Vox populi (libertatum)

January 16, 2008

Michela Vittoria Brambilla sul Giornale:

«Il Papa non ha rinunciato: è stato costretto a rinunciare. Lo sanno tutti che il ministero degli Interni non aveva garantito il tranquillo svolgimento della giornata».

Ansa, Roma, 15 gennaio 2008:

«La sicurezza per la visita del Papa alla Sapienza “sarebbe stata garantita al mille per cento”, assicura il ministro dell’Interno Amato.”Sono certo che l’annullamento non è una questione di sicurezza, garantita con un dispositivo di assoluta garanzia”, spiega, “come già successo per Bush”».

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Sanzione extraconiugale

September 27, 2007

Ora, converrete con me sul fatto che la sanzione proposta da Amato non consiste nella multa in sé e per sé, ma piuttosto nel fatto che quella multa venga recapitata a casa del contravventore; il che, in altri termini, si può sintetizzare così: se vai a puttane io lo dico a tua moglie, così quella ti fa un mazzo tanto e ti fa passare la voglia.
Ebbene, a parte il fatto che l’idea mi pare ridicola di suo, non posso fare a meno di rilevare che tra i clienti delle prostitute ci sono anche numerosi uomini che vivono soli, per i quali, evidentemente, l’ingegnosa penalità non avrebbe alcun effetto.
Il Dottor Sottile, insomma, sta proponendo una vera e propria sanzione amministrativa per il reato di adulterio.
Si attendono provvedimenti contro la sodomia, la masturbazione e le polluzioni notturne.

Idiozia concentrata

July 11, 2007

Sono per la dispersione della stupidità. Non va bene che si concentri per intere settimane in un punto solo. (Karl Kraus)

Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. Ma c’è una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario. Dobbiamo uscire da questa tradizione. (Giuliano Amato)

Il flipper di Amato

July 11, 2007

Giuliano Amato durante una conferenza stampa alla Prefettura di Napoli:

«Se nessuno consumasse droga, nessuno avrebbe interesse a venderla».

Ora, vorrei evitare di ricordare banalmente che se mio nonno avesse cinque palle sarebbe un flipper. Avete qualche variante da proporre?

Off the road

June 9, 2007

Dal Corriere.it di ieri:

Giuliano Amato: «Toglierò le prostitute dalle strade. E non sono un illuso».

Dal Corriere.it di oggi:

Ma riuscire a uscire dal giro è sempre più difficile: il racket della prostituzione al chiuso si sta allargando, diminuiscono quindi per le donne straniere le possibilità di entrare in contatto con altre persone a parte clienti e sfruttatori.

Mi punge vaghezza, Ministro, che qualcuno abbia già avuto la sua stessa idea…

Moralismo Sottile

June 7, 2007

Il Ministro dell’Interno Giuliano amato risponde ai lettori del Corriere della Sera:

Ministro, abito poco fuori Roma. La sera per tornare a casa devo fare un lungo tratto di Tiburtina con il triste spettacolo di donne che si vendono più o meno svestite. E’ possibile che la Polizia non riesca a fare nulla contro questo sconcio? (Pietro da Roma).
Ha ragione, ho esattamente lo stesso sentimento.

Anche lei, quindi, ritiene che il problema della prostituzione consista nel fastidio di dover assistere a uno spettacolo “sconcio”? Le spiace, Ministro, se sottolineo che non mi pare un gran bel sentimento?

Sto proponendo da settimane (ma non vedo grandi echi positivi) di seguire l’esempio svedese e proibire la prostituzione in strada, in modo da consentire alla nostra polizia di intervenire.

E dopo aver eliminato la prostituzione dalla strada, di grazia, dove si pensa che essa verrà esercitata? Magari in appositi locali privati messi gentilmente a disposizione dalla criminalità organizzata? Certo, non c’è che dire, la vicenda sarebbe più discreta, e forse si potrebbe smettere del tutto di pensarci. Del resto, come si dice, occhio non vede…

Mi si dice: “Ma tu ti illudi di eliminare la prostituzione?” Io non ho scritto “giocondo sulla fronte”.

Il punto, Ministro, è un altro: quello che andrebbe eliminato è lo sfruttamento della prostituzione, che configura una vera e propria situazione di schiavitù; quanto alla prostituzione in sé e per sé, una volta eliminato il problema dello sfruttamento, avere il desiderio di eliminarla sarebbe un’intollerabile ingerenza nella libertà di chi intende esercitarla e di chi ritiene di usufruirne.

Significa che ci sarebbe un reato del quale sarebbe partecipe anche quel porcaccione che è il cliente della prostituta.

Chiariamo un punto: attualmente i clienti delle prostitute sono complici di un reato ben più grave del turbamento al comune senso del pudore, poiché si rendono conniventi ai criminali che le sfruttano; il fatto che siano “porcaccioni”, invece, è una circostanza che al Ministro non dovrebbe interessare, giacché, fin quando ci si mantiene nei limiti della legalità, ciascuno è libero di essere “porcaccione” quanto gli pare a piace, senza che altri si permettano di esprimere giudizi non richiesti.
Forse sarebbe il caso, Ministro, che anziché prodursi in discutibili prove di moralismo Ella si decidesse ad affrontare e sconfiggere la piaga dello sfruttamento: cosa che, a mio modo di vedere, è impossibile senza prendere in considerazione l’ipotesi di una seria legalizzazione della materia.
Il resto, mi perdoni, è aria fritta.

Idiozia danzante

March 16, 2007

Dal Corriere.it:

«Il Governo e le associazioni di categoria (tra le quali l’Assointrattenimento) hanno firmato un codice etico di autoregolamentazione per individuare all’ingresso delle discoteche chi sia il guidatore, per il quale saranno vietati gli alcolici».

Ora, io non sono un grande esperto di discoteche, ma da quanto mi sembra di capire le cose dovrebbero andare più o meno così:

  1. l’allegra brigata di giovani si avvicina all’entrata della discoteca (l’avete presente, la bolgia che c’è all’entrata di una discoteca alle due di notte?);

  2. a un certo punto uno del gruppo dichiara al tipo che sorveglia l’ingresso (l’avete presente, il tipo che sorveglia l’ingresso?) di essersi assunto l’incarico di guidare, e quindi l’obbligo di rinunciare agli alcolici;

  3. il tipo che sorveglia la discoteca comunica (come? andandoci di persona? mandando un fax? una e-mail?) al bar (o ai bar? a volte ce ne sono sette o otto) della discoteca le generalità (o il codice fiscale? o l’identikit? oppure la scansione della retina?) del dichiarante cui, per quella sera, non potranno essere serviti che gazzosa e cocktail analcolici;

  4. i ragazzi del bar (l’avete presente, il bar di una discoteca nel cuore della notte?) controllano (confrontando con una foto segnaletica? chiedendo un documento?), ogni qual volta un tizio si presenta a chiedere loro un gin tonic, che costui non sia compreso nella lista nera, nel qual caso provvedono a servirgli una bevanda alternativa, nonostante le rimostranze che costui dovesse manifestare.

Detto questo (che sarebbe già di per sé abbastanza grottesco) chi impedisce, all’uscita della discoteca o anche mezzo chilometro dopo, che il più ubriaco della combriccola si metta al volante?

Ma fatemi il piacere…