Non è rimasto insensibile al grido di dolore. Come Vittorio Emanuele di Savoia di fronte all’appello degli Italiani, come Ratzinger di fronte ai sommessi sobsob dei bimbi del Limbo, come Brad Pitt quando Angelina Jolie frigna per avere un nuovo marmocchio in adozione, anche Francesco Rutelli non ha potuto esimersi dal rispondere all’accorato appello che la moglie, Barbara Palombelli, ha inviato ieri ai nostri blog.
Galatea e Metilparaben sono dunque orgogliosi di pubblicare, in esclusiva, la lettera di scuse di Cicciobello alla sua gentile consorte.

Cara Barbara, eccoti le mie scuse. Ero recalcitrante in privato, perché sono un cicciobello ma ho anche un mascellone mica da ridere. Sfidato in pubblico, la tentazione di mandarti a cagare è forte. Ma le resisto. Siamo insieme da una vita. Se avessi ammazzato qualcuno, a dire il vero, sarei già uscito di galera; ma tant’è. Le mie giornate sono pazzesche, lo sai. Inventarmi ogni giorno una scusa per giustificare il cilicio della Binetti, passarmi con pazienza il cerone sulla faccia, tenere in ordine i boccoli che mi crescono selvaggi sul capoccione: una vita sotto costante pressione. La responsabilità continua verso gli altri e verso di sè, anche verso una moglie che si è costretti a sopportare per non irritare l’ala clericale del partito, tutto questo apre lo spazio alla piccola irresponsabilità di un carattere giocoso e autoironico e spesso irriverente.

Ma la tua dignità non c’entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando la mia bocca si avvicina fremente a quella di un bell’omone come Romano, nella bagattella di un momento. Ma la lingua, no, credimi, non l’ho tirata fuori.

Scusami dunque, te ne prego, e prendi questa testimonianza pubblica di un orgoglio privato che cede alla tua collera come un atto d’amore. Uno tra tanti. Un grosso bacio.

Cicciobello tuo.

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Dopo aver visto questa foto, non ci ha visto più. Perché ci sono tante cose che una donna può perdonare al marito, ma non la pubblica umiliazione. Così, dopo l’uscita di questa foto, Barbara Palombelli, per gli amici Lady Roma, ha deciso di scrivere una pubblica lettera al marito, Francesco Rutelli. E i blog Ilmondodigalatea e Metilparaben, in anteprima mondiale, sono in grado di farvela leggere:

Gentili Blogger Galatea e Metilparaben, con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei tanti anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, politico prima e politico poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, pertanto ho sempre evitato di apparire in prima persona: non fosse per quelle quattordici, quindici rubriche che tengo su vari settimanali, le trasmissioni tv, le ospitate, le interviste sui quotidiani, i settimanali, le foto della mia casa e della mia famiglia, i servizi a Natale, Pasqua e feste comandate sui principali magazine, nessuno saprebbe nulla della mia vita privata, e tant’è. Ora però scrivo per esprimere la mia reazione al comportamento di mio marito nel corso della convention per la nascita del Partito Democratico, dove, rivolgendosi a Romano Prodi si è lasciato andare ad atteggiamenti per me inaccettabili, come fargli in pubblico naso-naso, sussurrandogli paroline dolci che da troppo tempo non riserva più a me, dato che nell’intimità, oramai, cita solo le encicliche di Ratzinger. Sono comportamenti che interpreto come lesivi della mia dignità, atteggiamenti che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a gesti scherzosi. A mio marito ed all’uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente. Sono abituata da tempo, come il personaggio di Catherine Dunne, a considerarmi la metà di niente, se non altro perché, trovare qualcosa nel costituendo Partito Democratico è un’impresa, ma questo è troppo anche per me. RingraziandoVi per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, Vi saluto cordialmente. Barbara Palombelli in Rutelli