Eccoci, amiche ed amici, alla quinta puntata del nostro concorso a premi: in palio, come ripeto sempre, un bel libro che avrò cura di scegliere e spedire al vincitore.
La protagonista di quest’oggi, ne converrete, non ha bisogno di presentazioni: per cui abbrevio i tempi, e mentre vi ricordo che a questo link potete trovare tutte le puntate precedenti per mettervi in pari, vi esorto a giocare, giocare, giocare.
E a scrivere il vostro punteggio nei commenti, altrimenti non vale.

<a href=”http://www.mystudiyo.com/act68207/mini/go/visions_of_paola”>Visions of Paola</a>

One of us must know

February 28, 2008

«Chissà quante cavolate dico.»

Paola Binetti, La Repubblica, 28 febbraio 2008
rip

Se c’è lei non vi votiamo!

February 25, 2008

Se c'è lei non vi votiamo

da Bioetica.

Clemente Mastella in un’intervista a Papanews:

«Solo la religione, la mia coscienza di cattolico e la fede in Dio e nella giustizia mi stanno aiutando; anzi, ringrazio il Signore di avermi dato questo dono, perchè se fossi stato ateo avrei anche potuto commettere qualche atto inconsulto di autolesionismo».

D’altronde, com’è noto, gli atti inconsulti di autolesionismo sono tipici degli atei.
😉

Malattie

December 24, 2007

Eccovi il mio regalo, da guardare con le casse rigorosamente accese.
Buon Natale.

Flash movies are fun to make at Toufee.com

Omofobia contingente

December 12, 2007

Francesco D’Agostino, ex Presidente del Comitato Nazionale di Bioetica, su Avvenire:

«Il dibattito, al quale ha dato luogo la man­cata votazione da parte della senatrice Binetti di una norma in tema di omofobia, ha un rilievo che va al di là della contin­genza. (…) Una cosa infatti è offendere o recare vio­lenza agli omosessuali, ben altra cosa è ri­tenere che gli omosessuali siano inadatti all’adozione o che l’omosessualità sia una patologia. (…) È anche attraverso queste preziose forme di dissenso che si opera per il bene del Paese».

Capito, amico omosessuale? Mica ti stanno offendendo: semplicemente, per il bene del paese, ti fanno notare che sei un malato che travia gli infanti.
Vuoi imparare o no ad andare al di là delle contingenze, frocio che non sei altro?

Non possiamo pretendere di essere i padroni assoluti della nostra vita e del nostro destino, né che la sofferenza sia eliminata del tutto. (Paola Binetti durante la conferenza “La questione di fine vita”, 26 ottobre 2007)

[È sera. L’incontro si svolge nelle stanze particolari della Sen. Binetti. Pesanti crocifissi, rosari, caciocavalli, cilici e fruste di velluto pencolano silenziosi dal soffitto. Nel momento in cui l’On. Turco varca la soglia, si ode solo il salmodiare sicuro della Sen. Binetti che recita le orazioni, e l’affaccendarsi operoso della servitù in cucina].

Livia: Allora Paola, hai visto eh, come sono stata brava con quella storia degli embrioni, la vita, tutti fratelli e sorelle, il Santo Padre è contento, nessuno che abbia fatto volare una mosca…
Paola: (distratta, assente gelida) Mah, beh, sì…
Livia: (piccata) E allora?
Paola: (ecumenica, severa ma con un bellissimo sorriso cattolico fatto di severità ma anche sublime bontà e comprensione): Non è abbastanza…
Livia: In che senso non è abbastanza?
Paola: (gasata, si dà un giro al cilicio) Noi cattolici siamo sempre pronti a riaccogliere chi sbaglia: e – credimi – benché solo doverose, le retromarce su droga ed embrione ci hanno soddisfatto, però è ora di affrontare anche altri temi, altri problemi…
Livia: Intendi nuove linee guida per l’aborto e in generale piccole restrizioni che poi piano piano vadano a minare l’impianto stesso della 194, con successive modifiche e restrizioni che immancabilmente portino alla “verifica” e conseguente abolizione del diritto stesso ad abortire?
Paola: Esatto, anche se avevo un po’ paura della reazione del tuo partito – oh scusa, del tuo ex-partito…
Livia: Paola, qui sono io che ti devo bacchettare: noi del PCI…
Paola: (estasiata, si dà un altro giro al cilicio): Sì, bacchettami, bacchettami tutta, dammi una bella bacchettata sul…
Livia: (la interrompe, interdetta) Dicevo, Paola, che commetti un peccato di leggerezza se trascuri…
Paola: (ennesimo giro al cilicio, trasfigurata dalla foia): Io un solo peccato? Ma io di peccati ne commetto tanti, sempre, e devo essere punita, battuta, ancora… – dai, battimi qui, poi battimi lì, poi sbattimi sulla panca…
Livia: (spazientita) Paola, PORCA MADONNA!!!
Paola: (si calma un po’): Allora dicevi?
Livia: Allora dicevo che non puoi trascurare la nostra storia cinquantennale di opportunismo, ti rinfresco velocemente la memoria: nel 1974 abbiamo cavalcato il divorzio, ma solo all’ultimo momento perché abbiamo capito che si vinceva e noi comunque non volevamo sciogliere le camere; abbiamo marciato col pauperismo per tamponare a sinistra quando Occhetto e D’Alema andavano a fare le regate coi 12 metri, le cooperative stanziavano fondi neri tipo maxitangente Enimont e Consorte si scalava anche la mamma; l’ambientalismo l’abbiamo messo nelle tesi congressuali dai ’70 in poi perché piaceva a quegli imbecilli delle sagre paesane – insomma, in quanto a compromessi osceni in pura funzione di potere i democristiani veri siamo noi, figurati se ci fermiamo davanti all’embrione, all’aborto e ai diritti dei gay, …
Paola: (severa): Si dice froci!
Livia: (risoluta, spedita, raccogliendo le fila del discorso) Sì vabbeh, dicevo, figurati che cazzo ce ne frega a noi di quattro stronzi sterili e due froci! Avendo cavalcato tutto e il contrario di tutto solo per opportunismo, figurati se ci spaventa spostarci verso l’integralismo cattolico. “Cavalcare tutto per condividere e socializzare”, ecco il nostro motto: Che Guevara e Kennedy, Gramsci e Don Sturzo, liberalismo e sindacati, Pippo e Gambadilegno, Milan e Inter… Che ‘sta roba non sta in piedi e pigliamo per il culo la gente, in un paese normale lo capirebbe anche uno studente delle medie, ma noi lo vogliamo cambiare o no questo paese?! Come hanno detto Fassino e l’Anna: “Con i teo-dem ci metteremo d’accordo, il dialogo è importante”.
Paola: (con negli occhi lo sguardo da Terminator della fede) Certo che lo vogliamo cambiare.
Livia: Bene, allora d’accordo. (Tossendo) Scusa Paola, non hai qualcosa da bere?
Paola: Certo, facciamo la pausa per il tè. (Chiama il cameriere suonando un campanellino) Bane! Bane Kalla!

[Entra un negro con una nerchia enorme, coperta solo da un gonnellino tipo “Arrapaho” degli Squallor. Serve il tè a Paola e all’ospite. Passa qualche minuto].

Livia: Dicevo, allora intesi Paola, e grazie per tutto quello che voi cattolici state facendo per noi, siamo commossi. Senza di voi, non so veramente dove saremmo, o dove si andrebbe a finire…
Paola: Dovere.
Livia: Allora ciao.
Paola: Ciao. (Alzando la voce, mentre Livia sta uscendo). Non dimentichi qualcosa?
Livia: (dall’altra stanza, presso la porta) Eh? Ah, sì, scusa: (a voce alta) E SEMPRE SIA LODATO!
Paola: (gemendo, con un tono di voce simile all’arrapamento di prima): E poi?..
Livia: (uscendo, a squarciagola): E SEMPRE SIANO FATTI I DISEGNI DEL SIGNORE!!!
Paola: (in estasi, mentre in sottofondo si ode distinto il fruscìo del cilicio): Vengo… vengo, cazzo, e dire che dovrei essere in chiesa adesso… VENGOOOOOO!!!!!!!!!!!!

(Postato da Anskji su accorato invito del padrone di casa)

Le chimere segrete

September 7, 2007

Sarete tutti informati delle roventi polemiche che sono infuriate dopo la decisione del governo britannico di autorizzare la produzione di embrioni ibridi per la ricerca scientifica.
Il vero scoop, però, è che le cosiddette “chimere”, in realtà, erano state già prodotte anche in Italia: Metilparaben, a rischio della propria vita, si è introdotto nel laboratorio segreto nel quale quegli esseri sono nascosti, li ha filmati e ora li mette a disposizione dei propri lettori sul blog.
Debbo avvertirvi che la visione dei filmati che seguono è sconsigliata alle persone facilmente impressionabili, ai bambini e ai cardiopatici: siete stati avvertiti, proseguite a vostro rischio e pericolo.

LA CHIMERA FASSETTI
Fu il primo esperimento, derivante dalla necessità di coniugare il costituendo Partito Democratico con le istanze integraliste espresse dall’ala cattolica della coalizione. E’ una creatura introversa, dedita all’automortificazione e apparentemente mite. Attenzione, però: al momento opportuno sa trasformarsi in una belva senza pietà.

LA CHIMERA SELVOLONTE’
La nascita di questa creatura segnò il primo, evidente insuccesso degli esperimenti: non era neanche nata che iniziò a blaterare cose senza senso, tanto che si fu costretti a portarla d’urgenza in televisione con un’ambulanza. Le sue condizioni sono tuttora drammatiche: sragiona e lancia anatemi su chiunque le si avvicini.

LA CHIMERA GIOVAROLI
Fu la prima chimera ad essere prodotta per scopi bellici: ferocissima e completamente priva di intelligenza, viene tenuta legata al muro con un collare d’acciaio e sedata continuamente. Ha gli occhi costantemente iniettati di sangue, le vene del collo gonfie, i muscoli sempre pronti al combattimento. Fate attenzione, quando vi avvicinate: ringhia, sbava e balbetta parole confuse.


Ovvero, due opinioni a confronto sulla stessa notizia. Naturalmente, a blog unificati.

Galatea
Catherine Robbe-Grillet, moglie di, ma soprattutto cultrice di pratiche sadomaso, è in libreria con un suo libro dedicato alla materia. In un’intervista a Repubblica, la signora definisce le pratiche sadomasochiste: “Una esperienza mistica senza Dio”.
I conti non tornano. E col cilicio della Binetti, come la mettiamo?

Metilparaben
Secondo un’esperta del settore, una prestazione sadomaso avrebbe lo stesso effetto di una seduta dallo psicanalista.
Capito, adesso, perché la Binetti è così rilassata?