L’agenzia di notizie cattolica Zenit intervista la teologa Carla Rossi Espagnet:

Cosa vuol dire che la famiglia è una chiesa domestica? L’espressione è stata usata per la prima volta dal Concilio Vaticano II, nella costituzione Lumen gentium (n. 11), e significa che la famiglia fondata sul matrimonio cristiano vive dell’amore tra Cristo e la Chiesa, e lo diffonde, attraverso la vita di preghiera e sacramentale, attraverso l’esercizio dell’amore e di tutte le virtù, e il compito educativo reciproco tra genitori e figli. Così, in ogni famiglia cristiana la Chiesa cresce e si rinnova.

Pregasi consultare la Repubblica di oggi per un esempio di declinazione concreta:

Avvenire naturale (*)

May 26, 2007

Joseph Ratzinger, 4 febbraio 2007:

«Sappiamo bene come la famiglia fondata sul matrimonio costituisca l’ambiente naturale per la nascita e per l’educazione dei figli, e quindi per assicurare l’avvenire dell’umanità».

Corriere della Sera, 25 maggio 2007:

ROMA – «Ho purificato mia madre». Sono queste le parole che la giovane di 24 anni, fermata dai carabinieri perche’ ritenuta responsabile della morte della madre, Silvana Saracino, di 49 anni, ha detto quando e’ stata ascoltata dai militari nel pomeriggio. Le liti con la madre erano frequentissime, quasi quotidiane, e l’ultima sarebbe avvenuta proprio stamani. Un litigio culminato con la morte di Silvana Saracino, colpita con numerosissime coltellate su tutto il corpo. La giovane avrebbe poi cosparso il corpo senza vita della madre con dell’acqua. Accanto al cadavere e’ stata trovata anche una Bibbia. (Agr)

(*) Leilani, che mi ha segnalato la notizia, mi confessa che sta cominciando ad avere paura. La rassicuro confermandole che io, quella paura, l’ho iniziata a sentire già da un bel po’.

Invidia matrimoniale

May 13, 2007

Secondo il “popolo del Family Day” il disegno di legge sui Di.Co. metterebbe a rischio l’istituzione del matrimonio: quando sarà più facile sancire un’unione di fatto, dicono, nessuno si prenderà più la briga di andare in comune a sposarsi.
Mi scuso per la domanda irriverente, che tuttavia non posso proprio fare a meno di porre: il fatto stesso che i paladini della “famiglia naturale” nutrano un timore del genere non implica che siano loro per primi a ritenere Di.Co. e matrimonio perfettamente sostituibili, tanto che incoraggiare i primi equivarrebbe automaticamente a penalizzare il secondo? E se questo è vero, se cioè matrimonio e unione di fatto debbono essere considerati succedanei, ciò non mette in discussione la premessa essenziale dei manifestanti del Family Day, i quali sostengono di aver scelto il matrimonio non per convenienza, ma per convinzione?
Per farla breve: è proprio vero che ieri eravate in piazza per difendere il cosiddetto “bene comune”? Oppure, senza accorgevene, stavate gridando all’Italia intera che se la legge sui Di.Co. fosse entrata in vigore vent’anni fa ne avreste usufruito anche voi?
Non è legittimo, in altre parole, nutrire il sospetto che Piazza San Giovanni, ieri, fosse semplicemente piena di invidiosi?