Incasinata concezione

September 16, 2008

Dalla Repubblica di oggi:

Due depliant colorati che spiegano i metodi anticoncezionali “ammessi” dalla Chiesa. A riceverli sono stati i sacerdoti che partecipavano alla “Tre giorni del clero”, incontro ufficiale della diocesi bolognese. Il primo dépliant, colorato e vivace, illustra il celebre metodo Billings. L´altro, più spartano, propone il meno noto «Metodo sintotermico di Rötzer».

Nulla di nuovo, a dire il vero: si tratta dei soliti metodi anticoncezionali che Chiesa Cattolica ritiene leciti, poiché li considera dei “regolatori naturali della fertilità”.
L’occasione mi è (davvero) gradita per riassumervi qui di seguito il loro funzionamento.

Metodo Billings

Il sito Cerco un bimbo spiega che per adottare tale sistema occorre osservare attentamente il muco cervicale dell’utero, allo scopo di calcolare il momento dell’ovulazione ed evitare di avere rapporti sessuali nei giorni che gli sono prossimi:

Il muco cervicale viene prodotto dalla cervice ed è influenzato dagli estrogeni e dal progesterone. Nella fase preovulatoria, quando gli estrogeni aumentano, parallelamente allo sviluppo del follicolo viene prodotto un tipo di muco denominato “di tipo fertile”; semplificando al massimo, questo muco ha una consistenza prima gelatinosa, poi è opaco, poi sempre più limpido e filante fino ad assomigliare all’albume d’uovo.

La dissertazione sul muco è sexy di brutto (amore, stasera hai un muco che mi fa andare fuori di testa, sembra un albume d’uovo, vieni qua che te lo sbatto tutto), ben oltre il limite del fetish: quelli che si travestono uno da boia e l’altra da condannata frustandosi allegramente per tutta la notte, al confronto, sono dei perfetti coglioni.
Ma andiamo avanti e vediamo quali sono le valutazioni sulla fertilità che si possono far discendere dalla consistenza del nostro moccio vaginale:

L’ultimo giorno in cui compare la sensazione di “scivoloso” viene denominato il giorno del picco: l’ovulazione puo’ avvenire in quel giorno o nelle 36/48 ore successive. Quindi il picco puo’ essere identificato solo il giorno seguente, quando ricompare la sensazione di asciutto. A questo punto – e ogni donna imparerà a conoscere la durata della propria fase post-ovulatoria – dopo circa due settimane comparirà la mestruazione.

Gelatinoso, opaco, filante, scivoloso, asciutto: per farsi una scopata come si deve, insomma, bisogna essere capaci di analizzare il muco con perizia e raffinatezza.
Più che sadomaso, ne converrete, è roba da sommelier.

Metodo Sintotermico Rötzer

In questo caso facciamo riferimento al sito Family Live, che descrive il sistema nel modo seguente:

Il “Metodo Sintotermico”si basa sull’osservazione combinata di diversi sintomi della fertilità: il muco cervicale, la temperatura basale, la cervice uterina ed i sintomi minori. La donna attraverso l’osservazione di più segni e sintomi registrati tutti i giorni su un’apposita scheda, può individuare il tempo fertile e il tempo non fertile che si alternano nel ciclo femminile.

Se per il metodo precedente ci voleva una laurea, qua servono una decina di master: si tratta di valutare il muco, la temperatura (e quindi ci vuole un termometro: mmm sì stallone mio, infilamelo tutto, fammi morire), la cervice uterina (non sono sicuro, ma temo che per controllarla siano necessari degli attrezzi, tipo il kit del piccolo ginecologo), i sintomi minori (non oso immaginare di cosa si tratti: stella, hai la palpebra un po’ bassa, non è che stasera mi rimani incinta, eh?), e poi annotare minuziosamente il tutto su una scheda (tipo battaglia navale: A4 – acqua, C7 – colpita di striscio la coscia sinistra, B9 – mmm sì mandrillo che non sei altro, affondamela tutta): dopodiché, forse, ci si potrà concedere una cavalcata come cristo comanda, a condizione che quel vivamaria di eventi si siano miracolosamente concatenati nel modo corretto. Altrimenti rassegnarsi, guardare Porta a Porta, farsi una pippa e poi a nanna.

– o –

Come dite? Vi sembrano metodi assai poco “naturali”? Ah, ecco, secondo voi un preservativo di gomma, per quanto prodotto in serie, è un sistema tutto sommato molto meno artificioso?
Lasciatevelo dire, amici miei: non avete capito un bel niente.
Qua si parla di prelievi di muco, misurazioni della temperatura, visite ginecologiche casalinghe, compilazione di schede: vi pare che un essere umano, dopo essersi preso la briga di fare tutte queste cose, possa ancora avere una voglia, sia pure minima, di scopare?
Direi di no.
Ed in effetti, nella stragrande maggioranza dei casi, preferisce guardarsi un film, cimentarsi nel sukodu o farsi una bella partita a dama.
Più naturale di così…

Advertisements