Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita:

«La mentalità contraccettiva non è alternativa, ma propedeutica all’aborto».

E il bello è che non sono ancora manco le dieci.
Buongiorno.

Mina

January 15, 2008

Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, durante il dibattito «Diritto di vivere, diritto di morire», Firenze:

«Quanto si fa concretamente per i malati che vivono certe situazioni? In 25 anni, nella mia professione di medico, non ho mai sentito un paziente che, adeguatamente assistito, mi chiedesse di applicare il suo diritto a morire. I mezzi di comunicazione enfatizzano alcuni casi e spesso la strumentalizazione politica fa perdere di vista il concetto del “prendersi cura di”».

Al seminario era presente anche Mina Welby; conoscendola, avrà ascoltato con il solito sguardo attento e mai meno che gentile questo tizio, mentre blaterava che suo marito voleva morire perché non era assistito come si deve; avrà aspettato tranquilla che toccasse a lei e avrà fatto il suo intervento, con un sorriso sereno sulle labbra; alla fine del dibattito lo avrà salutato pacatamente e se ne sarà andata, con la grazia minuta con cui l’ho vista andarsene tante altre volte.
Mi dica la verità, Presidente: che altro ci vuole, a un uomo, per sprofondare dalla vergogna?

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(Paul Simon, Kathy’s Song, da Sound of Silence, 1966)

Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, su Zenit:

«La legge 194 fu varata sotto la pressione del terrorismo».

In sostanza, una cosa del tipo:

«Compagni, la contraddizione fondamentale è oggi quella che oppone la classe operaia e il movimento rivoluzionario al fascio delle forze oscure embrionali della controrivoluzione. Queste forze, sin dal momento del concepimento, tramano per realizzare una rottura istituzionale e cioè una riforma costituzionale prenatale di stampo neogollista. Compagni, entriamo in una fase nuova della guerra di classe, fase in cui il compito principale delle forze rivoluzionarie è quello di rompere l’accerchiamento delle lotte operaie estendendo la resistenza e l’iniziativa armata a coloro che, una volta venuti al mondo, diverranno gli uomini della controrivoluzione imperialista. La classe operaia conquisterà il potere solo con la lotta armata contro gli embrioni delle multinazionali! Contro il neogollismo fetale portare l’attacco al cuore dello stato!»

Debbo ammetterlo: si può dire tutto, del Movimento per la Vita, tranne che non stimoli la fantasia.

Sismologia clericale

September 3, 2007

Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita:

Come non si sarebbe potuto chiedere a Martin Luther King di sfumare l’affermazione che i neri non sono uguali ai bianchi, così non si può chiedere a noi di accettare l’idea che i bambini non nati siano meno esseri umani di altri.

Martin Luther King è seppellito nel quartiere di Sweet Auburn ad Atlanta: se nelle prossime settimane la Georgia dovesse essere investita da un terremoto senza precedenti, i sismologi non ne cerchino l’origine nelle faglie sotterranee.
Sarà semplicemente lui che si sta rivoltando nella tomba.

Mongolismo superficiale (*)

August 31, 2007

Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, ha ieri affermato che

L’aborto è sempre un male, ma la selezione embrionale aggiunge ingiustizia ad ingiustizia, tanto più se ricordiamo che ci sono famiglie disposte ad adottare un bambino down e che il mongolismo consente oggi di condurre una vita felice.

Da fratello di persona con Sindrome di Down, sono ben consapevole (e me ne rallegro) del fatto che negli ultimi anni la qualità della vità delle persone con Trisomia 21 sia decisamente migliorata; l’equazione proposta da Casini, secondo la quale le persone con Sidrome di Down condurrebbero oggi una vita felice, è tuttavia a dir poco semplicistica, poiché non tiene conto delle grandi difficoltà che molte famiglie in cui vive una persona con Trisomia 21 debbono tuttora affrontare quotidianamente.
Ha idea, Casini, degli sforzi che occorrono per assicurare a una persona con Sindrome di Down un livello di vita non felice, ma appena accettabile? E’ consapevole, Casini, che in taluni casi l’esito di quegli sforzi, per quanto convinti e incessanti, può essere tanto modesto da generare in coloro che li hanno posti in essere angosciosi sensi di colpa? Ha riflettuto, Casini, sul dramma di alcuni genitori, che si domandano chi potrà provvedere, dopo di loro, ai bisogni di un figlio con Sindrome di Down? Ha nozione, Casini, delle problematiche di ordine psicologico che le persone con Sindrome di Down debbono fronteggiare, allorché si rendano consapevoli della loro condizione e si trovino a doverla affrontare?
La risposta a queste domande è tutta nella parola che il Presidente del Movimento per la Vita sceglie per il suo comunicato: “mongolismo”; parola desueta già trent’anni fa, inesatta, antiscientifica e mortificante, unanimemente respinta da tutti gli operatori del settore.
Una parola che la dice lunga sulla superficialità con la quale Casini ha inteso affrontare la tematica della Sindrome di Down e dell’eventuale scelta di interrompere la gravidanza da parte delle donne cui essa viene diagnosticata: una superficialità che, a prescindere dalla rispettive posizioni sul tema dell’aborto terapeutico, è oggettivamente offensiva per le persone con Trisomia 21 e per le loro famiglie. Una superficialità della quale il Presidente del Movimento per la Vita farebbe bene a scusarsi.

(*) Il testo del comunicato è stato pubblicato oggi sul sito dell’Associazione Luca Coscioni.

Un bel tacer

July 25, 2007

Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, si esprime sulla morte di Giovanni Nuvoli:

«Ma in questo caso, almeno, non c’è stato l’atto deliberato di un medico intervenuto per uccidere».

Mi permetta, Onorevole Casini, una breve considerazione.
Nella vita di ciascuno, di quando in quando, si presentano situazioni nelle quali la dignità personale imporrebbe di chiedere scusa e riconoscere i propri sbagli.
Allorché, tuttavia, tale autocritica non sia praticabile (vuoi per motivi di ordine personale, vuoi per ragioni di opportunità politica), sarebbe opportuno quantomeno tacere, defilarsi, rendersi temporaneamente invisibili, allo scopo di non rimarcare ulteriormente, rendendoli quindi ancora più evidenti, i grossolani errori commessi.
La morte di Giovanni Nuvoli, e soprattutto le circostanze nelle quali essa ha avuto luogo, Le offrivano una formidabile occasione per esercitare un po’ di buon senso e tacere: mi duole riscontrare che Ella, nonostante la Sua veneranda età, abbia voluto sprecarla in modo tanto maldestro.

Sadismo terminale

July 24, 2007

Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, sul proscioglimento di Mario Riccio:

«Nel caso Welby non si è trattato di omettere l’inizio delle cure, ma di compiere un’azione positiva per interromperle. Si è così determinata deliberatamente l’immediata e inevitabile morte del malato che avrebbe potuto sopravvivere a lungo».

Per la serie: ma come, il divertimento era appena cominciato…