Morte proibizionista

May 17, 2007

La vicenda del ragazzo di Milano morto dopo aver fumato uno spinello andrà ovviamente verificata dopo i risultati dell’autopsia e delle analisi tossicologiche; la notizia, tuttavia, offre comunque qualche spunto di riflessione, alla luce di quanto dichiarato nella circostanza dal medico legale, professor Franco Lodi:

«Di casi del genere non abbiamo precedenti. Però sappiamo che in questo periodo gira per la città droga tagliata in tutti i modi. E non si può escludere che nella sostanza utilizzata dal giovane potessero esserci altre componenti, dalla cocaina all’ecstasy».

Com’è possibile, mi chiedo, non comprendere che la situazione prospettata dal coroner non è figlia della cosiddetta “cultura della legalizzazione”, come i soliti illustri commentatori avranno modo di blaterare coralmente, ma del suo esatto opposto, cioè del proibizionismo?
Il Giornale, raccontando la stessa vicenda, chiude l’articolo così:

«Nelle pagine del suo diario, sequestrato ieri dai carabinieri, il quindicenne aveva riportato un verso di Mr Baba, rapper italiano, voce underground delle periferie milanesi. Un invito al fumo libero».

Invito, purtroppo, sistematicamente e ipocritamente disatteso.

Se il fumo fosse libero (e legale) il ragazzo di Milano sarebbe ancora vivo.

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