Impegnatevi

February 21, 2008

Secondo il rapporto della Commissione Europea del 3 aprile 2003 (Rapporto Busquin), così come secondo il Rapporto della Commissione Dulbecco sulle Cellule Staminali voluta dall’allora Ministro della Salute Umberto Veronesi, il settore delle cellule staminali è uno dei più promettenti nel campo delle biotecnologie, e potrebbe condurre a importantissimi risultati nella cura delle malattie cardiovascolari, delle patologie del sistema nervoso, del diabete e di altre malattie rare.
Secondo le stime più attendibili, in Italia dovrebbero esserci circa 200.000 embrioni congelati prima del 2004: la legge 40 da un lato impedisce di impiantarli, e dall’altro proibisce che vengano utilizzati per la ricerca scientifica, col risultato che quegli embrioni resteranno a marcire nei congelatori finché putrefazione non intervenga.
Posto che ciascuno è libero di avere le proprie opinioni, e di perseguirle nel modo che ritiene più opportuno, sarebbe auspicabile adoperare quel minimo di coerenza che ai paladini della vita, sia pure in altre circostanze, sembra mancare: a voi risulta, tanto per fare un esempio, che questi illustri difensori dei valori cattolici, tra i quali la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo una donna, si astengano dal divorziare allorché ne avvertano il bisogno? A me, onestamente, pare di no.
Orbene, supponiamo (com’è ragionevole supporre) che la ricerca sugli embrioni, magari quella effettuata all’estero, produca nel prossimo futuro terapie e farmaci utili a guarire determinate malattie: secondo voi i fanatici che si sono stracciati le vesti per proibire quella ricerca in Italia, ove si trovassero nella necessità di assumere quei farmaci o di utilizzare quelle terapie, avrebbero la coerenza di astenersene? Oppure, come me, siete convinti che se ne strafotterebbero, ingoierebbero le pillole e si curerebbero, utilizzando per primi i risultati di ciò che fino al giorno prima si sono sgolati per impedire?
Io, da parte mia, una proposta l’avrei: perché non dichiarano, questi stinchi di santo, che nel futuro non utilizzeranno mai gli eventuali rimedi che dovessero scaturire, direttamente o indirettamente, dalla ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali?
Perché non lo fanno pubblicamente, magari convocando una conferenza stampa, mettendo il loro impegno per iscritto e consegnandolo a un notaio che si renda garante del suo adempimento?
Domandare è lecito, si dice, e rispondere è cortesia: proviamo a chiederglielo, e vediamo se saranno così cortesi da risponderci.
D’altronde, si tratta di una questione di valori.
O sbaglio?

Comics

October 10, 2007

a comic strip!

Le chimere segrete

September 7, 2007

Sarete tutti informati delle roventi polemiche che sono infuriate dopo la decisione del governo britannico di autorizzare la produzione di embrioni ibridi per la ricerca scientifica.
Il vero scoop, però, è che le cosiddette “chimere”, in realtà, erano state già prodotte anche in Italia: Metilparaben, a rischio della propria vita, si è introdotto nel laboratorio segreto nel quale quegli esseri sono nascosti, li ha filmati e ora li mette a disposizione dei propri lettori sul blog.
Debbo avvertirvi che la visione dei filmati che seguono è sconsigliata alle persone facilmente impressionabili, ai bambini e ai cardiopatici: siete stati avvertiti, proseguite a vostro rischio e pericolo.

LA CHIMERA FASSETTI
Fu il primo esperimento, derivante dalla necessità di coniugare il costituendo Partito Democratico con le istanze integraliste espresse dall’ala cattolica della coalizione. E’ una creatura introversa, dedita all’automortificazione e apparentemente mite. Attenzione, però: al momento opportuno sa trasformarsi in una belva senza pietà.

LA CHIMERA SELVOLONTE’
La nascita di questa creatura segnò il primo, evidente insuccesso degli esperimenti: non era neanche nata che iniziò a blaterare cose senza senso, tanto che si fu costretti a portarla d’urgenza in televisione con un’ambulanza. Le sue condizioni sono tuttora drammatiche: sragiona e lancia anatemi su chiunque le si avvicini.

LA CHIMERA GIOVAROLI
Fu la prima chimera ad essere prodotta per scopi bellici: ferocissima e completamente priva di intelligenza, viene tenuta legata al muro con un collare d’acciaio e sedata continuamente. Ha gli occhi costantemente iniettati di sangue, le vene del collo gonfie, i muscoli sempre pronti al combattimento. Fate attenzione, quando vi avvicinate: ringhia, sbava e balbetta parole confuse.


Catechesi clinica

July 3, 2007

Ieri segnalavo sul blog l’esternazione della dottoressa Claudia Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, secondo la quale sarebbe immorale prelevare attraverso la masturbazione gli spermatozoi necessari per effettuare alcuni esami diagnostici. Nel suo intervento la dottoressa faceva presente che per l’estrazione del seme esistono tecniche alternative alla stimolazione sessuale, ugualmente efficaci ma, a suo dire, eticamente più accettabili.
Siccome ho il brutto vizio di documentarmi, ieri sera ho raccolto qualche informazione sulle metodologie in questione, e oggi ve ne do brevemente conto.
In premessa, è bene sottolineare che tecniche di prelievo del seme alternative alla masturbazione sono state effettivamente messe a punto: non, tuttavia, per fare in modo che il paziente eviti di cadere nel peccato, ma perché alcuni individui sono affetti dalla cosiddetta azoospermia, consistente nella completa assenza di spermatozoi nell’eiaculato: per costoro, quindi, ottenere attraverso metodi “tradizionali” il campione di seme necessario agli esami diagnostici sarebbe assolutamente impossibile.
Detto questo, le tecniche di prelievo del seme citate dalla dottoressa Navarini sono essenzialmente quattro.

  1. MESA (Microsurgical Epididymal Sperm Aspiration): deve essere effettuata sotto anestesia generale o locale, e consiste in una microincisione a livello della sierosa epididimale, nell’individuazione di un tubulo sufficientemente dilatato, nella sua successiva apertura e, infine, nell’aspirazione degli spermatozoi presenti all’interno mediante un apposito capillare di vetro a punta smussa.

  2. PESA (Percutaneous Epididymal Sperm Aspiration): deve essere eseguita in anestesia locale, e prevede l’immobilizzazione del testicolo e il successivo prelievo, mediante l’inserimento di un ago, del contenuto epididimale, ripetuto fino alla comparsa di spermatozoi.

  3. TESE (Testicular Sperm Extraction): dopo aver effettuato un’anestesia locale a livello del funicolo spermatico, il testicolo viene ruotato fino a posizionare l’epididimo ed il vaso deferente posteriormente, e successivamente viene effettuata una biopsia testicolare a carico della porzione mediale o laterale del polo superiore del testicolo, incidendo il parenchima testicolare e ponendo il materiale prelevato su terreno di coltura: qualora dall’esame non si riscontri la presenza di spermatozoi in numero sufficiente, è necessario ripetere il prelievo in un punto diverso del testicolo.

  4. TESA/FNA (Testicular Percutaneous Sperm Aspiration/Fine Neddle Aspiration): deve essere eseguita sotto anestesia generale o locale, e prevede l’immobilizzazione del testicolo ed il successivo prelievo degli spermatozoi mediante un ago collegato ad una siringa, contenente a sua volta terreno di coltura; l’ago viene poi orientato in diverse direzioni in modo da prelevare spermatozoi da differenti tubuli seminiferi, e il materiale aspirato viene osservato al microscopio per verificare la presenza degli spermatozoi; il prelievo deve essere ripetuto fino ad avere un adeguato numero di spermatozoi.

Tutto questo, si ripete, viene suggerito dalla dottoressa Navarini non nei casi in cui una disfunzione impedisca di reperire spermatozoi nello sperma eiaculato, ma semplicemente per evitare che il paziente possa macchiarsi del peccato di farsi una pippa.
Io, ve lo confesso, di questa gente ho paura: non per il loro integralismo in sé e per sé, ma perché costoro partecipano in modo determinante ai processi legislativi del nostro paese e impediscono alle persone di curarsi in modo normale, sacrificando qualsiasi considerazione scientifica e medica a elementi di tipo strettamente confessionale.
Sarebbe il caso di fermarsi giusto un attimo a riflettere su quello che è successo con l’approvazione della Legge 40, che ha demolito la fecondazione assistita e la ricerca scientifica utile a migliaia di malati; su quello che sta accadento in questi giorni, nella discussione del disegno di legge sul testamento biologico: su quello che, inevitabilmente, succederà sempre più spesso, se non ci si dà una svegliata e non si comprende che costoro, con i loro precetti da fondamentalisti della peggiore risma, ostacolano il libero sviluppo della ricerca scientifica, e quindi impediscono alle persone di curarsi.
Io non sono omosessuale, non ho problemi di fertilità, non ho contratto (fino ad oggi) malattie per le quali mi tocchi sperare nei progressi della ricerca: però, ve lo dico sinceramente, ho paura lo stesso.
Perché se andiamo avanti così sono certo che prima o poi, in qualche modo, toccherà anche a me e alle persone a cui voglio bene.
Voi che ne dite, sto esagerando?

Confronto clericale

June 12, 2007

L’assurdo è essenzialmente un divorzio, che non consiste nell’uno o nell’altro degli elementi comparati, ma nasce dal loro confronto. (Albert Camus)

  1. La Chiesa incoraggia la ricerca scientifica, afferma il Papa. (Zenit, 11 giugno 2007)

  2. Nel 2005, in occasione dei referendum abrogativi della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita e la ricerca scientifica sulle cellule staminali, Ruini si fece portavoce dell’istanza ufficiale della CEI invitando i cattolici a non presentarsi alle urne con lo scopo di non raggiungere il quorum del 50%, in difesa del diritto alla vita. (Wikipedia)

Appunti coscioniani

June 9, 2007

Stamattina sono stato colto dall’irrefrenabile impulso di fare un punto della situazione: gli appunti che ne sono scaturiti, oltre a influire negativamente sul mio umore, mi hanno viepiù convinto che questo è uno di quei momenti in cui mollare la presa significherebbe essere polverizzati.

Esortando anche voi a tenere duro, ve li giro così come sono.

UNIONI CIVILI
Il disegno di legge sui Di.Co., già clamorosamente al ribasso rispetto alle aspettative, è stato spedito ad ammuffire in Parlamento; nel frattempo, tra Family Day, insulti vari ai gay, strampalate teorie sulla riabilitazione degli omosessuali e patetiche sceneggiate vittimistiche, il fronte clericale guadagna terreno di ora in ora.

SCELTE DI FINE VITA
La relatrice del provvedimento sul testamento biologico in Commissione Sanità non si assume la responsabilità di scegliere un testo base; nel frattempo Mario Riccio, il medico che ha aiutato Piergiorgio Welby ad esercitare il proprio diritto alla sospensione della terapia cui era sottoposto, viene rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio del consenziente, e l’analoga richiesta di Giovanni Nuvoli, malato in fase avanzata di sclerosi laterale amiotrofica, viene accolta dalla cagnara dei soliti anatemi integralisti.

FECONDAZIONE ASSISTITA
Cominciano ad emergere i prevedibili risultati dell’entrata in vigore della Legge 40: si moltiplica il fenomeno dell’emigrazione riproduttiva, mentre le coppie sterili senza possibilità economiche sono costrette a rinunciare al diritto di proceare; gli embrioni soprannumerari continuano a marcire nei congelatori, nonostante gli autorevoli appelli di gran parte della comunità scientifica.

ABORTO
I Centri Aiuto alla Vita hanno piantato saldamente le radici in molti ospedali italiani, pregiudicando gravemente la corretta applicazione della 194, mentre in alcune regioni l’elevatissima percentuale di obiettori di coscienza rende praticamente impossibile interrompere una gravidanza; a Milano è ormai andato a regime il macabro rituale della sepoltura dei feti (con tanto di cimitero e modulistica da far firmare alle pazienti), a Genova l’ospedale diretto dal Presidente della CEI smette di effettuare le IVG, e i fondamentalisti si producono in grottesche acrobazie pesudo-scientifiche per impedire l’utilizzo della pillola RU486.
Quanto alla contraccezione, la possibilità di utilizzare pillola del giorno dopo, che taluni si ostinano a demonizzare spacciandola per un farmaco abortivo, sconta l’effetto dell’obiezione di coscienza da parte dei farmacisti; rimangono ferme le posizioni del Vaticano sull’utilizzo del preservativo.

VARIE ED EVENTUALI
Un gruppo di medici del Policlinico Gemelli di Roma cerca di impedire che le minorenni vengano vaccinate contro il virus HPV, trasmissibile attraverso i rapporti sessuali e responsabile del 99% dei casi di tumore al collo dell’utero, affermando che la vaccinazione indurrebbe le adolescenti a porre in essere comportamenti immorali.
L’ipotesi che il servizio sanitario pubblico rimborsi le spese per il cambio di sesso viene accolto da una salve di esternazioni omofobe e intolleranti, mentre la cultura clericale riduce il problema dell’identità sessuale a una contrapposizione tra diritto naturale e torbida licenza del singolo.

Voi che ne dite: c’è da fare, o no?

Si dà il caso che

May 30, 2007

Si dà il caso che una donna incinta all’ottavo mese venga trovata uccisa nella propria abitazione, e che l’omicidio venga unanimemente ritenuto il drammatico esito di una rapina.
Si dà il caso che una illustre editorialista dell’Avvenire scriva un articolo in cui imputa la responsabilità dell’efferato delitto, oltre che al suo materiale esecutore, al laicismo dilagante, per colpa del quale, a suo dire, il valore della vita umana è andato via via diminuendo nella considerazione generale.
Si dà il caso che l’ineffabile commentatrice, nelle conclusioni dell’articolo in questione, contrapponga quella disumana indifferenza, che si concretizza quotidianamente nel sostegno ad analoghi attentati contro la vita quali l’aborto, la pillola del giorno dopo, l’eutanasia, la ricerca scientifica sugli embrioni, alla letizia e alla fecondità della famiglia naturale, simbolo di serenità e amore, affermando che a quest’ultima, la famiglia, andrebbero destinate cura e attenzione, anziché ai diabolici argomenti dei relativisti, che minano le fondamenta della collettività.
Si dà il caso che il giorno dopo, per l’omicidio della donna, venga arrestato il marito.
Si dà il caso che io attenda con viva curiosità un cenno qualsiasi da parte della illustre editorialista.
Tanto per vedere, adesso, come la mette.

Marina Corradi su Avvenire di ieri:

«Dopo l’omicidio Raciti allo stadio di Catania, compiuto – senza una ragione – da adolescenti, un intellettuale laico di quella città, Pietro Barcellona, ha detto: si gioca con la morte, quando la vita vale niente. Il dubbio è proprio questo. Che si uccida per pochi soldi o per dei rancori banali, che non si riconosca più, nella furia, un bambino, o il ventre colmo di vita di una madre, che continui a succedere, davvero è un caso, o il segno eclatante di una smemoratezza, di una crescente indifferenza sul valore assoluto di ogni vita? Forse è tempo di chiederselo, davanti a quella casetta col prato ben rasato violata, a quella giovane madre uccisa a botte. Erano in due. Sarebbe stata una bambina».

Dal volume «365 delitti: uno al giorno», Riva & Viganò, edito da Baldini & Castoldi:

  • 4 settembre 1910, Pellaro (RC): esponenti non identificati dell’organizzazione “Mano Nera”, per vendicare una delazione, uccidono a coltellate Giuseppe Ruvolino, la moglie Giuseppa Manara, nonché i loro sei figli di anni 14, 11, 10, 8, di mesi 10 e di mesi 4.

  • 20 novembre 1945, Villarbasse (TO): Giovanni D’Ignoti, Giovanni Puleo e Francesco La Barbera, a scopo di rapina, uccidono a bastonate Massimo Gianoli, avvocato, Antonio Ferrero, fittavolo, e sua moglie Anna Varetto, Teresa Delfino, domestica, Fiorina Maffiotto e Rosa Martinoli, donne delle pulizie, e i rispettivi mariti Gregorio Doleatto e Domenico Rosso, Renato Morra, agricoltore, e Marcello Gastaldi, Garzone.

  • 29 novembre 1946, Milano: Caterina Fort , commessa di pasticceria, massacra a colpi di spranga la moglie del suo amante, Franca Pappalardo, di anni 40, nonché suoi figli Giovanni, di anni 7, Giuseppina, di anni 5, e Antonio, di mesi 10.

L’elenco potrebbe continuare, ma non ho il tempo, né la voglia, di allungarlo: mi limito a segnalare a Marina Corradi che nel 1910, nel 1945 e nel 1946 l’aborto era considerato un reato, il testamento biologico non era che una locuzione senza significato, e la sperimentazione sugli embrioni era fantascienza allo stato puro.
Così, tanto per riflettere sulle cause dell’indifferenza al valore della vita.

Marina Corradi su Avvenire:

«L’idea di alterare le cellule che originano un uomo non piace alla gente semplice. Che avverte istintivamente il sapore, in queste manipolazioni, di un limite trasgredito; del gioco pericoloso di una scienza che non riconosce legge, al di fuori di quella di ciò che chiama progresso».

Tra i tanti aspetti che mi lasciano in bocca un sapore amaro come il fiele, uno mi risulta particolarmente indigesto: allorché la ricerca scientifica, nonostante l’inerzia ottusa e bigotta da cui viene quotidianamente rallentata, metterà a punto terapie e cure per le malattie che affliggono milioni di persone in tutto il mondo, la Corradi e i suoi (molti) sodali non mancheranno, ove sia loro utile, di ricorrervi.
Sarebbe coerente, invece, che costoro dichiarassero pubblicamente, e subito, il loro impegno a non avvalersi mai di quei rimedi.
Neanche in un futuro tanto remoto da rendere sbiadito, e quindi incerto, il ricordo dell’impeto fondamentalista con cui sputarono nel piatto dove mangiano.

Quarto tempo

May 16, 2007

Il Corriere di oggi ospita un istruttivo duetto tra due illustri esponenti della Margherita.
Inizia Enzo Carra, che riflette sul referendum per l’abogazione della Legge 40:

«Quella consultazione ha segnato uno spartiacque, e il Family Day non è stato che il secondo tempo dello stesso match».

Gli fa eco Luigi Bobba, che si occupa invece del disegno di legge sul testamento biologico:

«Mi auguro che si proceda con cautela e gradualità. Non vedo perché si dovrebbe correre… E vorrei si facesse un’attenta riflessione su quanto è accaduto a piazza San Giovanni, se non si vuole lasciare quella piazza alla destra».

La sequenza, mi pare, è tanto evidente quanto impressionante:

  • nel primo tempo ha avuto luogo la mortificazione della salute riproduttiva e l’affossamento della ricerca scientifica;

  • nel secondo tempo è andata in scena la discriminazione di migliaia di persone sulla base delle loro preferenze sessuali;

  • il terzo tempo, che a quanto pare è appena iniziato, prevede un imponente contrattacco sul fronte delle scelte di fine vita.

E’ impossibile non domandarsi quanto sia destinato a durare, questo film, e cosa ci si aspetta che accada nei tempi successivi: io sono disposto a scommettere che il quarto avrà come argomento l’abrogazione della legge sull’aborto.

Che dite, ne vogliamo parlare un attimo, prima che ci proibiscano di fare anche quello?