Dal Corriere della Sera:

Dopo ciò non saprei mai come possa dirsi, che la tortura per sé sia un male da poco. Non nego che un giudice umano potrà temperare la ferocia di questa pratica, ma la legge non è certamente mite, né i dottori maestri lo sono punto. Veggasi con qual crudeltà il Zigler descrive questa inumanissima pratica «Oltre lo stiramento, con candele accese si suole arrostire a fuoco lento il reo in certe parti del corpo; ovvero alle estremità delle dita si conficcano sotto l’unghie de’ pezzetti di legno resinoso, indi si appiccica il fuoco a que’ pezzetti; ovvero si pongono a cavallo sopra un toro o asino di bronzo vacuo, entro cui si gettano carboni ardenti, e coll’infuocarsi del metallo acerbamente e con incredibili dolori si cruciano». (Pietro Verri, Osservazioni sulla tortura, 1768)

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