Senti chi parla

November 4, 2007

«Non possiamo tollerare che campagne istituzionali possano usare l’immagine di bambini che, a quell’età, dovrebbero solo stare tra le braccia della mamma». (Luca Volontè, 25 ottobre 2007, sulla campagna antidiscriminazioni della Regione Toscana)


Roma, Lungotevere Grande Ammiraglio Thaon di Revel, 3 novembre 2007. Foto scattata con il cellulare (*).

(*) Grazie a Cri.

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Ritorno al futuro

October 31, 2007

Luisa Capitanio Santolini, responsabile UDC per la famiglia:

A sostegno delle tesi del Ministro non vi può essere l’idea, che si va pericolosamente affermando negli ultimi tempi, che la gravidanza inizi con l’impianto dell’embrione: ginecologia ed esperienza comune sono concordi infatti a farla risalire addirittura alla data dell’ultimo ciclo mestruale.

Non vorrei aver capito male: secondo la Santolini l’inizio della gravidanza si deve far risalire ad un momento antecedente a quello del rapporto sessuale che ne costituisce il presupposto.
Non c’è che dire: “addirittura” è l’avverbio giusto.

Dopo la nota vicenda dell’Onorevole Mele mi arriva una mail di Darkzero (assiduo lettore del blog), che mi segnala la possibilità di ricavare dalla storia il format di un nuovo reality.
Vi incollo qui di seguito i dettagli, consigliando contestualmente a Darkzero di brevettare l’idea prima di essere bruciato sul tempo dalla RAI o da Mediaset.
Divertitevi.

DIECI SQUILLO PER DIECI ONOREVOLI

In un albergo tre stelle ci sono 10 onorevoli e 10 ragazze, di cui solo 5 sono delle squillo: ovviamente i parlamentari non sanno quali tra le ragazze siano davvero delle lucciole, e quali invece siano le attrici pagate dalla produzione per cercare di ingannarli.
Nella prima fase eliminatoria, le ragazze cercano di farsi rimorchiare dai parlamentari, convincendoli di essere delle squillo (nessuna può dichiararlo apertamente, ma tutte devono cercare di far capire che lo sono): quando un onorevole crede di aver capito che una certa ragazza è una lucciola, le fa un “regalo in denaro” (una cosetta da nulla, per carità): se la ragazza non è una squillo l’onorevole viene eliminato, e la tipa si becca i soldi, nonché una crociera sponsorizzata dal partito di appartenenza del parlamentare.
Gli onorevoli eliminati vengono radiati dal partito e interdetti a vita da ogni attività politica.
A fine cena restano quindi 5 coppie onorevole-squillo, che si apparteranno in altrettante stanze. Sulla porta di ogni stanza ci sono frasi-indizio del tipo “la coca non è qui”, “la coca non si trova nella stanza 3”, “la scritta sulla porta 1 è falsa”, e ogni coppia deve autonomamente cercare di capire quale sia l’unica stanza senza coca e raggiungerla entro un tempo limite.
La coppia che individua la stanza senza coca abbandona il gioco ma vince automaticamente un premio: per lei un posto fisso da opinionista, per lui la promozione a segretario di partito (se lo sono già, la squillo diventa conduttrice fissa e l’onorevole diventa ministro).
Le quattro coppie superstiti, quindi, sono quelle che sono capitate nelle stanze con la coca: dopo averne consumata in abbondanza, devono tutti trasferirsi in un’ampia sala comune in cui ci sono tre letti e tre ambulanze: le ragazze (che si sentono male) devono precipitarsi nell’ambulanza, e gli onorevoli (che si addormentano) devono accaparrarsi un letto; se un membro della coppia non riesce, l’intera coppia viene eliminata, e per punizione i suoi componenti si scambiano i ruoli: l’onorevole diventa squillo e la squillo diventa onorevole.
Si prosegue, diminuendo di volta in volta le ambulanze e i letti disponibili, finché rimane una sola coppia: a questo punto i due componenti diventano avversari, e si devono produrre nelle scuse più improbabili e nelle giustificazioni più patetiche per accusare l’altro quando arrivano i Carabinieri. La vittoria è decisa dal televoto.
Se vince lei, diventa presidente di Retequattro; se vince lui, diventa Presidente del Consiglio.
Chi perde torna al catechismo.

Shot to the heart

August 1, 2007

Visti i dettagli emersi, anziché un test antidroga non sarebbe stato meglio organizzare un corso accelerato di pronto soccorso?

La spugna di Vendola

February 27, 2007

Niki Vendola sul possibile allargamento della maggioranza di governo: «Per il momento è l’Udc a chiamarsi fuori. Ma credo che presto possa determinarsi un’implosione di quello che oggi chiamiamo centrodestra. E con i settori del centrodestra che sono espressione di cultura democratica non possiamo perdere le comunicazioni».
Non appare inutile, a questo punto, fornire alcuni esempi della «cultura democratica» che Vendola attribuisce agli esponenti dell’Udc:

Rocco Buttiglione: «Perché da me si voleva un’altra cosa: una professione di fede sulla bontà morale dell’omosessualità. Questo significa esercitare una violenza sulla coscienza».
Luca Volontè: «Lo stesso Welby sa benissimo che le leggi dello stato italiano non consentono, se non attraverso il suicidio, di decidere personalmente di morire, quindi se lui ritiene di voler dare un taglio alla propria vita può suicidarsi con l’aiuto della moglie, ma questo non ha niente a che fare con la legalizzazione dell’eutanasia che è un omicidio sul quale la nostra cultura giuridica non può essere d’accordo».
Carlo Giovanardi: «La legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo, per esempio in Olanda, attraverso l’eutanasia e il dibattito su come si possono uccidere i bambini affetti da patologie. Da noi un bambino malato viene curato, in Olanda invece viene ucciso».

Kahlil Gibran ebbe a scrivere: «L’anima di certa gente ricorda le lavagne di scuola sulle quali il tempo traccia segni, regole ed esempi che una spugna bagnata subito cancella».
Mi punge vaghezza che la spugna di Vendola sia zuppa d’acqua.

Conclave

February 23, 2007