Quante volte, figliolo?

April 30, 2008

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

2352. Per masturbazione si deve intendere l’eccitazione volontaria degli organi genitali, al fine di trarne un piacere venereo. Sia il Magistero della Chiesa – nella linea di una tradizione costante – sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato.

Dal sito dell’AdnKronos:

La masturbazione riduce il rischio di sviluppare il cancro alla prostata. E’ quanto emerge da uno studio di ricercatori del Cancer Council Victoria di Melbourne (Australia), che hanno arruolato mille uomini con questo problema e 1.250 sani, intervistandoli sulle loro abitudini sessuali. I benefici maggiori si ottengono soprattutto se le eiaculazioni più frequenti sono avvenute fra i 20 e i 50 anni d’età.

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Le domande misteriose

June 28, 2007

Grazie alla preziosa segnalazione di un amico, mi imbatto nel sito internet “50 Domande sulla Vita e sull’Amore“: vi chiedo scusa, ma la tentazione di proporvene alcuni stralci e di commentarli brevemente, come al solito, è irresistibile.

Contraccezione
Se non vi sentite pronti ad accogliere subito un bambino o se decidete, con una prudenza comunque aperta alla vita, di dover aspettare un po’ di tempo, sceglierete di unirvi nei periodi non fertili. E durante i periodi fertili potrete esprimere il vostro amore reciproco in altri modi, senza arrivare all’unione sessuale.

Amore, stasera mi fai impazzire: che ne dici, ce la facciamo una partita a Monopoli?

Evoluzione delle specie
Alcuni sostengono che la parentela dell’uomo con il regno animale rappresenterebbe un’obiezione al fatto che Dio l’abbia creato. Altri temono quest’affermazione. Si potrebbe rispondere che la Bibbia – nel suo primo libro, la Genesi – propone una tesi evoluzionista ancora più radicale rispetto a quella che fa discendere l’uomo dalla scimmia, poiché lo fa discendere dalla terra.

Oddio, adesso mi sfugge: la terra è mammifera o ovipara?

Aborto
Questo atto può restare impresso nell’intimo di una persona ancora più profondamente che nella sua memoria cosciente, e provocare disturbi gravi: senso di colpa di cui non ci si riesce a sbarazzare, aggressività contro il marito, il compagno o gli uomini in generale,angoscia nella vita sessuale che, da quel momento, può essere vissuta come «pericolosa», timore di non poter mai più essere una «buona madre» dopo aver «fatto quello», e così via.

Mi raccomando, voialtri non mancate di ricordarglielo ogni volta che potete, eh?

Fecondazione assistita
È veramente un diritto per le coppie avere un figlio? Un figlio non è un «oggetto» necessario alla realizzazione di una coppia; ha bisogno di essere il frutto dell’amore prima che di un successo tecnico. Un figlio è un dono, segno del dono reciproco degli sposi nell’atto che coinvolge indissociabilmente i loro corpi e i loto cuori. Un figlio non «si fa».

In altri termini: fare figli senza trombare è peccato esattamente come trombare senza fare figli. Com’era? Cambiando l’ordine dei fattori…

Masturbazione
Ogni volta che uso il mio corpo in un modo che non corrisponde alla finalità per la quale è stato creato, compio qualcosa di negativo sia per la mia psicologia che per la mia affettività. Tale atto, infatti, anche se procura un piacere immediato, rende tristi perché chiude in se stessi ed isola dagli altri.

Su questo non si può non essere d’accordo: la masturbazione in compagnia, in effetti, è molto più divertente.

AIDS
La distribuzione sempre più diffusa di preservativi tra i giovani non è, purtroppo, un mezzo efficace contro la diffusione dell’AIDS: gli studi mostrano che, quando gli incontri sessuali si moltiplicano, ci si stanca del preservativo. Al contrario, lo sviluppo di un comportamento responsabile, di un’etica dell’amore, sono il miglior baluardo contro la diffusione della malattia.

Ineccepibile: giacché persuadere i giovani a usare il preservativo è difficile, convinciamoli direttamente a non trombare, e il gioco è fatto.

Eutanasia
Chi può sapere cosa accade in una persona sofferente, nel mistero del suo cuore? Chi può dire che quell’essere non deve più vivere?

Oscar Wilde ebbe a scrivere: “L’egoismo non consiste nel vivere secondo i propri desideri, ma nel pretendere che gli altri vivano nel modo che noi vogliamo“. Fate il piacere: lasciate che ciascuno, sofferente o no, faccia i conti col proprio mistero come meglio crede: chissà, magari vi avanzerà tempo per occuparvi più efficacemente dei vostri.