Cedimento clericale

July 17, 2007

Monsignor Giuseppe Betori, Segretario della CEI, commenta così le proposte di legge Boato e Spini sulla libertà religiosa:

«La pacifica convivenza non deve tradursi in forme di ingiustificato cedimento di fronte a dottrine o a pratiche che suscitano allarme sociale e che contrastano con principi irrinunciabili della nostra civiltà giuridica».

Ora, facendo un istante mente locale, si può facilmente constatare che la dottrina cattolica:

  • proibisce l’uso del preservativo anche nei casi in cui le malattie sessualmente trasmissibili si diffondono su larga scala;

  • vieta il ricorso alla fecondazione assistita anche nei casi in cui è consentita dalle varie leggi nazionali;

  • si pronuncia in senso contrario alla contraccezione, specie in relazione alla possibilità di diffonderla tra i più giovani;

  • proibisce la diagnosi prenatale e l’aborto terapeutico nei casi di gravi malformazioni del feto;

  • si oppone alla possibilità che i malati possano scegliere liberamente se sottoporsi o non sottoporsi alle cure proposte dai medici;

  • condanna l’omosessualità, qualificandola come comportamento lesivo del bene comune.

Appare piuttosto evidente che simili precetti debbano suscitare un certo allarme sociale: a meno che, a mero titolo di esempio, la diffusione di gravi malattie debba essere considerata non allarmante; quanto ai principi dell’uguaglianza dei cittadini e della libertà di scelta, sarei portato a ritenere che si tratti di principi decisamente irrinunciabili.
Detto questo, non è che qualcuno se la sente di comunicare a Betori che, senza volerlo, stava parlando di se stesso?

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