Caro Giorg Dabliu,
certamente non avrai avuto un’infanzia felice – il papà incasinato a incasinare il mondo, la mamma chissà… Non avrai avuto la possibilità come tutti noi di fare qualche partitella a ” Monopoli ” o giocare con ” L’allegro chirurgo “. Come lo so? …s’intuisce da quella tua faccia triste. Noi, del resto, finora abbiamo mostrato molta comprensione. Ma Giorg, anche la nostra pazienza ha un limite…
Dopo una guerra che finora è costata 200 miliardi di dollari e che sul lungo periodo potrebbe arrivare ai due trilioni. Dopo una guerra che ha fatto 3.500 morti tra i tuoi e 1.000.000 tra i loro, tu adesso mi salti fuori che vuoi attaccare l’Iran…
Giorg, Giorg… inutile che ce la stai qui a menare che l’Iran ha tirato fuori ” Il Piccolo Chimico ” e vuole usarlo per costruirsi l’atomica. Sarà anche vero, Giorg, ma tu di quelle simpatiche bombettine quante ne possiedi? …vedi che non riesci neppure a contarle. E poi sai qual’è il problema, caro Giorg, che a noi fai più paura tu da solo, che gli iraniani con un paio di bombettine… molto più paura tu!
Comunque Giorg, se proprio vuoi farti ‘sta guerretta, per noi fa’ pure. Ma stavolta, mi raccomando, niente pretesti, che i tuoi sono bravi a fare i tarocchi come i nostri ad abbassare le tasse.
Del resto hai ragione tu, caro Giorg, t’inventi ‘ste fregnacce e trovi pure chi ti viene dietro: che i francesi abbiano pure loro problemi di fatturato?
E’ ora di concludere, Giorg: a tuo figlio il ” Risiko ” glielo regalo io, così magari da grande si da ‘na calmata.
A proposito Giorg, ho sentito che nel Lichtenstein si parla male di te… Cominciassi di lì? …io credo che lì ce la potresti anche fare.

accolgo la tua richiesta e inserisco questo testo che mi sembra tornato di attualità, visto che Mc Cain, interrogato sull’Iran, ha risposto “bomb, bomb, Iran” facendo il verso a una nota canzone dei Beach Boys


la penna che graffia

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Rifondazione Khomeinista

September 12, 2007

Fausto Bertinotti sull’onda del Vaffanculo Day:

«È sacrosanta la proposta di Grasso di mettere fuori dalle liste gli inquisiti di mafia».

Ora, a meno che io non sbagli, un inquisito è semplicemente qualcuno su cui un magistrato ha deciso di indagare; non si parla, quindi, di escludere dall’elettorato passivo chi è stato condannato in via definitiva, né chi è stato rinviato a giudizio (ipotesi, queste, già di per sé quantomeno discutibili, almeno a mio parere): secondo Bertinotti un semplice avviso di garanzia dovrebbe essere sufficiente per escludere un cittadino dalle liste elettorali.
Mentre rifletto sul fatto che secondo questo criterio Enzo Tortora non avrebbe potuto essere candidato, vi incollo qualche passaggio di un illuminante articolo tratto dal sito Peacereporter:

Le tappe del percorso evolutivo delle elezioni iraniane
Alle prime elezioni presidenziali, ben 134 persone si proposero come candidati. La loro idoneità doveva però essere confermata dalla guida suprema della rivoluzione e fondatore della Repubblica Islamica, l’Ayatollah Ruhollah Khomeini.
(…)
Le seconde elezioni si sono tenute il 24 luglio del 1981. In quell’occasione gli aspiranti candidati erano 71. Di questi, solo 4 vennero giudicati idonei.
(…)
La terza elezione, nell’ottobre del 1981 ha visto la vittoria dell’Ayatollah Ali Khamenei, l’attuale guida suprema della Repubblica Islamica iraniana. In quell’occasione a richiedere di entrare nelle liste elettorali furono 44, ma solo 5 vennero considerati idonei.
(…)
Alle elezioni successive, il 16 agosto del 1985, i candidati rimasti in lizza erano solo tre.
(…)
Alla quinta elezione presidenziale gli aspiranti candidati erano 79, ma il Consiglio dei Guardiani (Majlis-e Negahban) ne ritenne idonei solo due.
(…)
Alla sesta elezione, gli aspiranti presidenti erano 128, ma ancora una volta, solo 4 furono approvati dal Consiglio dei Guardiani.
(…)
L’ottava tornata elettorale vide riproposi lo stesso scenario delle due precedenti: Khatami vinse le elezioni e conquistò un altro mandato quadriennale. In quell’occasione, solo 10 delle 814 candidature vennero approvate dal Consiglio dei Guardiani.

Giudicate un po’ voi.