Limite clericale

July 31, 2007

Questo spezzone è tratto da un Blob di inizio luglio, interamente dedicato al G8 di Genova del 2001: provate a dargli un’occhiata.

Visto? Abbiamo, nell’ordine: un ragazzo tumefatto che inveisce contro la polizia, il cadavere di Carlo Giuliani in una pozza di sangue, il caos della spedizione punitiva alla scuola Diaz; nel resto del blob, che non riporto integralmente per ovvie ragioni di spazio, pestaggi, devastazioni, sangue, calci, pugni, sprangate, manganellate.
Le uniche parti censurate, come potete agevolmente rilevare, sono le bestemmie.
Insomma, far vedere un morto ammazzato in prima serata, passi: d’altronde, si tratta di documentare la verità.
Ma una bestemmia, suvvia, a tutto c’è un limite…

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La Repubblica intervista Vincenzo Canterini, Questore di Genova all’epoca dei fatti della Diaz:

«A distanza di sei anni ci sarà qualcosa che si rimprovera di quella notte. O no?»
«Mi rimprovero di non essere riuscito a imporre una soluzione diversa da quella che poi fu adottata. Ma è anche vero che non ne ebbi modo».
«Quale soluzione diversa?»
«Suggerii a chi comandava in quel momento di tirare all’interno della scuola qualcuno dei potenti lacrimogeni di cui avevamo dotazione. E di aspettare che chi era dentro uscisse. Ma non ci fu verso».
«A chi lo suggerì?»
«All’allora vicecapo della polizia e capo dell’Antiterrorismo Arnaldo La Barbera».
«Arnaldo La Barbera è morto. Non può né confermare, né smentire».
«E infatti faccio a fatica e mi dispiace doverne parlare».

Sta di fatto che facendo una piccola ricerca su internet saltano fuori un paio di dichiarazioni del suddetto La Barbera, allora capo dell’Ucigos, immediatamente dopo i fatti:

«La perquisizione doveva essere fatta per dare un senso alla polizia, ma, nello stesso tempo, arrivato sul posto rimasi molto perplesso sull’operazione perché percepii un generale e complessivo stato di tensione (…) Raggiunsi il collega comandante del reparto Mobile di Roma, Vincenzo Canterini, e gli dissi: “Passiamo mano, andiamo via. Non è cosa”».

Dal sito Filastrocche.net:

Affacciata al balcone
c’è la figlia del dottore.
Forza, avanti chi si fa?
Zero, uno, due e tre:
tocca proprio a te!