Discrezione clericale

May 13, 2008

Come vi ho già detto, soffro di buona memoria.
Così, leggendo sul Corriere della Sera che il Vescovo Alessandro Maggiolini è indagato per favoreggiamento a un prete pedofilo, mi è tornato in mente un suo articolo sul Giornale dell’anno scorso: in quel corsivo il nostro amico si scagliava contro “Quei preti devoti all’esibizionismo”, lasciando intendere di essere un tipo assai incline alla riservatezza.
Quanto alla differenza tra discrezione e omertà, fate un po’ voi.
Un dizionario qualsiasi dovrebbe essere più che sufficiente.

Prova contraria

May 31, 2007

Don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione Meter, su Avvenire di oggi:

«I dati ufficiali del Viminale parlano chiaro: il 30% degli abusanti sono conoscenti o partner occasionali della madre, il 19% familiari, poi vengono gli extrafamiliari: operatori della scuola, educatori dei circoli ricreativi, allenatori, eccetera, e solo in coda, per l’1%, sacerdoti o catechisti. In 20 anni le denunce in Italia a sacerdoti presunti pedofili sono una quarantina».

Davvero singolare, la difesa d’ufficio di Don Di Noto, il quale cerca di dimostrare che non vi sia omertà da parte della Chiesa basandosi sulla circostanza che le denunce per pedofilia contro i sacerdoti sono assai poche.
Un po’ come se uno volesse provare la propria innocenza portando al giudice l’arma del delitto. Con le proprie impronte sopra.

Ipocrisia terminale

May 21, 2007

La dottoressa Claudia Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, su Zenit:

«Non dispongo personalmente di dati relativi alle ultime fasi assistenziali di Giovanni Paolo II. Quel che è certo, è che il grande pontefice si è sempre espresso con estrema chiarezza sia sull’eutanasia che sul suicidio, e che un eventuale rifiuto di alcuni trattamenti possono avere avuto unicamente il senso sopra descritto. Diverso sarebbe il caso di una persona che avesse ripetutamente rivendicato il diritto di morire e l’ammissibilità dell’eutanasia volontaria, come è accaduto per Piergiorgio Welby, di cui non possiamo conoscere il pensiero e il cuore in prossimità della morte, ma la cui vicenda è stata troppo spesso paragonata in questi mesi a quella, completamente differente, del defunto pontefice».

Hai capito, Piero? Stanno dicendo che se te ne fossi stato zitto e buono, invece di armare tutto quel casino, ti avrebbero staccato il respiratore senza fare tante polemiche, e magari dopo ti avrebbero pure fatto un bel funerale. Invece tu niente, testardo che non eri altro, a insistere con quella storia della battaglia politica, della tutela dei diritti, a gridare ai quattro venti che oltre a te ce n’erano altri, di cui nessuno si occupava perché avevano una voce ancora più debole della tua; lo vedi, poi, com’è andata a finire? Adesso spunta fuori ‘sto Nuvoli, che se tu non gli avessi preparato la strada magari adesso neanche se ne renderebbe conto, che qualche diritto ce l’ha pure lui; e invece hanno dovuto comprargli il sintetizzatore, lasciarlo parlare, e ora si è messo in testa che vuole smettere di soffrire, che quello è un suo diritto, e stai a vedere che dopo di lui ne viene fuori un altro, poi un altro, e poi un altro ancora, e di questo passo va a finire che quelli devono perdere tempo a scrivere una legge apposta, con tutti i problemi che ci sono, per quattro malati che fino a l’altroieri nessuno sapeva manco che esistessero.
Possibile che tu non te ne renda conto? Staccare il respiratore, quello te l’avrebbero pure passato.
Quello che non ti perdoneranno mai è che non sei stato capace di morire facendoti i cazzi tuoi.

Omertà telefonica

May 19, 2007

«Pronto?»
«Sì, chi è?»
«Sono io, ti disturbo?»
«Insomma, ero in piscina. Dimmi».
«Senti, io sarei un po’ preoccupato…»
«E ti pare che tu non sei preoccupato per qualcosa? Che c’è stavolta, sentiamo?»
«Sai quel documentario, quello della BBC…»
«Sì, sì, vuoi che non lo conosca? Ho internet pure io, cosa credi?»
«Ecco, allora se l’hai visto anche tu converrai che l’argomento è delicato e…»
«Macché converrò e delicato, per quattro segaioli che si scambiano i link sui blog, figurati…»
«Sì ma questi sono documentati, riportano i testi originali, li diffondono…»
«Questa è bella! E secondo te la gente li legge davvero? Ma smettila, che sei patetico!»
«Scusa, ma poi se quacuno va davvero a guardarsi tutto…»
«Vuoi che si leggano da cima a fondo una circolare di 40 pagine in latino
«Sì, ma c’è pure la traduzione in inglese, e…»
«Fa lo stesso, dopo tre righe si stufano, chiudono il pc, accendono la tv e si guardano la partita».
«Però c’è anche il sunto su Wikipedia, e poi la lettera, quella del 2001…»
«Wikipedia abbiamo già detto chiaramente che è un sito inattendibile perché ci scrivono porci e cani, e la lettera senza aver letto la circolare non si capisce neanche, per cui ti stai agitando per niente».
«Sarà. Ma io sono preoccupato…»
«Che pazienza ci vuole con te, figlio mio. E dire che prima della nomina io li avevo avvertiti, che eri un cacasotto… Vabbe’, fai una cosa, così stai tranquillo e non mi rovini il week end».
«Grazie, dimmi».
«Fai scrivere un articolo da qualche parte, magari su Avvenire, si dica che ‘sto documentario è una bufala, un attacco terroristico, un’infamia… ecco sì, fai scrivere proprio che è un’infamia, che è sempre una parola che colpisce».
«Ma come lo motiviamo, scusa?»
«E quando mai c’è stato bisogno di motivare? Basta dire che non è vero, che sono una massa di laicisti che schiumano bile per il successo del Family Day, impapocchiare tre parole messe in croce, ed è fatta. E adesso ti saluto che devo nuotare. Ciao».
«No, scusa, aspetta».
«Che c’è ancora?»
«E se qualche blogger si mette a confutare pure l’articolo?»
«Lo faccia pure, tanto i blog hanno i giorni contati».
«Cioè, in che senso? Li vuoi proibire?»
«Ci stiamo lavorando».