Perifrasi clericali

April 24, 2007

Secondo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, l’aborto, l’eutanasia, la ricerca scientifica sugli embrioni e la pillola RU486 costituiscono espressioni di un terrorismo che «viene subdolamente propagandato dai mezzi di comunicazione, manipolando ad arte il linguaggio con espressioni che nascondono la tragica realtà dei fatti».

Amato, in buona sostanza, auspica che le cose vengano chiamate con il loro nome, per evitare che dei veri e propri atti criminali non vengano riconosciuti in quanto tali a causa delle infide circonlocuzioni utilizzate dai media per descriverli.

L’idea mi piace, e per dimostrare pubblicamente la mia adesione all’iniziativa chiarificatrice propongo di provvedere immediatamente alle seguenti sostituzioni:

  • “omofobia” al posto di “difesa della famiglia naturale”;

  • “maschilismo” al posto di “sacralizzazione del corpo femminile”;

  • “tortura” al posto di “tutela della vita fino al suo termine naturale”;

  • “genocidio”(*) al posto di “castità quale unico rimedio per sconfiggere l’AIDS”;

  • “sadomasochismo” al posto di “il cilicio è una pratica che appartiene alla cultura cristiana”.

Ha altre sostituzioni da suggerire, Arcivescovo?


(*) Originariamente il post recitava “omicidio”: l’ho corretto dopo la pertinente osservazione di Alessandro Gwis nei commenti.

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