Emofobia

August 31, 2007

Da una lettera firmata al Corriere della Sera:

Ho 28 anni, mi chiamo Massimo, non ho mai fatto uso di droghe, non sono anemico, non ho malattie importanti come tumori o diabete (grazie a dio), non sono sieropositivo, non ho mai avuto nessun tipo di epatite e non ho comportamenti a rischio per le malattie a trasmissione sessuale. Ma sono gay e non mi hanno permesso di donare il sangue. Il signor Sergio Casertelli si dice preoccupato perché quest’anno la raccolta delle sacche è scesa del 15%. Ma la dottoressa che mi ha vietato la donazione mi ha spiegato che il Policlinico non accetta donatori gay a priori.

Chissà se al Policlinico accettano il sangue dei deputati dell’UDC.
A priori.

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1980

August 31, 2007

« Cerco di esprimere il concetto della ricerca interiore per trovare la perfezione. La perfezione sta dentro ad ognuno di noi. Nessuno è perfetto, però può esserlo. Potremmo non raggiungerla mai, ma è meglio lottare piuttosto che no. »

Questo diceva Prince Roger Nelson nel 1980. E giocava. Poi, giocava con la sua persona, con il suo strumento, la chitarra, con la sua ricerca felice del bello e del migliore da sè. I suoi modelli, Stevie Wonder, James Brown, Jimi Hendrix, lo perseguitavano come la sua aspirazione, pura come il desiderio di assomigliarvi. Prince Roger Nelson giocava a parlare dei Beatles, dei Queen, Di Frank Zappa, nei suoi pezzi nascondeva note come perle dentro ostriche, ma lo faceva per gioco. Idolo di una generazione gay, e non solo. Di quanti si sono fatti prendere, dal suo girotondo. Difficilmente un suo lavoro contiene un solo stile musicale, aveva paura di essere ripetitivo, cambiava giro. Provocava, giocava, sprizzava gioia. Ha scritto pezzi che non si somigliano affatto. When you were mine, è divertente, e giocoso come lui. Ma non è lui. Lui non è un solo pezzo, un solo motivo, una sola ispirazione. E’ un gioco, un mosaico che è impossibile ricomporre.


Tunnel of love, la conosciamo tutti. Mark Knopfler, nel 1980, non poteva mancare. Un chitarrista obliquo ed estremo, un base jumper senza protezione, nasce nel periodo del punk rock e sviluppa un rock and roll plastificato, di sicuro successo. Tale è la voglia prorompente di successo, che l’immediatezza espressiva di cui è dotato si trasforma in una chitarra da un ritmo perenne, portando alle estreme conseguenze quello che ha a disposizione, allungando il brodo con un’interminabile serie di soli da saltello, simmetrie da polsino e nessuna emozione: alla fine dell’operazione, ovviamente, non rimane niente. Making Movies è come un grande buco: più lo ascolti, meno riesci a guardarci dentro e a trovare qualcosa. Il suo successo, è tutto nel guscio: lucido, fragile, contingente. Da anni ’80.


Stevie Wonder, storia della black music. Si sente immediatamente il basso che accompagna la Sua tastiera, la delicatezza, l’armonia del suono, dei fiati, delle percussioni. Si sente anche quello che non c’è. Perfetto, perchè è espressione a 360°. Master Blaster. Non è la sua peculiarità, nè la coscienza sociale, a renderlo unico. E’ il suono che esce dal suo intimo. E’ la leggerezza e la potenza con cui percepisce le note e ce le fa risentire, così come le prova. Lievi ed esatte, sgorgano e ti accompagnano dolcemente, ti sorprendono ad ogni istante, perchè non sono note comuni. Sono sempre un morso di semitono in più, di quello che ti aspetti, e di quello che puoi pensare di riuscire a percepire.

Mongolismo superficiale (*)

August 31, 2007

Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita, ha ieri affermato che

L’aborto è sempre un male, ma la selezione embrionale aggiunge ingiustizia ad ingiustizia, tanto più se ricordiamo che ci sono famiglie disposte ad adottare un bambino down e che il mongolismo consente oggi di condurre una vita felice.

Da fratello di persona con Sindrome di Down, sono ben consapevole (e me ne rallegro) del fatto che negli ultimi anni la qualità della vità delle persone con Trisomia 21 sia decisamente migliorata; l’equazione proposta da Casini, secondo la quale le persone con Sidrome di Down condurrebbero oggi una vita felice, è tuttavia a dir poco semplicistica, poiché non tiene conto delle grandi difficoltà che molte famiglie in cui vive una persona con Trisomia 21 debbono tuttora affrontare quotidianamente.
Ha idea, Casini, degli sforzi che occorrono per assicurare a una persona con Sindrome di Down un livello di vita non felice, ma appena accettabile? E’ consapevole, Casini, che in taluni casi l’esito di quegli sforzi, per quanto convinti e incessanti, può essere tanto modesto da generare in coloro che li hanno posti in essere angosciosi sensi di colpa? Ha riflettuto, Casini, sul dramma di alcuni genitori, che si domandano chi potrà provvedere, dopo di loro, ai bisogni di un figlio con Sindrome di Down? Ha nozione, Casini, delle problematiche di ordine psicologico che le persone con Sindrome di Down debbono fronteggiare, allorché si rendano consapevoli della loro condizione e si trovino a doverla affrontare?
La risposta a queste domande è tutta nella parola che il Presidente del Movimento per la Vita sceglie per il suo comunicato: “mongolismo”; parola desueta già trent’anni fa, inesatta, antiscientifica e mortificante, unanimemente respinta da tutti gli operatori del settore.
Una parola che la dice lunga sulla superficialità con la quale Casini ha inteso affrontare la tematica della Sindrome di Down e dell’eventuale scelta di interrompere la gravidanza da parte delle donne cui essa viene diagnosticata: una superficialità che, a prescindere dalla rispettive posizioni sul tema dell’aborto terapeutico, è oggettivamente offensiva per le persone con Trisomia 21 e per le loro famiglie. Una superficialità della quale il Presidente del Movimento per la Vita farebbe bene a scusarsi.

(*) Il testo del comunicato è stato pubblicato oggi sul sito dell’Associazione Luca Coscioni.

Preoccupato monito di Joseph Ratzinger dalle colonne del Corriere:

«In questi giorni alcune regioni geografiche sono devastate da gravi calamità: mi riferisco alle inondazioni in alcuni Paesi orientali, come pure ai disastrosi incendi in Grecia, in Italia e in altre nazioni europee. Davanti a così drammatiche emergenze, che hanno causato numerose vittime e ingenti danni materiali, non si può non essere preoccupati per l’irresponsabile comportamento di taluni che mettono a rischio l’incolumità delle persone».

Parole sacrosante.
Peccato che se uno le usa, identiche, parlando dell’AIDS in Africa e rivolgendole a chi si ostina a proibire l’uso del preservativo, diventa un laicista miscredente che mina le fondamenta della collettività.
Mah.

Marketing prenatale

August 30, 2007

Padre Fernando Pascual, docente di Filosofia e Bioetica presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma:

E’ necessario evitare un uso eccessivo delle diagnosi, in funzione del rispetto che merita ogni figlio, sano o malato.

E poi, aggiungo io, dove la mettiamo la questione relativa alla sopravvivenza della Chiesa Cattolica? Perché, a voler pensar male (non è un vizio cui indulgeva anche uno dei vostri?1), i sofferenti sono un bacino d’utenza niente male, per chi promette eterna felicità in un’ipotetica vita futura e chiede in cambio un assegno in bianco tratto su quella presente: specie se l’offerta prevede un premio tanto più sostanzioso da ritirare domani, quanto più atroce è il dolore al quale ci si sottopone oggi2.
Joseph Ratzinger, soltanto qualche mese fa, ebbe a dichiarare:

L’uomo che soffre ci appartiene.

L’avete mai vista, voi, un’impresa che non si batta fino alla morte per conservare il proprio mercato?

1. “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. (Giulio Andreotti)
2. “Beati gli afflitti, perché saranno consolati”. (Gesù Cristo)

Allora, gente, le cose stanno così: qualche settimana fa ho iniziato a mettere sul blog tre canzoni per ogni anno, a partire dal 1970; insieme ai pezzi scrivevo un piccolo post di presentazione, tanto per segnalare che avevo cambiato musica, ma niente di più.
Poi è arrivato anche per me il momento di andare in vacanza qualche giorno, e ho chiesto a questa donna di continuare a mettere la musica al mio posto mentre non c’ero, esortandola a scrivere nel post di presentazione qualsiasi cosa le venisse in mente; il che comprendeva, evidentemente, la possibilità di criticare le mie scelte e, ove lo ritenesse opportuno, di stroncarle.
Non c’era modo di controllare il blog nel posto dov’ero; così ieri, quando sono tornato, ho letto i post della perfettastronza tutti in un colpo, e ho pensato che:

  1. i suoi post musicali sono molto più belli dei miei;
  2. mi piace da morire il fatto che la scelta della musica e il suo commento siano fatti da due persone diverse;
  3. il contributo di 1ps sul mio blog mi fa piacere, a prescindere da tutto il resto.

Stante quanto sopra, ho chiesto a Cristina di proseguire, e siccome lei ha accettato, vi annuncio che i commenti ai pezzi che ho scelto continueranno ad essere scritti da lei.
E’ tutto.
Saluti.

Chiarimento eugenetico

August 29, 2007

Lucetta Scaraffia su Avvenire:

Il caso dell’aborto delle due gemelline di Milano non può essere derubricato a semplice errore medico, come si è cercato di fare anche per la morte, per molti versi analoga, del bimbo di Careggi: è invece un esempio significativo dello stravolgimento culturale che sta prevalendo nel nostro Paese.

Paola Binetti sul Corriere della Sera:

Quello che è stato praticato al San Paolo non è un aborto terapeutico ma un aborto eugenetico.

Nerella Buggio su Cultura Cattolica:

Vi rendete conto? Siamo arrivati a questo e lo chiamiamo gesto d’amore, tragica fatalità. Invece è ABORTO SELETTIVO, come accade in Cina per i feti femmina, come accadeva nei lager.

Eugenia Roccella su Avvenire:

Dopo alcuni giorni, però, tutto torna come prima, e una pesante coltre di silenzio e indifferenza copre la terribile marcia che stiamo compiendo verso la selezione genetica, travestita da libera scelta dei genitori. In questo modo stiamo approdando a risultati di pulizia etnica che nemmeno la peggiore violenza razzista dei governi totalitari è mai riuscita ad ottenere.

Marina Corradi su Avvenire:

Tuttavia, non fare nascere un uomo è la negazione più totale del suo diritto fondamentale, che è vivere. Che il nulla, l’annichilimento siano preferibili, nella cultura corrente, al nascere malati, è comprensibile. Che però ci si chini sul ventre di una donna, e diagnosticando una malattia si pratichi l’aborto affermando di difendere il figlio, è una notevole manipolazione della realtà.

Assuntina Morresi sull’Occidentale:

Eppure la legge 194 non prevede l’aborto eugenetico, cioè non consente l’aborto a causa di malformazioni o anomalie del concepito.

Legge 22 maggio 1978 n. 194, articolo 6:

L’interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, può essere praticata:
a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna;
b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

Sarei davvero grato alle Signore Scaraffia, Binetti, Buggio, Roccella, Corradi, se fossero così gentili da chiarire di che diamine stiano parlando.
Grazie.

Terento

August 29, 2007

Un assaggio delle foto che ho scattato durante la scorsa settimana.
Saluti.

Esclusività clericale

August 29, 2007

Torno dalle vacanze e apprendo che la decisione da parte dell’Unione Europea di chiedere informazioni su alcuni vantaggi fiscali concessi dallo Stato italiano alla Chiesa Cattolica ha suscitato una lunga serie di indignate proteste; la schiera degli offesi, ovviamente, è capitanata dal quotidiano Avvenire, secondo il quale i privilegi prospettati non esisterebbero, e l’inchiesta dell’UE sarebbe semplicemente il frutto di una diabolica macchinazione ordita (guarda caso) dai Radicali.
Siccome verificare l’effettiva sussistenza dei benefici fiscali in questione è un’operazione piuttosto semplice, vi propongo di giudicare da soli, sulla base della normativa che vado qui di seguito ad illustrare.

L’articolo 7, comma 1, lettera i) del Decreto Legislativo 504/1992, istitutivo dell’ICI, stabilisce che sono esenti dall’imposta:

Gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222.

Andando a consultare il DPR 917/1986 e la L. 222/1985, la norma si può tradurre come segue:

Sono esenti dall’ICI gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché allo svolgimento delle attività dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all’educazione cristiana.

Ci siamo, fin qui? Gli immobili degli enti religiosi sono esentati dall’ICI nel caso in cui siano destinati esclusivamente all’esercizio di attività di culto, cura delle anime, formazione del clero, catechesi, educazione cristiana.

Nel 2007, tuttavia, arriva il Decreto Legge Bersani, che all’articolo 39 stabilisce quanto segue:

L’esenzione disposta dall’articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, si intende applicabile alle attivita’ indicate nella medesima lettera che non abbiano esclusivamente natura commerciale.

Il che equivale a dire che se un ente religioso è proprietario di un immobile in cui gestisce una scuola, una palestra, un cinema, una piscina o un albergo (per citare soltanto le fattispecie più comuni), esercitando quindi una vera e propria attività attività commerciale (in concorrenza con le normali imprese), pagherà l’ICI soltanto se in quell’immobile viene svolta esclusivamente l’attività commerciale in questione: gli sarà quindi sufficiente inserire nel fabbricato una piccola cappella (tanto per proporre l’esempio più immediato) per far venir meno il requisito dell’esclusività e godere dell’esenzione integrale dall’imposta.

Monsignor Betori, segretario della CEI, ha commentato la vicenda dichiarando:

L’esenzione dall’Ici si applica alle sole attività religiose e di rilevanza sociale.

Norme alla mano, ci vuole un fiscalista per capire che ci sta prendendo per il naso?

Back to the earth

August 28, 2007

Il caso dell’aborto delle due gemelline di Milano non può essere derubricato a semplice errore medico, come si è cercato di fare anche per la morte, per molti versi analoga, del bimbo di Careggi: è invece un esempio significativo dello stravolgimento culturale che sta prevalendo nel nostro Paese”.

Lucetta Scaraffia, dalle colonne di Avvenire, mi segnala gentilmente che la mia settimana di vacanze è finita.
Grazie per la sveglia.