Integralismo intransitivo

September 13, 2007

Un’amica mi segnala un simpatico articolo di Assuntina Morresi su StranaU:

Ciao a tutti, sei anni dall’11 settembre.
(…)
Per alcuni anni ho pensato che quello fosse stato l’evento più catastrofico a cui io mai avessi assistito, e che sicuramente il mondo da allora non sarebbe più stato lo stesso. Invece ho capito che non è vero. Che c’è dell’altro, c’è di peggio.
(…)
Sto parlando del fatto che un uomo e una donna possono concepire i propri figli in un laboratorio, fabbricarne tanti e decidere di scegliere il migliore, quello che è venuto meglio, e di buttare nel cesso quelli brutti, o malati, o che forse si ammaleranno un giorno. Oppure li congelano.

Vediamo se ho capito bene:

  1. oggi le persone con problemi di fertilità possono avvalersi di alcuni ritrovati della scienza che li aiutano a risolvere le loro difficoltà e consentono anche a loro di avere dei figli;

  2. grazie a queste tecniche è possibile produrre più embrioni, congelarli, e procedere a nuovi tentativi (senza sottoporre le donne ad ulteriori bombardamenti ormonali) qualora i primi impianti nell’utero dovessero fallire;

  3. sempre grazie a queste tecniche, molte gravi malformazioni e patologie dell’embrione possono essere diagnosticate prima che esso venga impiantato.

Tutto ciò che precede, secondo la Morresi, sarebbe peggio di quanto è accaduto l’11 settembre 2001 a New York.
A questo punto, mi corre l’obbligo di informare la Morresi del fatto che gli attentati alle Twin Towers sono stati posti in essere da un gruppo di fanatici che considera i precetti religiosi più importanti dei diritti civili, confonde i reati con i peccati e non fa altro che lanciare anatemi e divieti a destra e a manca; e che in Italia la fecondazione assistita e la diagnosi pre-impianto sono state proibite grazie all’azione di un gruppo di fanatici che considera i precetti religiosi più importanti dei diritti civili, confonde i reati con i peccati e non fa altro che lanciare anatemi e divieti a destra e a manca.
L’occasione mi è gradita per segnalare ad Assuntina Morresi la proprietà transitiva dell’uguaglianza.

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