L’Italia è in crisi e, nella sua infinita bontà e misericordia, Monsignor Bagnasco ha ritenuto opportuno non soltanto avvertirci magnanimamente del pericolo ma anche spendere tempo ed energie per illustrarne i dettagli e le possibili soluzioni:

I comportamenti apertamente anti-sociali non sono che la punta dell’iceberg. “Pare illusorio – afferma infatti il presule – sperare in un improvviso quanto miracolistico rinsavimento morale, se al punto in cui ci troviamo non avviene una ricentratura profonda, da parte dei singoli soggetti e degli organismi sociali, sul senso e sulla ragione dello stare insieme come comunità di destini e di intenti. E se, grazie anche al contributo della religione e alla considerazione ad essa riservata, non acquisteranno una evidenza nuova e una credibilità proporzionata i valori essenziali per una convivenza”.

La risposta è la religione. Cattolica e Romana, ovviamente.
Già, la religione

Anche il Vescovo ausiliare di Firenze, Claudio Maniago, chiamato in causa da alcuni testimoni tra cui due sacerdoti e due dipendenti civili della Curia stessa, è finito nel tritacarne dei sospetti, dei veleni, delle accuse indicibili che stanno destabilizzando la Chiesa fiorentina, e che ha visto già una testa cadere, quella di don Lelio Cantini, ex parroco della chiesa «Regina della Pace», indagato – insieme alla sua perpetua «veggente», Rosanna Saveri – dalla Procura di Firenze per violenze sessuali, psicologiche e plagio.

Bagnasco ha ragione.
Siamo una manica di dilettanti, dovremmo piegare la testolina e imparare dai maestri.

(Leilani, intrusa su invito)

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