Stairway to Hell

February 8, 2008

Eccovi il video del venerdì sera, preparato espresso apposta per voi.
Godetevelo con le casse accese perché la colonna sonora merita.
E soprattutto, come sempre, riflettete.
Saluti.

Make your own flash movies here!
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Dal sito di Luca Volontè:

«Non sapremo mai quanti sono stati i casi di aborti ‘fai da te’, cioè di donne che nel mondo, sognando una ‘scappatoia’ facile facile per una gravidanza indesiderata, sono state stroncate da uno dei mille effetti collaterali di questo farmaco spietato».

Mi consente, Onorevole Volontè, una sola domanda?
Se, come Ella afferma, l’aborto consiste nella criminale soppressione di una vita umana, perché mai continua a ripetere che l’interruzione farmacologica della gravidanza costituirebbe una “scappatoia facile facile”?
Questo, ne converrà, dovrei affermarlo io, che sono un laicista della peggior specie: sarei io (non Lei) a dover sostenere, nel semplicistico gioco dei ruoli che Ella delinea, l’idea che l’unica ragionevole remora rispetto all’ipotesi di abortire sia il timore di un invasivo intervento chirurgico.
Ella, Onorevole Volontè, dovrebbe invece argomentare le proprie posizioni muovendo da altri, ben più elevati, presupposti: giacché, com’è noto, un omicidio (tale è, a Suo parere, l’aborto) è un omicidio, indipendentemente dal fatto che venga eseguito mediante plateale smembramento o attraverso invisibile veleno.
Perché, quindi, insiste nel considerare l’assassinio silenzioso più grave di quello cruento? Forse che il suo giudizio sulla gravità morale dell’atto compiuto dipende, in qualche modo, dalla modalità della sua esecuzione?
Lasci a noi miscredenti, la prego, l’elaborazione di simili teorie demoniache: si limiti a lanciare anatemi sui nostri peccati e a ricordarci che, per causa loro, finiremo all’inferno.

Ma ci permetta, se non altro, di scegliere da soli per quale strada arrivarci.