Dal Corriere.it:

«Antonio, ti chiedo di farmi una promessa per una cosa che richiede tanto amore e sacrificio. Arriverá un momento in cui non sarò più in grado di potermi difendere e la mente sará offuscata e il mio corpo sará torturato e usato contro il mio volere. Non voglio trovarmi in un letto con tubi dappertutto e non sarò più padrona di me stessa. Allora dovrai aiutarmi ad andare, dovrai mettere fine alle mie sofferenze. So di chiederti molto, ma so anche che tu capisci e sai che lo voglio. Non mi lasciare sola ora, non mi abbandonare, promettimelo».

Dalla Repubblica.it:

«Ci abbracciammo, i baci furono un addio. Poco dopo si addormentò tra le mie braccia. Facendo entrare piccole bolle d’aria attraverso il tubicino della flebo lei non si accorse che la vita la stava abbandonando. E con essa anche le sofferenze. (…) Sì, non ho cambiato idea. E’ stata una scelta giusta. Se mi chiamasse un giudice, non potrei che confermare quello che ho scritto. Non credo di aver fatto niente di male, ho solo rispettato la valontà di Moana. L’eutanasia è una scelta che dovrebbe essere concessa a tutti in casi estremi come quello di Moana».

Ora, Onorevole Volontè, io sono uno di quelli cui la Fede, per imprescrutabile disegno divino, non è stata concessa, e di solito, mi creda, non amo parlare di ciò che conosco così poco; inoltre, è un fatto che io mi sforzi quotidianamente, più per atteggiamento che altro, di non indulgere al sentimentalismo, cullando persino, di tanto in tanto, l’idea di apparire un tantino più cinico di quello che sono (un’aria di vago cinismo, come Ella saprà, fa molto chic).
Date le circostanze, tuttavia, mi è impossibile non indulgere a una considerazione tanto semplice quanto, a mio parere, decisiva.
Orbene, io non so se il Suo Dio sia davvero il tipo che suggerirebbe a Lei e ai suoi sodali, dopo aver letto una cosa del genere, di andare in giro a lanciare anatemi minacciando denunce e castighi eterni a destra e a manca (come Ella, del resto, ha già efficacemente fatto in altre simili circostanze); se così fosse, tuttavia, l’occasione mi sarebbe gradita per sottoscrivere una frase di Stefano Benni:

«Io non so se Dio esiste, ma se non esiste ci fa una figura migliore».

Qualora invece le cose stessero diversamente, ovvero se quel Dio dovesse davvero esserci, ma fosse appena diverso da quanto Ella va propagandando, mi punge vaghezza che La scaraventerebbe dritta all’inferno senza neanche prendersi la briga di guardarLa in faccia, si girerebbe dall’altra parte e si farebbe una briscola e un bicchiere di vino col marito di Moana.

Valuti con attenzione l’eventualità di rifletterci, la prossima volta che va a confessarsi.

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