Allora, gente, cercherò di essere sintetico.
Il 22 maggio, in occasione del trentennale della legge 194, gli Studenti Coscioni per la Libertà di Ricerca organizzano tavoli di informazione sessuale nelle università e nelle scuole italiane.
Questi giovani senzadio, non senza trovarmi pienamente d’accordo con loro, mi segnalano infatti che “la diminuzione degli aborti avutasi a seguito dell’emersione dell’illegalità può proseguire soltanto grazie alla diffusione dell’uso degli anticoncezionali, tra cui la pillola del giorno dopo. Tuttavia, in un’epoca in cui i cosiddetti obiettori di coscienza negano l’erogazione di un servizio pubblico – imponendo di fatto la propria coscienza come etica di stato – procurarsi la ricetta per la contraccezione di emergenza diventa una lotta per l’esercizio di un proprio diritto“.
Io, ahimè, non vado più a scuola da un bel po’: però a questi ragazzi, che sono davvero in gamba e ce la stanno mettendo tutta, una mano cerco di darla lo stesso, diffondendo la loro iniziativa e invitando gli studenti che leggono questo blog a organizzare un tavolo di informazione nella loro università o nella loro scuola.
A questo indirizzo potrete trovare il materiale da stampare e da portare ai tavoli: la petizione per l’abolizione della ricetta della pillola del giorno dopo da far firmare, nonché i volantini informativi da distribuire; chi volesse organizzare un tavolo davvero fighetto, e quindi avesse bisogno di altri gadget (copie dell’Agenda Coscioni, bandiere, Atti del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica, magliette dell’Associazione Luca Coscioni), potrà contattare gli Studenti Coscioni a questo indirizzo e-mail.
Che volete di più?
Datevi da fare, ragazzi, se avete una giornata libera.
Perché i tempi sono quelli che sono.

Nerella Buggio su Cultura Cattolica:

Sotto sotto c’è la convinzione che fare figli sia un lusso. Qualcuno lo aveva pure dichiarato: “Il primo figlio è un diritto, il secondo è un lusso”. E come tutti i lussi non vanno sostenuti, ma tassati. Ma la procreazione non è una concessione dello Stato, è una libertà, è un atto d’amore gratuito che solo i regimi più autoritari e dispotici ritengono di poter sottomettere alle loro leggi e ai loro divieti.

Mi verrebbe da chiedere a Nerella Buggio qualche delucidazione sulla Legge 40, che ai tempi del referendum lei e i suoi compari difesero con cristiana determinazione, ma credo che rimanderò.
Adesso devo correre al cesso, prima di scompisciarmi nei pantaloni.

Tortura genetica

March 26, 2008

L’atrofia muscolare spinale colpisce un bambino ogni seimila nati vivi.
Nella sua forma più grave, nota come atrofia muscolare spinale di tipo 1 o malattia di Werdnig-Hoffmann, essa causa la paralisi dei muscoli del tronco e l’immobilità della gabbia toracica: nella maggior parte dei casi, quindi, si rendono necessarie la tracheostomia, la ventilazione assistita e la nutrizione artificiale, effettuata con tubi collocati nel naso o direttamente nello stomaco del neonato.
A causa della paralisi dei muscoli respiratori, inoltre, qualsiasi banale infezione bronco-polmonare si trasforma in un vero e proprio evento fatale; la malattia, pertanto, ha generalmente un decorso assai rapido: la morte interviene di solito entro 6 o 7 mesi (caratterizzati dal calvario appena descritto), e assai raramente il neonato supera l’anno di vita.
L’atrofia muscolare spinale è una malattia genetica: il che implica che è possibile individuarla direttamente nell’embrione, attraverso la diagnosi pre-impianto.
Orbene, può accadere che due genitori, avendo già perduto un figlio a causa di quella malattia terribile, si decidano a fare gli esami, scoprano di essere portatori sani e decidano quindi di affidarsi alla fecondazione assistita, in modo da poter accertare se l’embrione sia affetto da quella patologia prima ancora di impiantarlo nell’utero.
Si dà il caso, tuttavia, che nel paese in cui quei genitori hanno la sventura di vivere la diagnosi pre-impianto sia vietata da una legge proibizionista e confessionale che neanche i membri dell’Inquisizione Spagnola avrebbero saputo scrivere meglio di così, e che il Ministro della Salute di quel paese, teoricamente obbligato già da sette mesi ad emanare le linee guida che potrebbero limitare gli effetti disastrosi di quella legge, faccia orecchie da mercante, terrorizzato dagli anatemi degli immancabili integralisti di turno.
Il risultato di questa singolare congiuntura è che i portatori di malattie genetiche, se non hanno i soldi per andare a fare all’estero quello che non possono fare in Italia, hanno di fronte una simpaticissima alternativa: o rinunciano a fare figli, oppure si rassegnano a correre il rischio di vederli nascere, agonizzare qualche mese tra tubi, tubicini e ventilatori, e infine morire.
Il tutto, si badi, in nome della dignità della vita umana.
E poi dicono che questo paese ripudia la tortura…

Impegnatevi

February 21, 2008

Secondo il rapporto della Commissione Europea del 3 aprile 2003 (Rapporto Busquin), così come secondo il Rapporto della Commissione Dulbecco sulle Cellule Staminali voluta dall’allora Ministro della Salute Umberto Veronesi, il settore delle cellule staminali è uno dei più promettenti nel campo delle biotecnologie, e potrebbe condurre a importantissimi risultati nella cura delle malattie cardiovascolari, delle patologie del sistema nervoso, del diabete e di altre malattie rare.
Secondo le stime più attendibili, in Italia dovrebbero esserci circa 200.000 embrioni congelati prima del 2004: la legge 40 da un lato impedisce di impiantarli, e dall’altro proibisce che vengano utilizzati per la ricerca scientifica, col risultato che quegli embrioni resteranno a marcire nei congelatori finché putrefazione non intervenga.
Posto che ciascuno è libero di avere le proprie opinioni, e di perseguirle nel modo che ritiene più opportuno, sarebbe auspicabile adoperare quel minimo di coerenza che ai paladini della vita, sia pure in altre circostanze, sembra mancare: a voi risulta, tanto per fare un esempio, che questi illustri difensori dei valori cattolici, tra i quali la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo una donna, si astengano dal divorziare allorché ne avvertano il bisogno? A me, onestamente, pare di no.
Orbene, supponiamo (com’è ragionevole supporre) che la ricerca sugli embrioni, magari quella effettuata all’estero, produca nel prossimo futuro terapie e farmaci utili a guarire determinate malattie: secondo voi i fanatici che si sono stracciati le vesti per proibire quella ricerca in Italia, ove si trovassero nella necessità di assumere quei farmaci o di utilizzare quelle terapie, avrebbero la coerenza di astenersene? Oppure, come me, siete convinti che se ne strafotterebbero, ingoierebbero le pillole e si curerebbero, utilizzando per primi i risultati di ciò che fino al giorno prima si sono sgolati per impedire?
Io, da parte mia, una proposta l’avrei: perché non dichiarano, questi stinchi di santo, che nel futuro non utilizzeranno mai gli eventuali rimedi che dovessero scaturire, direttamente o indirettamente, dalla ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali?
Perché non lo fanno pubblicamente, magari convocando una conferenza stampa, mettendo il loro impegno per iscritto e consegnandolo a un notaio che si renda garante del suo adempimento?
Domandare è lecito, si dice, e rispondere è cortesia: proviamo a chiederglielo, e vediamo se saranno così cortesi da risponderci.
D’altronde, si tratta di una questione di valori.
O sbaglio?

Andate e moltiplicatevi

February 11, 2008

Avete mai provato a fare mente locale su tutti i divieti imposti dalla famigerata Legge 40/2004 e a metterli uno dietro l’altro?
Eccoveli, in estrema sintesi, accompagnati da una breve spiegazione:

  1. divieto di fecondazione eterologa: non è possibile utilizzare seme o ovuli provenienti da un soggetto esterno alla coppia; se sei completamente sterile, quindi, la fecondazione assistita ti è preclusa;
  2. divieto di effettuare la fecondazione assistita per i portatori di malattie genetiche e virali: la Legge 40 limita l’applicazione delle tecniche alle sole persone con problemi di fertilità; se sei sieropositivo, quindi, o non fai figli, oppure ti rassegni a trasmettere loro la tua malattia;
  3. divieto di diagnosi genetica pre-impianto: anche se uno degli embrioni ottenuti con le tecniche di fecondazione è malato, deve essere impiantato lo stesso; poi eventualmente, si potrà abortire (ovviamente, subendo ogni sorta di anatemi e vessazioni, e augurandosi di non imbattersi in un medico obiettore, altrimenti sono guai);
  4. divieto di fecondazione assistita ai single e agli omosessuali: la Legge 40 stabilisce che le tecniche sono riservate alle coppie di sesso diverso, sposate o conviventi; e che, vogliamo far riprodurre pure i froci?
  5. divieto di congelare gli embrioni: la Legge 40 stabilisce che si possono produrre solo tre embrioni per volta, e tutti e tre debbono essere impiantati contemporaneamente; con la conseguenza che se la faccenda non riesce con quei tre, la donna deve rifare da capo la stimolazione ovarica (provate a chiedere a qualcuna che ci è passata, si tratta di una vera e propria tortura), ottenere altri tre embrioni, e così via.

Orbene, gente, mi pare chiaro che questa non è semplicemente una legge illiberale: si tratta di una vera e propria normativa vessatoria, che sancisce una sorta di sadica penalizzazione a carico di cittadini che già si ritrovano a dover affrontare problemi fisici di non poco conto.
A quanto mi risulta, tuttavia, ci sono un mucchio di persone che non si divertono per niente ad essere torturate senza alcuna ragione: noi, sia chiaro, facciamo di tutto affinché la fecondazione assistita torni ad essere un diritto per tutti anche in Italia; la battaglia, tuttavia, è lunga e difficile, e nel frattempo migliaia di persone continuano a dover subire sulla propria pelle le conseguenze negative dell’attuale normativa integralista.
E’ noto che quelle persone possono accedere alla fecondazione assistita all’estero, nei paesi (ahimè, quasi tutti ad eccezione dell’Italia) in cui quelle tecniche non sono vietate dalla legge; è altrettanto noto, tuttavia, che l’acquisizione di informazioni, se fatta in proprio, può essere un’operazione piuttosto complicata.
Mi è quindi gradito comunicarvi che a questo indirizzo si può consultare l’elenco aggiornato dei più importanti centri di fecondazione assistita operanti in Europa, completo di riferimenti, descrizione delle tecniche disponibili, specifica dei costi, indicazione di numeri di telefono e altri contatti.
Tutte informazioni, ne converrete, che a qualcuno potranno risultare utilissime.
Saluti.

Conversione assistita

November 21, 2007

Dal Corriere della Sera:

In sintesi: qualche migliaio di sofferenti da consolare e una valanga di passeggini in più per il prossimo Family Day.
Missione compiuta, non c’è che dire.

Passepartout

November 8, 2007

Eugenia Roccella su Avvenire:

L’Italia, però, ­è un Paese anomalo. Ci sono i cattolici, c’è una parte di laici che si rifiuta di aderire alle banalizzazioni del dogmatismo scientista, c’è stata una vittoria significativa al referendum sulla legge 40.

Niente di straordinario, direte voi: si tratta semplicemente dell’ennesima ripetizione di affermazioni già lette e sentite in centinaia di occasioni.
Sta di fatto, però, che l’articolo della Roccella, nella circostanza, non ha per oggetto la fecondazione assistita, la ricerca sulle cellule staminali embrionali, la libertà di ricerca scientifica, ma la prossima registrazione in Italia del Mifepristone, meglio conosciuto come pillola RU486: rispetto alla quale, evidentemente, l’ineffabile editorialista ritiene che la vittoria degli astensionisti nel referendum sull’abrogazione della legge 40 possa essere in qualche modo significativa.
La sensazione è che il fronte clericale stia mettendo in campo una nuova strategia, consistente nell’utilizzare il risultato del referendum sulla legge 40 come un passapartout, buono per scardinare le argomentazioni degli avversari in occasione di ogni dibattito legato in qualche modo al tema della laicità: finiranno per affermare (ed in parte, a ben guardare, lo stanno già facendo) che non si possa discutere di testamento biologico, eutanasia, unioni civili, aborto, pillola del giorno dopo, ed invocheranno come insuperabile argomentazione la circostanza che i cittadini italiani abbiano preferito astenersi dal voto in quella consultazione; anche se essa, evidentemente, riguardava un argomento completamente diverso.
Chi mi conosce sa come la penso: abbiamo perduto la battaglia di quel referendum a causa dei nostri limiti, più che per i meriti dei nostri avversari e per l’evidente illegalità di alcuni strumenti che fu loro consentito di impiegare.
Acqua passata, si è detto. E che acqua passata sia.
Tuttavia, lasciare che quel risultato venga impudentemente sbandierato ad ogni pie’ sospinto, anche laddove non vi sarebbe alcun appiglio logico per invocarne il peso, significa perseverare nell’errore e protrarre quella sconfitta a tempo indeterminato.
Significa stare a guardare mentre gli altri, senza nemmeno ringraziare, prendono.
E portano a casa.

Con rispetto parlando

October 22, 2007

Giuseppe Betori, Segretario della CEI, durante la 45ª Settimana sociale dei cattolici:

«Meno legiferiamo sulla vita, meglio è».

Infatti, com’è noto, la Legge 40 l’ha approvata Fraccazzo da Velletri.

Ermetismo clericale

October 16, 2007

Il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, si esprime sulla fecondazione assistita:

L’essenza della vita si sostanzia nell’eterno dualismo tra opposizione di contraddizione e opposizione di contrarietà. Dall’opposizione tra privazione e possessione nasce il fondamento vitale e la relazione. L’opposizione di contraddizione si risolve nella morte, l’opposizione di contrarietà nella ‘mutua donazione’ attraverso l’incarnazione e il sacrificio del Figlio di Dio.

Dite la verità: non è un modo davvero charmant per dire che le persone sterili possono attaccarsi al cazzo e tirare forte?

Integralismo intransitivo

September 13, 2007

Un’amica mi segnala un simpatico articolo di Assuntina Morresi su StranaU:

Ciao a tutti, sei anni dall’11 settembre.
(…)
Per alcuni anni ho pensato che quello fosse stato l’evento più catastrofico a cui io mai avessi assistito, e che sicuramente il mondo da allora non sarebbe più stato lo stesso. Invece ho capito che non è vero. Che c’è dell’altro, c’è di peggio.
(…)
Sto parlando del fatto che un uomo e una donna possono concepire i propri figli in un laboratorio, fabbricarne tanti e decidere di scegliere il migliore, quello che è venuto meglio, e di buttare nel cesso quelli brutti, o malati, o che forse si ammaleranno un giorno. Oppure li congelano.

Vediamo se ho capito bene:

  1. oggi le persone con problemi di fertilità possono avvalersi di alcuni ritrovati della scienza che li aiutano a risolvere le loro difficoltà e consentono anche a loro di avere dei figli;

  2. grazie a queste tecniche è possibile produrre più embrioni, congelarli, e procedere a nuovi tentativi (senza sottoporre le donne ad ulteriori bombardamenti ormonali) qualora i primi impianti nell’utero dovessero fallire;

  3. sempre grazie a queste tecniche, molte gravi malformazioni e patologie dell’embrione possono essere diagnosticate prima che esso venga impiantato.

Tutto ciò che precede, secondo la Morresi, sarebbe peggio di quanto è accaduto l’11 settembre 2001 a New York.
A questo punto, mi corre l’obbligo di informare la Morresi del fatto che gli attentati alle Twin Towers sono stati posti in essere da un gruppo di fanatici che considera i precetti religiosi più importanti dei diritti civili, confonde i reati con i peccati e non fa altro che lanciare anatemi e divieti a destra e a manca; e che in Italia la fecondazione assistita e la diagnosi pre-impianto sono state proibite grazie all’azione di un gruppo di fanatici che considera i precetti religiosi più importanti dei diritti civili, confonde i reati con i peccati e non fa altro che lanciare anatemi e divieti a destra e a manca.
L’occasione mi è gradita per segnalare ad Assuntina Morresi la proprietà transitiva dell’uguaglianza.