Il dito e la luna

July 7, 2008

Diciamo le cose come stanno, se non vi dispiace.
Avete partorito l’idea, invero degna dei peggiori regimi totalitari, di prelevare le impronte digitali a tutti i bambini rom.
A questo punto qualcuno vi ha sommessamente segnalato che la trovata puzzava di discriminazione lontano tre chilometri, e allora vi siete fatti venire in mente l’ulteriore colpo di genio di prelevarle a tutti, le impronte, con la scusa che chi ha la coscienza pulita non dovrebbe avere alcun motivo di preoccuparsi.
Orbene, a prescindere dal fatto che in uno stato di diritto mettere le mani addosso a un cittadino dovrebbe rappresentare una misura straordinaria, giustificata da circostanziate ragioni di eccezionale gravità, mi corre l’obbligo di comunicarvi quanto segue.
Non vi sarà sfuggito che viviamo in un paese nel quale decine e decine di stragi, rapimenti, omicidi, sparizioni ed altre simili nefandezze restano tuttora avvolti nel mistero, grazie ad un vertiginoso tourbillon di rivelazioni, smentite, indiscrezioni, revisioni dei processi, depistaggi, collusioni, testimonianze, ritrattazioni, il tutto condito da oscure intersezioni con l’attività dei servizi segreti (questi ultimi a loro volta spesso e volentieri deviati in direzioni tanto tortuose da diventare perlopiù non conoscibili nemmeno per chi le ha poste in essere), di logge segrete di varia natura, nonché delle disparate organizzazioni criminali dislocate sul territorio nazionale.
In questo edificante scenario arrivate voi, con la faccia placidamente ingenua di chi è appena cascato dal pero, e cercate di convincermi che dovrei fornirvi le mie impronte digitali (consentendovi in tal modo di conservarle chissà dove, di duplicarle, di perderle, di pubblicarle su Google, di scambiarle con il doppione di Buffon che vi manca per completare l’album Panini, di piazzarle a bella posta su uno dei coltellacci utilizzati dal mostro di Firenze o di tatuarle sul culo di qualche velina o ministra che dir si voglia), e che la cosa, lungi dal provocarmi il benché minimo turbamento, dovrebbe invece rassicurarmi e consentirmi di dormire sonni decisamente più tranquilli.
Fatemi un cazzo di piacere: inventatevene un’altra.
Piuttosto, mi taglio una mano.

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