Il comma 28 della finanziaria ha modificato le regole da seguire per la detrazione fiscale degli acquisti di medicinali: in precedenza era sufficiente conservare lo scontrino della farmacia, insieme a un’autocertificazione del contribuente che attestasse la necessità delle spese sostenute per sé o per i propri familiari; dal 1° luglio 2007, invece, sarà necessario che lo scontrino fiscale contenga una descrizione dettagliata dei farmaci acquistati, nonché il codice fiscale del destinatario degli stessi.
Basta chiudere gli occhi un istante per immaginare quanto diventerà complicato acquistare una scatola di Aspirina se si vorrà esercitare l’elementare diritto di detrarre la spesa: sarà necessario portare con sé il codice fiscale e dettarlo al farmacista, o in mancanza comunicargli nome, cognome, luogo e data di nascita per ricostruirlo; il tutto sopportando il disagio delle attese che saranno inevitabilmente più lunghe, e vincendo l’imbarazzo di dover declinare a voce alta, davanti a dei perfetti estranei, i propri dati personali, in un contesto in cui viene trattato il delicato argomento della salute personale (immaginate come si troveranno a loro agio la ragazza che deve acquistare la pillola del giorno dopo o il signore cui è stato prescritto il Viagra?).
In barba, viene da osservare, alla tanto declamata semplificazione e all’altrettanto sbandierata privacy: singolare interpetazione del riformismo, nevvero?

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