Disattenzione letale

September 9, 2008

La didascalia che vedete qui a fianco è tratta dal Corriere della Sera di domenica 7 settembre 2008, pagina 23.
Sta di fatto, come ha prontamente precisato Mina, che a Piergiorgio non è stata praticata alcuna iniezione letale: ciò che Welby ha chiesto e ottenuto è stato invece il distacco del respiratore artificiale che lo teneva in vita, sulla base del proprio diritto all’autodeterminazione e alla libertà di cura e in omaggio all’articolo 32 della Costituzione.
Siccome c’è una bella differenza, stante l’attuale legislazione (che com’è noto ci piacerebbe tanto cambiare, ma questo è un altro discorso), tra assecondare la legittima richiesta di un paziente che vuole interrompere una terapia e fargli una puntura di cloruro di potassio, l’occasione mi è gradita per pregare quelli che scrivono le didascalie del Corriere di informarsi, sia pure vagamente, sulle vicende delle quali si occupano.
Sapete com’è, le parole dovrebbero essere importanti, specie quelli che le utilizzano (o dicono di utilizzarle) come strumento professionale.
Grazie.

Il contagio della libertà

September 2, 2008

Beppino Englaro sull’Unità di oggi:

Ho notato, con amarezza, che le persone restie ai condizionamenti – delle quali Eluana era una evidente esemplare – vengono mal tollerate dalla nostra società perché, reclamando l’esercizio delle loro libertà fondamentali, sovvertono l’ordine prestabilito, e questo infastidisce e spaventa. Non si coglie che essi sono una ricchezza per la collettività, uno sprone al pensare da sé, un contributo al pacifico e prezioso fermento civile. Forse si teme il contagio che la libertà, come l’allegria, sanno muovere tra le persone dalle sensibilità affini.

All’affollato esercito dei blateranti suggerirei sommessamente di leggere e rileggere, se possibile imparando a memoria.
E di vergognarsi un bel po’.

Libertà obbligatoria

May 16, 2008

Marina Corradi su Avvenire:

Perché in realtà di destra, di sinistra, di ideo­logia e anche di politica, almeno così com’è, agli italiani oggi non importa molto. Forse ci vuole qualcosa di con­creto per tornare a crederci: iniziare a dire che i figli sono un patrimonio co­mune, da riconoscere e sostenere. Da­re coraggio, a chi trova il coraggio di a­vere figli. Ricominciare, in quest’Italia stanca, dai bambini: o, almeno, dalla libertà di averne.

Sbaglio, o la libertà di avere figli implica necessariamente la libertà di non averne?
Qualcuno, per pietà, glielo spieghi.

Com’è ormai noto a tutti, i vescovi della CEI hanno deciso di dire la loro anche sulle scene erotiche dei film, arrivando a proporre l’obiezione di coscienza perfino agli attori, che a loro dire dovrebbero rifiutarsi di recitare sequenze troppo spinte.
Siccome, a dire la verità, non se ne può più, sono lieto di lanciare su questo blog l’iniziativa

TROMBIAMO PER LA LAICITA’

Nella settimana che va da oggi al 20 febbraio (c’è anche di mezzo San Valentino, meglio di così…), gente, trombate! Trombate con la vostra compagna, col vostro compagno, con il vicino di casa, la collega di lavoro, il barista, l’idraulico, la postina; trombate con persone del sesso che preferite, da soli, in due, in tre, in quanti volete voi; trombate guardandovi negli occhi, guardando la televisione o bendati; trombate avvinghiati, di fronte, di lato, di fianco, di sguincio, uno sopra all’altro; trombate nudi, seminudi, con tutti i vestiti addosso o mascherati da Batman; trombate in silenzio, sussurrando, gridando o cantando l’Aida; trombate a casa, al mare, in macchina, in ufficio, dietro un cespuglio o dentro a un garage; trombate al buio, a lume di candela o con un faro puntato addosso.
Insomma, trombate come cazzo vi pare ma trombate, in barba agli anatemi di chi vorrebbe mettere bocca anche nelle nostre mutande, pontificando, maledicendo e minacciando scomuniche.

Quindi, amici miei, aderite numerosi, e fate aderire quante più persone riuscite a coinvolgere diffondendo l’iniziativa: cliccando qua potete scaricare il codice del banner da inserire nel vostro blog.
E mi raccomando, gente: trombate, trombate, trombate.

Dal Garzanti online:

Sollievo. s. m. l’essere, il sentirsi sollevato fisicamente o moralmente; conforto, alleviamento: essere di sollievo a qualcuno; cercare sollievo dalla sete, dal caldo; la guarigione della figlia fu un gran sollievo per la famiglia; provò sollievo nel vederlo | tirare un respiro di sollievo, provare un senso di liberazione da affanni, preoccupazioni ecc.

Questa mattina Microsoft Office è stato disinstallato da tutti i computer del mio studio, per lasciare il posto a Open Office.
Ahhhhhhhhhhhhh.