Orgia editoriale

April 1, 2008

Solo per precisare che, a modestissimo avviso di chi scrive, se uno tromba vestendosi da nazista, da Diabolik, da marinaio o da Fantomas, quelli sono, e dovrebbero rimanere, cazzi suoi.
Che, sia detto per inciso, tra trombare vestito da nazista ed essere un nazista c’è una gran bella differenza: almeno pari, direi, a quella che corre tra trombare vestito da Batman ed essere Batman.
Che, pertanto, la recente bufera mediatica somministrata ai lettori dai quotidiani di mezzo mondo si colloca ben oltre il limite della decenza.
Lei, e non le orge in costume.

Pronto, Ale?

March 31, 2008

«Pronto, Ale? Sono Barbara».
«Ciao, bellezza, come stai?»
«Bene, grazie, e tu?»
«Diciamo che me la cavo, dai. Che mi racconti?»
«Hai due minuti? Volevo parlarti di una cosa, magari ne tiri fuori un post».
«Spara, sono tutt’orecchi».
«Ecco, ho qua davanti il sito di Zenit…»
«Azz! Non dirmi che hai sgamato una notizia succulenta su Zenit prima di me…»
«Be’, se ancora non hai scritto niente, presumo proprio di sì».
«Si vede che sto invecchiando… Allora, che dicono stavolta?»
«Guarda, roba da restare di sasso. C’è un articolo su Pio XII che grida vendetta».
«Dimmi un po’…»
«Ma niente, ti risparmio la solita tiritera: stavolta basta il titolo».
«Cioè?»
«Cioè dicono che il buon Pacelli fu uno strenuo difensore della vita umana, in quanto si oppose all’aborto con incrollabile dedizione».
«Mmm aspetta, aspetta…»
«Ma dico io, ti rendi conto? Ma come, uno che ha benedetto i gagliardetti dei fascisti, che ha fatto finta di non vedere le deportazioni degli ebrei, un difensore della vita? Io trasecolo, guarda…»
«Barbie? Frena un attimo…»
«Come, frena?»
«Eh sì, frena: mi sa che stavolta i nostri amici hanno ragione».
«Stai scherzando, vero?»
«Per niente. L’avevo letta anch’io, ‘sta cosa, e volevo scriverci un post, ma poi, riflettendoci, ho dovuto rinunciare. Ripeto, hanno ragione loro».
«Questa adesso me la spieghi, eh?»
«Sinteticamente, che vado di corsa. Allora, supponi di metterti nell’ottica di chi ritiene che l’aborto sia un male assoluto, ok?»
«E mettiamoci nell’ottica… Vai avanti».
«Bene. Ora dimmi qual è, a tuo modo di vedere, il metodo più efficace per evitare che le donne abortiscano».
«Mah, la contraccezione, direi…»
«Bingo. E qual è il metodo contraccettivo più sicuro?»
«Be’, il preservativo e la pillola, a quanto ne so…»
«Sbagliato. Il metodo più sicuro è senz’altro la mancata fecondazione: il che equivale a dire, astenersi dal trombare».
«Ah vabbe’, se la metti così…»
«Non è che la metto così: è così».
«E quindi?»
«E quindi, a te pare che uno che viene preso e deportato in un campo di sterminio, nel quale presumibilmente creperà di stenti, oppure soffocato in una camera a gas, o alternativamente giustiziato con un colpo alla nuca dal primo scemo cha passa, abbia la minima fantasia di trombare?»
«Non direi…»
«Ecco. Sono venti milioni di trombanti in meno, vuoi mettere?»
«In effetti…»
«Ora ti saluto che ho un cliente. Bacione».
«Ciao Ale».
«Ah, Barbie?»
«Sì?»
«Ci sarebbero anche i settanta milioni schiattati in guerra, tutti maschi pieni di spermatozoi. Aggiungi pure quelli, già che ci sei…»
«Aho, se vai avanti così finisce che lo fanno santo…»
«Aspetta, e vedrai».

Le modifiche superflue

August 19, 2007

Da Wikipedia:

Il processo all’arcivescovo di Zagabria comincia il 30 settembre 1946, sulla base dell’atto d’accusa firmato dal magistrato Jakov Blazevic. I principali capi d’accusa a carico dell’imputato Alojzije Stepinac sono sei:

  1. il sostegno fornito dall’arcivescovo agli occupanti nazifascisti e la sua collaborazione con la dittatura ustascia dall’aprile 1941 al aprile 1945. Ne sono prova le pubbliche dichiarazioni dell’episcopato in quegli anni, gli scritti della pubblicistica cattolica del periodo, l’attivismo filo ustascia delle varie organizzazioni cattoliche capeggiate dal primate di Croazia, le molte cerimonie religiose officiate in favore del regime (come le messe solenni del 10 aprile di ogni anno per celebrare l’avvento dello Stato indipendente croato);
  2. la diretta responsabilità dell’arcivescovo nell’organizzare e praticare le “conversioni” forzate al cattolicesimo dei serbo-ortodossi di Croazia, Bosnia e Erzegovina, “conversioni” ottenute sotto la minaccia del massacro;
  3. la responsabilità di monsignor Stepinac nel genocidio etnico religioso di serbi, ebrei e rom, in quanto Vicario apostolico militare delle forze armate ustascia, cioè capo di tutti i cappellani che assistevano spiritualmente le milizie assassine;
  4. le responsabilità dell’arcivescovo di Zagabria per non avere mai adottato alcun provvedimento a carico di quella nutrita schiera di religiosi che si sono macchiati di orrendi delitti, partecipando in prima persona ai massacri ustascia;
  5. l’attivismo politico di monsignor Stepinac nell’ultima fase della dittatura di Pavelic per tentare di evitare il crollo del regime ustascia, tentativo culminato con l’occultamento, presso l’arcivescovado di Zagabria, “dell’archivio del ministero degli Esteri dello Stato indipendente croato e della Prefettura presso il Poglavnik”;
  6. il sostegno di monsignor Stepinac all’attività eversiva dei “krizari” e degli ustascia Lisak e Gulin, impegnati clandestinamente a organizzare la riscossa del nazionalismo croato.

Dopo il processo il vescovo Stepinac fu condannato alla perdita della libertà attraverso lavoro forzato per 16 anni e alla perdita di tutti i diritti politici e civili per 5 anni.

Alla luce di questo esempio, non mi meraviglierei se le voci recentemente diffuse fossero effettivamente infondate, e il Vaticano, in realtà, non avesse modificato alcuna voce su Wikipedia: il vescovo Alojzije Stepinac è stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II nel 1998, nonostante i crimini commessi e in barba al fatto che quei crimini fossero di dominio pubblico.
Il Vaticano, evidentemente, non ha interesse a modificare quello che c’è scritto su internet: cancella direttamente la storia e risolve il problema alla radice.
Converrete con me che si tratta di un metodo più efficace.

Per vedere

June 16, 2007

Per vedere cosa c’è sotto il proprio naso occorre un grande sforzo. (George Orwell)

Nazismo di scorta

June 15, 2007

Che dite, iniziamo a preparare almeno 25.000 auto di scorta? Oppure si deve ritenere che questa scritta sia meno minacciosa di altre?

Piatti nazisti

May 30, 2007

Oggi che ho un po’ di tempo (si fa per dire, avrei le relazioni di fine anno da fare, ma mi manca la voglia) mi sono fatta un giretto per la blogosfera, e, capitata dal mio adorato Markino, ho visto la segnalazione di questo ameno sito. Ma, signori miei, è una meraviglia. Diciamocelo, chi, nella vita, non ha mai sognato di comprarsi un bel servizio di piatti del Terzo Reicht, o una meravigliosa medaglia con l’aquila, o una edizione del Mein Kampf da mettere in libreria, lì, vicino alla foto del matrimonio di zia Peppina? La svastica, si sa, va su tutto, è trés chic: persino Coco Chanel, inizialmente, voleva usarla come logo, ma il furbo Adolf la battè sul tempo, perché è risaputo che i Nazisti ne han sempre saputo una più del diavolo, tanto è vero che di fronte ad Auschwitz anche Satana in persona ha ammesso: “E io mona che mi dedicavo al massimo alle mele!”

Il gestore del sito, anima bella, quando ha letto che Markino gli dava dello stronzo, si è offeso. Lo chiarisce infatti fin dalla home page del suo blog, così sobriamente elegante (solo due bandiere naziste e due foto di Hitler, più un piccolo gift sempre di zio Adolf, che arringa la folla e, a dire il vero, sarà perché va a ciclo continuo, sarà perché manca il sonoro, sembra persino più tarantolato di Chaplin quando lo piglia per i fondelli), che questo non è un sito politico:

Questo Bolg parla di Nazismo in chiave storica, in relazione sopratutto a cimeli, pubblicazioni e oggettistica, NON FA PROPAGANDA POLITICA, anche se accenna a dei riferimenti di carattere storico culturale e sociale*

*ndr: gli errori di digitazione sono nell’originale, e anche i maiuscoli, ecchediamine, per la correttezza dell’informazione non mi permetterei mai di emendare!

Mi verrebbe da chiedere cosa vorrà mai dire che il sito parla del Nazismo in chiave storica. Da storica, visto che è stato per un certo periodo il mio mestiere, parlare di una cosa in chiave storica significa avere appunto un approccio critico ad un fenomeno del passato. Insomma, proporne una lettura sulla base di testimonianze raccolte, selezionate e verificate. Qui, oltre alle foto dei piatti di Hitler, ci sono una serie di link, uno dei quali porta al testo in pdf del Mein Kampf; l’altro ad un sito chiamato Triangolo Viola, che, da quello che capisco, tratta del massacro dei Testimoni di Geova sotto il regime nazista. Un altro link ad un terzo sito, chiamato MyMilitaria, che in home page mette questo bell’avviso:

I visitatori e clienti del sito mymilitaria.it dichiarano di essere interessati alla visione, all’acquisto o alla vendita di oggetti storici o militari, specialmente quelli del periodo fascista o nazista, solo per collezione, scopi educativi, di protezione contro frodi o atti illegali e per ricerche scientifiche o storiche garantendo che non verranno usati in alcun modo per scopi di propaganda. Tutti gli acquirenti, i potenziali venditori o i venditori di tali oggetti confermano di non aver alcuna intenzione di commettere un’azione in qualche modo punibile dalla legge italiana. Tutti gli oggetti presenti sul sito sono presentati e offerti solo a queste condizioni. I visitatori del sito dichiarano espressamente di accettare queste condizioni al momento di entrare nelle pagine seguenti del sito.

Che sembra tanto, scusatemi se sono prevenuta, una excusatio non petita, ma io sono notoriamente cattiva. Insomma, che dire, per carità: io voglio credere alla assoluta buona fede del fondatore del blog. Come dice lui, non è certamente un nazista: è solo un appassionato collezionista che ama avere attorno a sé preziosi piattini con lo stemma di Hitler, e gode nel sapere che provengono dal bunker in cui il buon Adolf si fece saltare le cervella.

Non uno stronzo, via. Ha solo un pessimo gusto in fatto di stoviglie.