Una domenica al parco

December 10, 2007

«Le ingiurie sono molto umilianti per chi le dice, quando non riescono ad umiliare chi le riceve». [Jean-Baptiste Alphonse Karr]

«Il consigliere Luciano Perugini di Alleanza Nazionale si dichiara contrario alla proposta di intitolare un parco pubblico a Pier Paolo Pasolini perché era ricchione». [Dal verbale della seduta del Consiglio Comunale di Soriano nel Cimino (VT) del 19 novembre 2007]

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Febbre, una notte passata insonne, tagliando l’aria da respirare con il puro estratto del suono di parole non udite. Tè e cioccolato nero, tabacco e propoli, amaro, menta, cannella. Risalta quella scritta, “Save the mind”, su una maglietta ormai logora dall’uso. Risalta l’immobilità di un corpo portato alla accelerazione massima, acceca come un raggio di sole su uno specchio l’illusione di chi continua a vivere la propria particolarità di fronte a un mondo che non si chiede (perchè cambiare?) . Pietrifica chi si ciba, si inebria del proprio essere, si stupisce e si ubriaca dei propri desideri, e ancora stordito dal piacere che ne trae ama illudersi subito dopo che sia solo una questione di tempo, che domani sia ancora lì lo spazio per crederci, e fare. Che in fondo una cultura particolare e forte, sentita e viva, trovi sempre per esprimersi un rifugio. La mente corre, giustifica nei meandri del tempo quei muscoli immobili, dominati da una irrazionale negazione dell’agire, da una ormai lontana percezione dell’esatta distanza fra causa ed effetto. Giovani infelici, che vivendo al di sopra di sè stessi e delle proprie possibilità finiscono per non esserne più padroni. Le menti aspettano che la fata morgana si sia mossa, prima, che si sia cibata delle loro coscienze, della loro capacità di provare sentimenti. La falsa tolleranza li ha resi disinibiti, indipendenti, ma afasici. La tensione, la liberazione, la conquista non sono più le chiavi del moto interiore, la forma, il comportamento, lo schema apparentemente senza regole in cui si muovono regala quotidianità sopportabili non desiderate. I desideri non ci pesano più, esprimerli sarebbe come ammetterli a sè stessi, e questi non seguono mai i comportamenti migiori. Una libertà regalata, dice Pasolini, una libertà che uccide la libertà.

Dedicato ad una persona libera.

Cristina

Irreale è ogni idea (*)

September 26, 2007

L’intelligenza non avrà mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –
alzare la mia sola puerile voce –
non ha più senso: la viltà avvezza

a vedere morire nel modo più atroce
gli altri, nella più strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

Pier Paolo Pasolini, da “La Guinea”, Poesia in forma di rosa, in “Bestemmia”, volume primo, Garzanti, Milano 1993.

(*) Grazie a Camilla, con cui spesso parlo di corda in casa dell’impiccato.

Risponderei di non saperlo

September 5, 2007

Se qualcuno mi chiede (e qualcuno
me lo chiede) dove vado con me
risponderei di non saperlo. Ho avuto
fin nel ventre materno, con la gioia,
questa sicurezza in una vera,
assoluta, inconoscibile irrealtà.

Pier Paolo Pasolini, Poesie Disperse

April 19, 2007

Una nuda coscienza che dà luce
agli errori che può fare un uomo
che non è divenuto uomo – e quindi
per condanna innocente: ecco quanto,
nella mia infanzia, posso avere di umano.
Sconta in spietate e inutili esperienze
l’inesperienza chi in essa resta impuro.

Pier Paolo Pasolini, Poesie Disperse

April 19, 2007

Una nuda coscienza che dà luce
agli errori che può fare un uomo
che non è divenuto uomo – e quindi
per condanna innocente: ecco quanto,
nella mia infanzia, posso avere di umano.
Sconta in spietate e inutili esperienze
l’inesperienza chi in essa resta impuro.

Pier Paolo Pasolini, Poesie Disperse