meticolosamente i dati raccolti per condannare l’aborto.

Quanto al fatto che gli studi citati siano stati condotti da non cattolici, non ho motivo di dubitarne; fossi al posto di Noia, tuttavia, mi guardarei bene dal sottolinearlo.
Tutto qua.

Dall’agenzia di notizie cattolica Zenit:

La fecondazione in vitro crea scompiglio in famiglia.

L’aborto non salvaguarda la salute della donna.

Il Cardinal Bertone: “Conoscere e scegliere la verità è stare con Cristo”.

Ancora devo partire per le vacanze, e già si prepara un inverno lunghissimo…

La Dottoressa Patrizia Pelosi, Dirigente Fisico Medico dell’Unità Operativa di Radioterapia dell’Azienda ospedaliera G. Rummo di Benevento, dispensa su Zenit alcune pillole di saggezza sulla diffusione dell’AIDS nei paesi in via di sviluppo:

Inoltre in ampie regioni dell’Africa e dell’Asia la piaga della propagazione dell’AIDS ha reso quasi obbligatoria l’introduzione del condom, accusando tutti coloro che si oppongono a questa strategia di ledere la salute dell’intera società.

Che strano, eh? Solo perché il virus si trasmette attraverso i rapporti sessuali non protetti, si pretende di colpevolizzare chi si affanna per impedire che quella protezione venga adottata. Davvero inaudito.

Il fallimento di questa scelta è prevedibile. La mentalità contraccettiva porta in sé un disvalore che è contro la vita e non potrebbe essere risolutiva per una problematica così complessa.

Allora, Dottoressa, cerchi di seguirmi perché la cosa è complicatissima, e se non capisce mi fermi pure che ricomincio da capo: dunque, l’HIV si diffonde quando si tromba senza preservativo (ci siamo fin qua? Vuole che ripeta?); usandolo, l’HIV non si può diffondere. Eh, lo so, è una cosa estremamente complessa, ma Lei non demorda e studi, vedrà che prima o poi Le sarà tutto chiaro.

Anzi l’uso diffuso e consigliato di contraccettivi accentua un disordine sociale che ben si presta ad una maggiore diffusione dell’AIDS.

Si capisce, con tutte queste scatoline di condom che circolano in modo incontrollato si crea un disordine che non ti dico, e come niente qualcuno può approfittare di quel casino per avvicinarsi quatto quatto e zac!, attaccarti qualche bacillo mentre nessuno se ne accorge.

La scelta dell’ astinenza prematrimoniale e della fedeltà fanno da battistrada per restituire alla società una ricchezza di valori e riferimenti ormai smarriti nella ricerca della insaziabile soddisfazione sessuale personale.

Caspita, era dai tempi del liceo che non sentivo la parola “insaziabile”: dica la verità, Dottoressa, anche Lei ha una copia personale del mitico “Le voglie insaziabili dell’educanda”, eh?

Tutto questo avviene in una ridondate campagna pubblicitaria di prevenzione dalle malattie infettive e di promozione del ruolo femminile che arriva a risultati inconcludenti.

Infatti, ditemi voi a cosa possa servire fare una campagna di prevenzione delle malattie infettive o promuovere il ruolo della donna: questi sono selvaggi, non ci saremo mica messi in testa che possano davvero capire come stanno le cose, no?

È affidato alla donna il compito di interrompere questa schiavitù, è affidata a lei la difesa della propria dignità che richiede l’intaccabilità del mistero della maternità che mai può essere mercificato.

Ecco, anche ‘ste donne africane, suvvia: se sono schiave sarà ben colpa loro, no? Allora la interrompano, questa schiavitù, e si decidano a difendere la loro dignità; oppure lo ammettano, che in fondo essere schiave piace pure a loro, e la finiscano, una buona volta, di scassare la minchia.
Ma poi non si dica che noi, cristianamente, non ce l’abbiamo messa tutta.

Repetita Zenit

June 15, 2007

Il parrucchiere racconta le novità, mentre dovrebbe solo pettinare. Il giornalista è pieno di spirito, mentre dovrebbe solo raccontare le novità. Sono due tipi che mirano in alto. (Karl Kraus)

Avvertenza: nel caso di specie, scrivere la parola “Spirito” con la esse maiuscola.

Philip K. Dick non sarebbe riuscito a immaginare di meglio, nemmeno nel suo giorno più ispirato; tra l’altro, “Zenit” è un nome grandioso per una rivista di fantascienza.
Che ci stiano facendo un pensierino?