Mentre sto guidando verso casa il mio amico Alessandro mi telefona e mi dice che mi ha appena inviato una notizia via mail: «Appena arrivi a casa leggila», mi fa, «devi assolutamente scriverci un post!»
Quando controllo la posta, tuttavia, mi rendo conto che non sarei capace, neanche impegnandomi al massimo, di commentare il fatto meglio di quanto non abbia già fatto lui stesso segnalandomelo; così, risparmiando tempo e fatica, vi giro le direttamente le sue considerazioni così come le ho ricevute.

Da Repubblica del 29-06, pag 16:
KUBICA SALVO DOPO LO SCHIANTO, UN MIRACOLO DI WOJTYLA
Robert Kubica, 22 anni, pilota polacco che corre con il nome di Giovanni Paolo II stampato sul casco, non se la sente di giudicare. La chiesa invece vuole approfondire e ha inserito questo terribile incidente, il più spaventoso da dieci anni a questa parte in Formula 1 (ndr: non è vero per niente, te lo dice uno che guarda tutte le corse), nel dossier sul processo di beatificazione di Giovanni Paolo II (…) la Chiesa pensa che dietro a questo fortunato epilogo ci possa essere la protezione divina del santo padre e ha dato incarico a Oder Slawomir, prete polacco, postulatore della causa di beatificazione per conto del Vicariato di Roma, di raccogliere documenti e testimonianze sull’accaduto (…)

Mi vengono in mente un po’ di cose:

  1. Il papa intercede per Kubica perchè è polacco e perchè c’ha il nome sul casco: invece per Senna, che pur essendo cattolico era stato così fregnone da non scriversi il nome del papa sul casco, non ha ritenuto di intercedere. Insomma: non mi hai scritto il nome sulla capoccia? Puoi pure andare alla malora, cazzi tuoi.
  2. Piu’ in generale, il buon Dio salva il giovane miliardario famoso e lascia schiattare gli altri. Leggo da Wikipedia:” Le ferite da incidenti di traffico uccidono quasi 350 persone al giorno, o più di 127.000 ogni anno nella regione europea monitorata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Anche qui, cazzi loro.

La mail di Alessandro, per la verità, comprendeva anche un punto 3), che però evito di riportare, ritenendolo più adatto a una conversazione tra amici che alla pubblicazione su un blog: mentre vi invito a immaginarne il contenuto, tuttavia, confermo ad Alessandro che anche su quel punto sono perfettamente d’accordo con lui.

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Indotta concezione

June 30, 2007

Giuseppe Longo commenta su Avvenire il lancio sul mercato del nuovo iPhone:

«Nella nostra multicolore e affaccendata civiltà delle macchine l’offerta tecnologica supera largamente la domanda, creando bisogni, e soddisfacendoli, prim’ancora che vengano percepiti. Quando però il bisogno è stato suscitato non si torna indietro: chi potrebbe vivere oggi senza cellulare? Eppure i nostri padri non l’avevano, non ne sentivano il bisogno, anzi non lo concepivano neppure».

Non fa una piega: se i nostri padri non ne avevano bisogno, significa che non serve neanche a noi. Anzi, siccome stavo leggendo l’articolo su internet, adesso spengo, mi faccio una doccia (con l’acqua fredda, s’intende) e vado a farmi una bella passeggiata (a piedi, ci mancherebbe).
Quanto alle opinioni di Longo, magari continuerò a leggerle sull’Avvenire di carta: anche se, per dirla tutta, i padri dei padri dei nostri padri il giornale non l’avevano, non ne sentivano il bisogno.
Anzi, non lo concepivano neppure.
Click.

Ciao, Piero, e grazie

June 29, 2007


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Originally uploaded by dumplife (Mihai Romanciuc)

Aritmetica clericale

June 28, 2007

Facciamo due conti insieme? Tenendo conto dei seguenti dati:

  1. le stime più attendibili valutano in circa 400 milioni di euro il mancato gettito ICI riconducibile ai fabbricati di proprietà del Vaticano esenti dall’imposta, ancorché utilizzati per lo svolgimento di attività commerciali;
  2. la prime analisi relative all’anno finanziario 2007 stimano in circa 2,8 miliardi di euro il gettito complessivo dell’ICI relativa alla prima casa dei contribuenti;

tanto premesso, è di tutta evidenza che, qualora il Vaticano pagasse l’imposta per gli immobili nei quali esercita attività commerciali, si potrebbe concedere ai contribuenti uno sconto di 400 milioni di euro sull’ICI relativa alla prima casa senza diminuire di un centesimo il gettito complessivo.
Stante il fatto che:

400 : 2.800= 0,1428

si deduce che sarebbe possibile abbattere l’ICI sulla prima casa del 14%, senza alcun aggravio per le casse dei Comuni, se solo il Vaticano versasse l’imposta (come qualsiasi altro contribuente) per i fabbricati nei quali viene svolta attività d’impresa.
Che ne dite, vogliamo prenderci la briga di rifletterci un attimo?

Articoli senza articoli

June 28, 2007

Da Wikipedia:

L’articolo è, nella grammatica, una delle parti variabili del discorso. Precede un nome o un sintagma nominale, di cui determina genere e numero, limitando e specificando il concetto a cui il nome si riferisce. Si distinguono generalmente: articoli determinativi, articoli indeterminativi e articoli partitivi.

Alla redazione del Corriere: avete capito? Altrimenti non c’è problema, lo ripetiamo.

Le domande misteriose

June 28, 2007

Grazie alla preziosa segnalazione di un amico, mi imbatto nel sito internet “50 Domande sulla Vita e sull’Amore“: vi chiedo scusa, ma la tentazione di proporvene alcuni stralci e di commentarli brevemente, come al solito, è irresistibile.

Contraccezione
Se non vi sentite pronti ad accogliere subito un bambino o se decidete, con una prudenza comunque aperta alla vita, di dover aspettare un po’ di tempo, sceglierete di unirvi nei periodi non fertili. E durante i periodi fertili potrete esprimere il vostro amore reciproco in altri modi, senza arrivare all’unione sessuale.

Amore, stasera mi fai impazzire: che ne dici, ce la facciamo una partita a Monopoli?

Evoluzione delle specie
Alcuni sostengono che la parentela dell’uomo con il regno animale rappresenterebbe un’obiezione al fatto che Dio l’abbia creato. Altri temono quest’affermazione. Si potrebbe rispondere che la Bibbia – nel suo primo libro, la Genesi – propone una tesi evoluzionista ancora più radicale rispetto a quella che fa discendere l’uomo dalla scimmia, poiché lo fa discendere dalla terra.

Oddio, adesso mi sfugge: la terra è mammifera o ovipara?

Aborto
Questo atto può restare impresso nell’intimo di una persona ancora più profondamente che nella sua memoria cosciente, e provocare disturbi gravi: senso di colpa di cui non ci si riesce a sbarazzare, aggressività contro il marito, il compagno o gli uomini in generale,angoscia nella vita sessuale che, da quel momento, può essere vissuta come «pericolosa», timore di non poter mai più essere una «buona madre» dopo aver «fatto quello», e così via.

Mi raccomando, voialtri non mancate di ricordarglielo ogni volta che potete, eh?

Fecondazione assistita
È veramente un diritto per le coppie avere un figlio? Un figlio non è un «oggetto» necessario alla realizzazione di una coppia; ha bisogno di essere il frutto dell’amore prima che di un successo tecnico. Un figlio è un dono, segno del dono reciproco degli sposi nell’atto che coinvolge indissociabilmente i loro corpi e i loto cuori. Un figlio non «si fa».

In altri termini: fare figli senza trombare è peccato esattamente come trombare senza fare figli. Com’era? Cambiando l’ordine dei fattori…

Masturbazione
Ogni volta che uso il mio corpo in un modo che non corrisponde alla finalità per la quale è stato creato, compio qualcosa di negativo sia per la mia psicologia che per la mia affettività. Tale atto, infatti, anche se procura un piacere immediato, rende tristi perché chiude in se stessi ed isola dagli altri.

Su questo non si può non essere d’accordo: la masturbazione in compagnia, in effetti, è molto più divertente.

AIDS
La distribuzione sempre più diffusa di preservativi tra i giovani non è, purtroppo, un mezzo efficace contro la diffusione dell’AIDS: gli studi mostrano che, quando gli incontri sessuali si moltiplicano, ci si stanca del preservativo. Al contrario, lo sviluppo di un comportamento responsabile, di un’etica dell’amore, sono il miglior baluardo contro la diffusione della malattia.

Ineccepibile: giacché persuadere i giovani a usare il preservativo è difficile, convinciamoli direttamente a non trombare, e il gioco è fatto.

Eutanasia
Chi può sapere cosa accade in una persona sofferente, nel mistero del suo cuore? Chi può dire che quell’essere non deve più vivere?

Oscar Wilde ebbe a scrivere: “L’egoismo non consiste nel vivere secondo i propri desideri, ma nel pretendere che gli altri vivano nel modo che noi vogliamo“. Fate il piacere: lasciate che ciascuno, sofferente o no, faccia i conti col proprio mistero come meglio crede: chissà, magari vi avanzerà tempo per occuparvi più efficacemente dei vostri.

Segregazione selettiva

June 27, 2007

Per una volta, la foto è stata scattata da me.

Dall’agenzia di notizie cattolica Zenit:

L’Arcivescovo Oswald Gracias di Bombay, che è anche Presidente della Conferenza Episcopale dell’India di rito latino, ha rivolto un appello alla società a favore della protezione della vita umana e soprattutto per porre fine all’aborto selettivo di bambine.
(…)
In molte famiglie indiane le bambine non sono le benvenute, ha spiegato, perché i genitori vogliono avere figli maschi. La medicina moderna permette loro di conoscere il sesso del bambino prima che nasca, e quindi di eliminare deliberatamente con l’aborto le bambine.
(…)
Il presule ritiene che la Chiesa debba lavorare a più stretto contatto con le altre religioni “per rivolgere l’attenzione della società verso il male dell’aborto”.

Quanto a rivolgere l’attenzione della società verso la segregazione e la discriminazione delle donne in India, l’Arcivescovo non si è pronunciato: l’importante è che nascano, ‘ste bambine.
Dopodiché, cazzi loro.

ICI bizantina

June 27, 2007

Monsignor Betori, Segretario della CEI, sull’esenzione dall’ICI degli immobili del Vaticano:

«E’ falso dire che l’esenzione è un problema della Chiesa Cattolica nei confronti dell’Ici, è un problema degli enti non profit nei confronti dell’Ici».

Il nucleo della normativa vigente è ormai noto a tutti: l’esenzione ICI è concessa a condizione che gli immobili non siano destinati “esclusivamente” ad attività commerciali: ciò significa, esemplificando, che un fabbricato in cui si eserciti l’attività di bed and breakfast, nel caso in cui ospiti anche una cappella, può godere dell’agevolazione, poiché non destinato esclusivamente all’attività commerciale ma anche all’esercizio del culto.
Detto questo (che, per inciso, non è poco), il rilievo di Betori è astrattamente ineccepibile: l’esenzione dall’ICI per gli immobili non esclusivamente commerciali (formula, lo si deve dire, di un bizantinismo tanto ricercato da poter essere immaginato soltanto in un paese strambo come il nostro) non è concessa soltanto alla Chiesa Cattolica, ma anche alle altre confessioni religiose e agli enti non commerciali.
Non credo, tuttavia, che nel valutare la consistenza del rilievo si possa prescindere da un elemento brutalmente quantitativo: quanti sono gli immobili della Chiesa Cattolica in Italia? Quanti sono quelli di proprietà delle altre confessioni religiose? E, soprattutto, quanti sono quelli degli enti non commerciali?
Se si tiene conto del fatto che alcune stime indicano che il Vaticano possiede circa il 20% del patrimonio immobiliare italiano, mi sembra fin troppo evidente che l’analisi della situazione concreta conduca a risultati sostanzialmente coincidenti con le conclusioni che Betori può contestare esclusivamente sul piano della forma: chi si avvantaggia dell’esenzione, di fatto, è soprattutto la Chiesa Cattolica, perché tra tutti i beneficiari della legge è quella che possiede la maggior parte degli immobili; corrispondentemente, il gettito sottratto alle casse dei Comuni a causa dell’esenzione si deve in larga misura agli immobili vaticani, e solo marginalmente alle altre confessioni e agli enti non profit.
Se poi ci si vuole aggrappare stolidamente alla forma, e sostenere che noi si vada in giro a raccontare “baggianate“, lo si faccia pure: a noi, che siamo notoriamente dei biechi relativisti, la sostanza interessa molto di più.
Che i bizantini di tutta Italia ci perdonino.

Sperpero clericale

June 26, 2007

Dall’agenzia di notizie cattolica Zenit:

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 24 giugno 2007 (ZENIT.org).- Benedetto XVI trascorrerà quest’estate le vacanze nella località di Lorenzago di Cadore, in Veneto, nelle Dolomiti, dal 9 al 27 luglio, secondo quanto ha confermato questo sabato la Sala Stampa della Santa Sede.

Il Papa, insomma, se ne va in montagna: niente di male, direte voi, tutti facciamo le vacanze, e a molti capita di passarle all’estero. Perché Benedetto XVI non dovrebbe?
Senonché, un amico mi segnala che in rete è reperibile e scaricabile l’allegato A della Dgr 1205 della Giunta Regionale del Veneto, datata 24 aprile 2007, dal quale risulta che il soggiorno di Ratzinger costerà alla Regione la sciocchezza di 345mila euro: se volete potete anche voi scaricare il documento qua.
A questo punto, coscienziosamente, mi corre l’obbligo di segnalare la circostanza al gruppetto di (omofobi? non sia mai) giovani di Alleanza Nazionale che appena ieri hanno manifestato davanti a un teatro di Trieste (regione diversa, ma limitrofa, se non erro), nel quale Vladimir Luxuria stava effettuando le prove di uno spettacolo: i militanti si dichiaravano indignati perché il deputato, oltre al compenso di parlamentare, avrebbe percepito un cachet dalla Provincia per la sua performance teatrale.
Poiché non più tardi di stamattina autorevoli commentatori hanno sostenuto che fosse l’attenzione verso lo sperpero di denaro pubblico, e non l’intolleranza (e quando mai?), a ispirare il vivace dissenso di quei giovani manifestanti, mi aspetto che costoro si incatenino quanto prima davanti alla sede della Regione Veneto.
Salvare 350mila euro dei contribuenti dallo sperpero varrà bene un minimo sconfinamento regionale, o sbaglio?

Esecuzione terminale

June 26, 2007

Dalle news del Corriere:

Oggi in Oklahoma verra’ giustiziato un malato di cancro in fase terminale. La Corte suprema ha respinto anche l’ultimo appello dell’uomo, che la malattia uccidera’ comunque nel giro di pochi mesi. Il 49enne Jimmy Dale Bland e’ stato condannato a morte per due omicidi, il primo nel 1975 e il secondo nel 1996. Per il primo omicidio ha scontato gia’ 20 anni di carcere.

Non sia mai detto, che qualcuno vi tolga il gusto di farli secchi con le vostre manacce, eh?